E Vannacci caccia l’iscritto che lo invitava a liberarsi delle «cornacchie nere»

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«La Direzione Disciplinare Nazionale di FN ha deliberato l’espulsione dell’iscritto Luca Sforzini, a seguito delle sue ripetute sortite sulla stampa e sui social network foriere di attacchi ad altri iscritti del partito e di descrizioni del movimento del tutto infondate». Il partito di Roberto Vannacci caccia così il presidente del Centro Studi Rinascimento Nazionale (think tank storico di Futuro Nazionale). La decisione arriva dopo che Sforzini aveva espresso critiche nei confronti delle derive estremistiche del partito, invitando l’ex generale a «liberarsi delle cornacchie nere».La cacciata di Sforzini«Se qualcuno pensa di utilizzare Futuro Nazionale per le proprie ambizioni personali volte a saziare appetiti antichi che si prestano alle mire di chi vuole avvelenare e soffocare il partito dall’interno deve sapere che qui ci sono degli anticorpi talmente forti da bloccare qualsiasi tentativo di sabotaggio», è la motivazione indicata da FnV nel suo comunicato. Si fa anche sapere che alla deliberazione hanno preso parte il presidente Vannacci, il coordinatore nazionale Massimiliano Simoni, il responsabile organizzativo Edoardo Ziello e il responsabile del tesseramento Annamaria Frigo.Le critiche ai fascisti«Vannacci non è un fascista e considero un principio elementare dello Stato di diritto distinguere un esposto, degli accertamenti preliminari e una responsabilità accertata. Proprio per questo, però, oggi non è più possibile liquidare come folklore il problema politico che come Centro Studi Rinascimento Nazionale denunciamo con grandissima preoccupazione da settimane», aveva detto Sforzini all’AdnKronos nei giorni scorsi. Nella sua biografia sul sito del centro studi si definisce «imprenditore, esperto d’arte, politico, mecenate e filantropo italiano».«Clima agghiacciante»In un’intervista al Foglio il 2 settembre scorso Sforzini aveva definito «agghiacciante» il clima in Fn a causa neofascisti. Il giorno prima sul quotidiano era uscita la ricostruzione di una chat nel gruppo Whatsapp “Vannacci ultima speranza” in cui andava in scena uno scontro tra Sforzini e Roberto Jonghi Lavarini, il cosiddetto Barone Nero. «Sei un nazista autentico», avrebbe scritto Sforzini a Jonghi Lavarini. «Non sono uno sciuscià liberale atlantista sionista come te. Per me non è un’offesa», gli avrebbe risposto l’altro. E ancora: «Verrà il giorno in cui gli studiosi seri potranno parlare liberamente della Seconda guerra mondiale e della grande rivoluzione nazional popolare europea…», aveva scritto Lavarini.Le cornacchie fasciste«Vannacci, che in quanto generale ha giurato fedeltà alla nostra Costituzione, non è sicuramente un fascista e anche il candidato che ha scelto per Milano, Carmelo Burgio, dichiaratamente anti fascista, lo dimostra», aveva poi detto Sforzini all’AdnKronos il 3 settembre. «Il Ventennio appartiene alla storia. Il futuro non può essere lasciato in ostaggio di chi continua a guardare indietro, compromettendo l’esistenza stessa di questo partito che tanto potrebbe dare all’Italia in termini di idee ed energie nuove. Non sarà certo una Procura a decidere quale debba essere l’identità politica di Futuro Nazionale. Deve deciderlo Futuro Nazionale. E deve farlo adesso. Eliminando le ambiguità, i cattivi consiglieri, e le macchiette. Prima che sia troppo tardi», aveva concluso.L'articolo E Vannacci caccia l’iscritto che lo invitava a liberarsi delle «cornacchie nere» proviene da Open.