Una nuova assistente sociale per il caso della famiglia nel bosco. Secondo quanto appreso da LaPresse sarà Giuseppina Tittaferrante la professionista che si occuperà della vicenda, al posto di Veruska D’Angelo su cui l’Ordine degli assistenti sociali d’Abruzzo ha aperto un procedimento disciplinare. Primo appuntamento l’incontro di mercoledì con il legale della famiglia, Simone Pillon. “Dopo numerosi solleciti – ha fatto sapere lo stesso Pillon – abbiamo finalmente ricevuto la convocazione, da parte di una nuova assistente sociale, per un incontro finalizzato a concordare le modalità di graduale rientro dei minori come previste dal Tribunale”. A D’Angelo vengono contestate diverse violazioni al codice deontologico. Due le segnalazioni che hanno fatto partire il procedimento: una dei vertici dell’Ordine volta ad accertare la correttezza nell’esercizio della professione e un’altra depositata dagli ex legali dei genitori, Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Secondo l’esposto, l’assistente non sarebbe stata imparziale esprimendo giudizi sul modello educativo e non avrebbe rispettato alcuni principi deontologici relativi alla riservatezza e alla gestione della relazione professionale. L’avvocato di D’Angelo parla di affiancamento e non sostituzione Di affiancamento e non sostituzione parla però il legale dell’assistente sociale, avvocato Luca Bauccio: Tittaferrante infatti non dovrebbe sostituire D’Angelo, ma sarà parte del team di professionisti che segue la vicenda. “Non c’è stata nessuna sostituzione”, ha precisato il suo avvocato a LaPresse evidenziando l’importanza dell’affiancamento perché “c’è un mare di cose da fare” come “gestire il rientro graduale dei bambini” e “l’iscrizione a scuola”. Secondo Bauccio anche il procedimento disciplinare aperto nei confronti della sua assistita “è un atto che interpretiamo come a nostra tutela, cioè di voler dare la possibilità alla dottoressa D’Angelo di documentare, di spiegare. Cosa che abbiamo fatto. Siamo così sereni che abbiamo depositato un’istanza al Consiglio di Disciplina per anticipare l’udienza finale. Non temiamo alcuna decisione”. Anche in merito alle accuse dell’esposto come quella “che avesse inventato la vicenda dell’avvelenamento dei bambini” “abbiamo prodotto documenti ospedalieri che provano che nell’immediatezza del ricovero i bambini sono stati curati secondo il protocollo antiveleni”. Solidarietà a Veruska D’Angelo è stata espressa dallo psichiatra Tonino Cantelmi, consulente di parte della ‘famiglia del bosco’: “Non amo il giustizialismo e, nonostante abbia espresso una opinione dissenziente rispetto all’operato del servizio sociale, non imputo malafede né approvo l’avvio di procedimenti disciplinari di nessun tipo. Dunque l’augurio è che la dottoressa D’Angelo possa lavorare serenamente”, ha detto a LaSalute di LaPresse sottolineando in ogni caso come non siano mancati “errori” in tutta la vicenda.Questo articolo Famiglia nel bosco, nominata la nuova assistente sociale. Il legale di Veruska D’Angelo: “Nessuna sostituzione” proviene da LaPresse