Esploso in Bulgaria un deposito d'armi desitnato all'Ucraina

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AGI - Un incendio seguito da diverse esplosioni ha distrutto nella notte un deposito di munizioni della società bulgara Emko, fornitrice di armi all'Ucraina.L'episodio arriva appena un mese dopo un incidente analogo in un'altra struttura vicina della stessa azienda. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori, figura anche quella del sabotaggio.L'esplosione del deposito di armi in BulgariaL'incendio è scoppiato intorno alle 23:20 locali - le 22:20 da noi - in un deposito di Gorni Varpishta, nella Bulgaria centrale, dove erano conservate munizioni e polvere da sparo. Lo ha riferito la televisione pubblica Bnt, secondo cui le fiamme e le detonazioni non hanno provocato feriti.I lavoratori presenti sono stati evacuati, mentre tre squadre di vigili del fuoco sono intervenute per spegnere un incendio boschivo innescato dalle esplosioni e successivamente posto sotto controllo. Le indagini e il precedenteLe autorità bulgare hanno aperto un'indagine sulle cause dell'accaduto e assicurato che non vi sono pericoli per la popolazione.Il direttore dello stabilimento, Slavcho Dimiev, ha confermato la presenza di munizioni e polvere da sparo, senza precisare se il materiale fosse destinato all'Ucraina. Il 10 agosto un'altra esplosione aveva colpito un deposito della stessa azienda a Belitsa, a pochi chilometri di distanza, rendendo necessaria l'evacuazione di circa 300 dipendenti. Le prime ipotesi avevano attribuito quell'incidente all'incendio accidentale di un'autocisterna. Emko aveva però escluso un errore umano e ricordato altri episodi analoghi verificatisi nelle proprie strutture.Non si esclude il sabotaggioLa Procura mantiene aperta l'indagine senza escludere il sabotaggio. Dopo l'esplosione, squadre dei ministeri dell'Interno e della Difesa avevano perlustrato i boschi circostanti, individuando e neutralizzando circa 60 proiettili dispersi dalla deflagrazione. Emko appartiene all'imprenditore Emilian Gebrev, fornitore di armamenti all'Ucraina.Nel 2015 Gebrev fu vittima di un avvelenamento con una sostanza tossica, successivamente attribuito dalle autorità bulgare ad agenti dell'intelligence militare russa Gru. L'azienda è stata interessata da altri incendi ed esplosioni, tra cui quello avvenuto nel 2023 in uno stabilimento di Karnobat dove erano conservate munizioni destinate all'Ucraina.