Casapound chiede al Demanio di pagare l’affitto per la palazzina occupata in via Napoleone III. Mentre il ministro Matteo Piantedosi annuncia che l’immobile è nell’elenco di quelli da sgomberare. Già ad agosto l’associazione che gestisce l’immobile ha inviato all’Agenzia del Demanio una richiesta di concordare un canone in affitto. «Abbiamo chiesto la regolarizzazione, esattamente come è stato fatto per il Porto Fluviale o per altri centri sociali della sinistra», fa sapere a Repubblica Roma il portavoce del movimento, Luca Marsella. «Per il momento abbiamo chiesto al Demanio la possibilità di essere regolarizzati, demandando a loro di formulare una prima ipotesi per un canone congruo, in maniera tale da poter avviare un’interlocuzione e discuterne nel corso di tavoli successivi».Casapound e l’immobile da sgomberareProprio ieri Piantedosi aveva detto a La Stampa: «L’immobile di via Napoleone III è inserito nel piano degli interventi della Prefettura di Roma, assieme ad altre occupazioni. Peraltro fui proprio io, da prefetto di Roma, a stabilirlo. Come è già accaduto per altre occupazioni storiche, anche quello stabile sarà restituito alla proprietà». Marsella ha detto che l’immobile accoglie 20 nuclei familiari. Un’indagine anagrafica del 2018 ne individuava 17. Tra gli abitanti anche dipendenti del Comune, della Regione Lazio e del ministero del Tesoro.Le sentenzePer l’occupazione in sei hanno patteggiato pene tra gli otto mesi e un anno (tra questi c’è anche il fondatore e presidente di Cpi Gianluca Iannone). Pene più alte per chi è stato giudicato con il rito ordinario: due anni e due mesi per Simone Di Stefano, due anni per il fratello Davide Di Stefano e un anno per un altro imputato. L’occupazione avrebbe causato un danno di 4 milioni di euro secondo la Corte dei Conti.L'articolo L’immobile di Casapound da sgomberare in via Napoleone III? «Abbiamo chiesto di pagare l’affitto» proviene da Open.