Putin arriva a Nuova Delhi per il vertice dei Brics: Xi torna in India per la prima volta dal 2019

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NUOVA DELHI — Scuole chiuse, uffici sbarrati, il venerdì dichiarato per decreto giorno festivo in tutta la capitale. Nei distretti centrali il traffico è deviato, ai varchi presidiano circa 15.000 agenti della polizia di Delhi e 200 compagnie di paramilitari. In questa città svuotata e blindata, venerdì mattina, l’aereo di Vladimir Putin è atterrato alla base aerea di Palam.Il presidente russo è il primo dei grandi ospiti del 18° vertice dei Brics, in programma sabato e domenica sotto presidenza indiana: undici Paesi membri, un’agenda che — riferisce AFP — sarà dominata dalle guerre in Medio Oriente e in Ucraina e dalle turbolenze economiche che ne discendono, con il greggio stabilmente sopra i 100 dollari al barile. Attorno al tavolo siederanno tra gli altri i leader di Cina, Iran, Sudafrica, Egitto e Indonesia, oltre al segretario generale dell’Onu António Guterres.Putin e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian sono attesi a colloqui bilaterali con il premier indiano Narendra Modi, mentre il presidente cinese Xi Jinping dovrebbe incontrarlo a margine dei lavori, secondo fonti diplomatiche indiane. Per Modi la partita vera si gioca qui: tenere insieme nello stesso vertice Mosca, Teheran e Pechino senza compromettere il rapporto con Washington.Il ritorno di XiLa presenza più pesante è quella di Xi. Pechino l’ha confermata solo giovedì, chiudendo giorni di suspense, con una nota asciutta del ministero degli Esteri: «Su invito del primo ministro della Repubblica dell’India Narendra Modi, il presidente Xi Jinping parteciperà al 18° vertice Brics a Nuova Delhi dal 12 al 13 settembre». È la sua prima visita in India dal 2019, il passo più visibile del disgelo seguito agli scontri di frontiera nella valle di Galwan del 2020 — vent’anni di gelo compressi in quattro, poi il ripristino di voli, visti e contatti ad alto livello. «Un bilaterale India-Cina sarebbe molto importante», osserva un esperto di relazioni tra i due Paesi dell’Università di Melbourne.Ma è il Medio Oriente il dossier che rischia di spaccare il gruppo. Pezeshkian arriva a Delhi per la sua prima visita da presidente con il Paese in guerra. «Il conflitto del Golfo sarà la principale linea di faglia di questo vertice», avverte un analista dell’Observer Research Foundation, il principale centro studi indiano di politica estera; per gli economisti di Capital Economics la guerra in Iran sarà «una prova severa della coesione del gruppo».Sull’Ucraina l’India cammina sullo stesso filo. Mosca resta partner strategico e grande fornitore di energia: Putin era già stato in India a dicembre 2025 e ha rivisto Modi a Bishkek, in Kirghizistan, questo mese. Eppure, sempre in settembre, il ministro degli Esteri indiano è volato a Kiev, dove il presidente Volodymyr Zelensky lo ha ringraziato per l’impegno di New Delhi a favore della fine della guerra. Equilibrismo, non ambiguità: è il mestiere della diplomazia indiana da tre anni.Sul tavolo ci sono anche commercio, investimenti e riforma delle istituzioni globali. La proposta più concreta porta la firma della presidenza indiana: collegare le valute digitali delle banche centrali dei Paesi Brics per i pagamenti transfrontalieri, riferisce Reuters — un altro mattone dell’architettura finanziaria alternativa al dollaro.Intanto, lontano dai riflettori, gli sherpa negoziano il passaggio più delicato della dichiarazione finale, quello sul Medio Oriente. Il precedente non incoraggia: a maggio, in questa stessa città, i ministri degli Esteri dei Brics si separarono senza riuscire a firmare un comunicato congiunto.