AGI - La morte di Emma Bonino, scomparsa oggi all'età di 78 anni, riporta alla memoria uno dei rapporti più inattesi e significativi del Pontificato di Papa Francesco: un'amicizia nata tra due personalità profondamente distanti su questioni etiche fondamentali, ma unite dalla convinzione che il dialogo e la difesa della dignità umana dovessero prevalere su ogni contrapposizione ideologica. Per decenni Bonino è stata il volto delle battaglie radicali per il divorzio, l'aborto legale, i diritti civili e la laicità dello Stato. Francesco, da Pontefice, non modificò mai l'insegnamento della Chiesa sulla tutela della vita nascente. Eppure non trasformò mai quel dissenso in un giudizio sulla persona. Al contrario, riconobbe nell'ex ministra degli Esteri una donna che aveva dedicato la propria esistenza agli ultimi, ai migranti, ai rifugiati e alle vittime delle guerre dimenticate. Fu questa capacità di distinguere le idee dalla dignità dell'interlocutore a rendere il loro rapporto un esempio raro nel panorama pubblico italiano.La visita a casa nel 2024: il momento simboloIl momento simbolo di questa amicizia arrivò nel novembre 2024, quando Papa Francesco lasciò il Vaticano per raggiungere l'abitazione romana di Emma Bonino, appena dimessa dall'ospedale dopo una grave crisi respiratoria. Non era una visita ufficiale né un incontro politico: il Pontefice si presentò con un mazzo di rose e una scatola di cioccolatini.L'immagine dei due, entrambi in sedia a rotelle, fece il giro del mondo come testimonianza di un dialogo autentico tra una leader laica e il capo della Chiesa cattolica. Bonino raccontò più volte di aver trovato in Francesco un uomo libero dai pregiudizi, capace di ascoltare senza chiedere all'altro di rinunciare alla propria identità. Il Papa, da parte sua, non nascose mai la stima per il suo impegno umanitario, arrivando a definirla pubblicamente "una grande italiana", parole che suscitarono un intenso dibattito ma che esprimevano il riconoscimento della sua opera a favore dei più vulnerabili.Le battaglie condivise oltre le divergenzeSe aborto ed eutanasia rimasero terreni di insanabile divergenza, la pace, l'accoglienza dei migranti, la lotta contro la tratta degli esseri umani e la difesa dei diritti fondamentali costituirono il loro spazio comune. Bonino aveva attraversato i principali teatri delle crisi umanitarie come commissaria europea e ministra, mentre Francesco fece delle periferie del mondo il cuore del suo pontificato, da Lampedusa agli incessanti appelli contro le guerre.Con la scomparsa della storica esponente radicale si chiude anche una stagione nella quale due figure simboliche dell'epoca contemporanea dimostrarono che il confronto civile può sopravvivere alle differenze più profonde. L'eredità della loro amicizia resta nell'idea che il rispetto reciproco non richieda l'uniformità delle convinzioni, ma il coraggio di riconoscere nell'altro una persona da ascoltare e con cui costruire percorsi comuni di umanità.