La casa, il ristorante, l’amico bugiardo e porcone: la guerra di Natalia a Valterino (e Sigfrido)

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Intestata a lei la casa di famiglia in via Ambrogio Traversari a Monteverde. Amministratrice della società che gestisce il ristorante Cefalù Bistrò, con la sorella nel consiglio di amministrazione. E determinata a vendicarsi. Natalia Potenza, ex compagna italoargentina di Valter Lavitola, sarà convocata in procura dal pm Edoardo De Santis, contattato dall’avvocato Giuseppe Cavallaro che la rappresenta. La 47enne madre dei due figli di Valterino avrebbe preparato un dossier in cui ci sono cose per le quali «potrebbe uscire un’altra ordinanza», ha detto il suo legale a La Verità. E con la frase su Sigfrido Ranucci «bugiardo e porcone» ha chiamato in causa anche l’ex conduttore di Report e la sua collaboratrice dell’epoca Laura Cianfoni.La guerra di Natalia a Valterino (e Sigfrido)La volontà di rivalsa di Potenza nasce dall’ordinanza che ha portato in carcere Valterino. Nella quale la gip ha messo nero su bianco una telefonata con Adriana Linhares, con cui il gestore del ristorante di viale dei Quattro Venti aveva una relazione iniziata a febbraio 2026. In quella conversazione Lavitola preannuncia all’estetista brasiliana che andrà in carcere, magari per qualche anno, e la chiama «amore». In un’intervista successiva la donna ha detto di essere la fidanzata di Valter, che secondo lei viveva da separato in casa con Potenza. Considerando che nel ristorante c’era una webcam che consentiva in qualsiasi momento di controllare chi fosse seduto ai tavoli, la circostanza appare alquanto curiosa.La casa e il ristoranteDi certo c’è però un punto. «Si accertava che in data 28.02.2025 a nome di Natalia Potenza, compagna di Valter Lavitola, risultava attivo un contratto di locazione agevolata per l’immobile sito a Roma in via Ambrogio Traversari dove la coppia vive con i figli minorenni», dicono le indagini. Per questo Potenza ha potuto dire al tribunale che non voleva Valterino ai domiciliari nel caso riacquistasse la libertà. Poi c’è il ristorante. L’amministratore era Antonio Imbriani, che dirige la sala del Cefalù Bistrò. Ora nel Cda dell’azienda che lo gestisce ci sono Natalia Potenza e sua sorella Andrea (che subentra all’albanese Emir Gourluge) insieme a Carmine Palestini, 30 anni, originario di Teramo. Natalia ha tenuto per sé la vicepresidenza (che era affidata all’iraniano Yunos Bashoki).La vendettaLa casa, il lavoro. L’ultima cosa rimasta a Valter è la libertà. E tra altre pene da scontare e la storia dell’attentato rischia di dimenticarsela per molto tempo. Per questo Potenza vorrebbe parlare con i pm. Per rincarare la dose contro l’ex marito e l’«amico» Ranucci, descritto come bugiardo e porcone. Mentre il suo avvocato faceva girare i messaggi scambiati da lei con Cianfoni, che lei aveva memorizzato sul telefono come fidanzata di Ranucci. Potenza sarebbe stata «presente alla telefonata in cui» Ranucci e Lavitola «discutevano degli alibi da fornire insieme sui loro rapporti». Mentre i due parlavano al telefono, «la Cianfoni, su ordine di Ranucci, trasmetteva a Lavitola l’ordinanza cautelare dei bombaroli che lui non poteva avere» ribadisce Cavallaro.Il gatto e la volpeDi più. Potenza vorrebbe anche raccontare dettagli inediti sul rapporto tra Ranucci e Maria Rosaria Boccia. Che ha annunciato un libro a quattro mani con il giornalista. Adesso sarebbero in arrivo rivelazioni importanti, sempre secondo l’avvocato. «Io non so nulla della bomba. Voglio solo difendere la mia rispettabilità e dimostrare ai pm la mia estraneità a tutti gli impicci di Valter», gli ha detto spesso Natalia. Con il suo avvocato Cavallaro avrebbe scritto, ha fatto sapere nei giorni scorsi Il Giornale, che «tra Ranucci e Lavitola c’è un tipo di legame forte, come il gatto e la volpe». Una fonte dice che «Natalia conosce vita, morte e miracoli. Parlerà di tutto con i magistrati e non ha intenzione di sottrarsi, nemmeno dopo le lettere che Valter le ha mandato dal carcere».La pista africana e i maltrattamentiSecondo Potenza il conduttore «non è esente da colpe» e gli elementi in suo possesso dimostrerebbero il suo coinvolgimento nella vicenda africana, quella dei presunti investimenti di Lavitola con il factotum Clesio Gomes Tavares sui carbon credit. E che Ranucci aiutava Valter «utilizzando Report come strumento». Poi promette addirittura denunce per calunnia e diffamazione, anche se non sembrano essercene i margini. Mentre riguardo Lavitola parla di maltrattamenti psicologici continuati. La vendetta tremenda vendetta è appena iniziata.L'articolo La casa, il ristorante, l’amico bugiardo e porcone: la guerra di Natalia a Valterino (e Sigfrido) proviene da Open.