L’Ovra sanchista: giornalisti schedati per orientamento politico

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Quando un ufficio del Ministero dell’interno cataloga giornalisti come “affini al PSOE”, “antisanchisti”, “di destra” o “critici con l’amnistia”, la questione supera la normale tensione tra governo e stampa. Nella Spagna sanchista, quell’angolo di soviet della sinistra europea sempre pronta a impartire lezioni di democrazia e Stato di diritto, è accaduto davvero. Nomi, fotografie e orientamenti politici sono finiti in un dossier interno del Ministero guidato da Fernando Grande-Marlaska.Il dossierIl documento si intitola Tertulianos. Radio y Televisión. La sua esistenza, rivelata da El Confidencial, è stata riconosciuta da Interior, che sostiene però che Marlaska non lo abbia ordinato né consultato. Sarebbe materiale interno per conoscere giornalisti, media e temi seguiti. Ma per conoscere un cronista non serve annotare se sia “affine al PSOE”, “di estrema destra”, “militante socialista” o “riconosciuto antisanchista”.Il lavoro sarebbe iniziato alla fine del 2023. Circa 15 dipendenti dell’Ufficio comunicazione furono incaricati di classificare i giornalisti. Una seconda riunione avrebbe aggiunto le fotografie. Alcuni dipendenti si opposero, avvertendo che quella schedatura poteva essere incostituzionale. Il dossier venne comunque completato nel 2024.Nelle schede compare persino la posizione dei singoli giornalisti sulla legge di amnistia. Il Ministero dal quale dipendono Policía Nacional e Guardia Civil non registrava dunque soltanto testata, incarico e argomenti seguiti. Qualcuno voleva sapere cosa pensassero i cronisti di una delle leggi più controverse del governo Sánchez.Ceuta e la legge “bavaglio”E dire che ad agosto sembrava fosse già stato raggiunto il limite. Sánchez era in vacanza a La Mareta, a Lanzarote, mentre Ceuta affrontava la crisi migratoria. Il 6 e l’8 agosto alcuni cittadini protestarono davanti alla residenza utilizzata dal premier. La Delegación del Gobierno en Canarias aprì due procedimenti sanzionatori, proponendo multe da 100 euro per la mancata comunicazione preventiva delle manifestazioni.La contestazione era semplice: le manifestazioni non erano state comunicate in anticipo, come prevede la Ley de Seguridad Ciudadana del 2015, ovvero, la famigerata “Ley Mordaza”, la legge bavaglio che il PSOE aveva combattuto per anni e che ora viene usata contro chi protesta davanti alla residenza di Sánchez. Negli atti vengono riportati persino gli slogan contro il premier, sua moglie e Zapatero, benché le proteste si fossero svolte senza incidenti.Sembrava il culmine: la sinistra che usa la legge bavaglio contro chi contesta il suo presidente in vacanza. Invece c’era di peggio. Una multa colpisce chi protesta; un dossier con nomi, fotografie e orientamenti politici dei giornalisti significa schedare chi informa. Chi è vicino al PSOE, chi è di destra, chi contesta l’amnistia, chi è “antisanchista”.L’OVRA sanchistaRoba da dittatura sudamericana. Ed eccola allora, l’OVRA sanchista: giornalisti divisi secondo la loro posizione rispetto al potere dentro un dossier del Ministero dell’Interno. Non serve caricare il paragone oltre. Bastano le categorie scritte nelle schede.Le associazioni dei giornalisti hanno chiesto spiegazioni. Interior nega che Marlaska abbia ordinato o consultato il documento. Resta quindi da sapere chi lo abbia commissionato, chi abbia deciso di classificare politicamente i giornalisti, chi potesse accedere alle schede e soprattutto a cosa dovessero servire.Bruxelles cosa dice?E Bruxelles? Dove sono le organizzazioni internazionali che vigilano sulla libertà dei media? Dove sono gli appelli all’European Media Freedom Act, le denunce sulle interferenze politiche, gli allarmi sullo Stato di diritto? Quando casi riguardanti la stampa italiana hanno sollevato dubbi sulle pressioni politiche, la mobilitazione è stata immediata. A Madrid, per ora, molto meno.Provate a immaginare lo stesso dossier a Budapest: fotografie di giornalisti con accanto “favorevole al governo”, “oppositore”, “di destra”, “di sinistra”. Gli allarmi sulla deriva autoritaria partirebbero in poche ore. Nella Spagna di Sánchez, invece, Interior prova a presentarlo come materiale interno per conoscere meglio i propri interlocutori.La libertà di stampa, però, non cambia a seconda del governo coinvolto. Un Ministero dell’interno che classifica giornalisti secondo le loro idee politiche dovrebbe provocare lo stesso allarme a Madrid come altrove. Altrimenti i principi europei valgono soltanto quando è politicamente conveniente invocarli.Il dossier esiste, le fotografie sono state raccolte, gli orientamenti politici annotati e alcuni dipendenti si sono opposti alla sua compilazione. Questi sono i fatti. Una storia di schedature, potere e giornalisti che, se fosse accaduta sotto il governo sbagliato, avrebbe probabilmente già occupato pagine e televisioni. Una vicenda che meriterebbe, quantomeno, una puntata di Report.L'articolo L’Ovra sanchista: giornalisti schedati per orientamento politico proviene da Nicolaporro.it.