Meloni sbatte la porta in faccia a Vannacci

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Giorgia Meloni tira dritto sull’Ucraina. E, soprattutto, manda un messaggio piuttosto chiaro a Roberto Vannacci: le alleanze vengono dopo, la linea politica prima. Nell’intervista concessa al Foglio per tracciare un bilancio dei quattro anni trascorsi a Palazzo Chigi, il presidente del Consiglio non pronuncia il nome del generale quando si parla dei futuri equilibri del centrodestra. Ma la risposta lascia pochissimo spazio alle interpretazioni.La domanda è esplicita: sarebbe disposta a fissare per la prossima coalizione la regola di non allearsi con chi vota contro il sostegno all’Ucraina? Meloni non si rifugia nelle formule diplomatiche. “Giorgia Meloni non è certamente disposta a fare il contrario di quello che ha fatto finora, o di quello in cui crede, per calcolo politico o elettorale”, scandisce. E poi rincara: “Io sono una persona seria, e non sono buona per tutte le stagioni”.Una porta chiusa, dunque, a chi immagina che la necessità di allargare il perimetro del centrodestra possa convincere Palazzo Chigi a rivedere una delle direttrici fondamentali della politica estera degli ultimi quattro anni. Meloni tiene la barra dritta, anche a costo di complicare le geometrie future. “Chi cerca un premier che cambia idea in base al sostegno di questo o di quel partito, sempre e solo per tornaconto personale, deve rivolgersi altrove”, aggiunge.Il riferimento politico a Vannacci diventa ancora più evidente poco dopo, quando al premier viene chiesto di associare un film ai principali protagonisti della politica italiana. Per il leader di Futuro Nazionale sceglie “Il Mago di Oz”: “L’uomo che proietta la sua immagine gigantesca, alla fine del film, è un po’ quello che mi capita di pensare quando vedo quei video fatti con l’AI di lui muscoloso condottiero e poi lo ritrovo a fare le gare di nuoto con Renzi”. Una stilettata che ridimensiona, con l’ironia, l’immagine muscolare costruita dal generale. Leggi anche:Chi ferma più Vannacci? Il sondaggio che cambia gli scenariMa è sull’Ucraina che la distanza diventa politica. Meloni rivendica senza esitazioni la scelta compiuta dall’Italia fin dall’inizio dell’invasione russa e respinge l’idea che il sostegno a Kyiv sia stato dettato da convenienze esterne. Anzi, riconosce che dal punto di vista elettorale avrebbe potuto perfino essere più comodo fare il contrario.“Non ho sostenuto l’Ucraina per Kyiv, io ho sostenuto l’Ucraina per Roma”, spiega. Perché un’Italia immersa in un ordine internazionale nel quale prevale “la legge del più forte” avrebbe, secondo il premier, tutto da perdere. Anche per questo definisce la resistenza ucraina una riscoperta del patriottismo europeo e ricorda che essere patrioti non significa semplicemente sventolare una bandiera, ma essere capaci di mettere l’interesse nazionale davanti a quello personale.È qui che il messaggio a Vannacci acquista il suo peso maggiore. Il premier non sembra intenzionata a sacrificare la collocazione internazionale dell’Italia sull’altare delle convenienze elettorali. Né a inseguire chi, alla sua destra, prova a contendere voti al centrodestra tradizionale partendo proprio da posizioni molto più critiche nei confronti del sostegno a Kyiv.Nel resto dell’intervista Meloni rivendica i risultati del governo, dalla difesa dei confini al lavoro fino alla credibilità internazionale dell’Italia, e osserva con attenzione anche la crescita dell’AfD in Germania. Boccia la politica dei “cordoni sanitari”, sostenendo che le istanze su immigrazione, identità e sicurezza vadano ascoltate e affrontate nel merito. Ma pone anche un confine: il centrodestra italiano, dice, offre “soluzioni serie e non demagogiche”. Una distinzione che vale per la Germania. E che, leggendo tra le righe, sembra valere parecchio anche dentro i confini italiani.Massimo Balsamo, 12 settembre 2026L'articolo Meloni sbatte la porta in faccia a Vannacci proviene da Nicolaporro.it.