A Parigi l’incontro bilaterale tra Fava e i vertici di France Travail

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Longevità, denatalità, trasformazione tecnologica e mobilità del lavoro stanno cambiando in profondità gli equilibri sociali ed economici e, con essi, il ruolo delle istituzioni chiamate a garantire protezione e sicurezza sociale.È su questo terreno comune che si è sviluppato oggi a Parigi l’incontro bilaterale tra il Presidente dell’INPS, Gabriele Fava, e i vertici di France Travail, l’ente pubblico nazionale responsabile dei servizi per l’impiego in Francia.All’incontro hanno partecipato il Direttore Generale di France Travail, Thibaut Guilluy, il Direttore centrale Relazioni internazionali dell’INPS, Giuseppe Conte, e il Direttore centrale Internal Audit, risk management, compliance e antifrode dell’INPS, Alessandro Romano.Nel corso del confronto, il Presidente Fava ha proposto la creazione di un osservatorio europeo sul futuro del welfare, concepito come uno spazio stabile di lavoro tra le istituzioni di sicurezza sociale. L’obiettivo è mettere in relazione competenze già esistenti, individuare questioni comuni, confrontare esperienze e modelli e costruire progressivamente una base tecnica condivisa, nel rispetto delle priorità e delle specificità di ciascun Paese.«Le trasformazioni che abbiamo davanti non conoscono confini nazionali e richiedono una capacità di lettura comune. Le istituzioni di sicurezza sociale cooperano già attraverso reti internazionali, sedi consolidate e rapporti bilaterali. È un patrimonio importante, che oggi possiamo rendere ancora più operativo, continuo e orientato a risultati concreti» ha affermato Fava.«L’osservatorio potrebbe diventare il luogo nel quale preparare un confronto più ampio sul futuro dei sistemi di welfare e accompagnare il percorso verso il World Welfare Summit che stiamo organizzando in Italia per il 2027, un incontro tra i vertici degli istituti di sicurezza sociale e previdenziali europei e di altri Paesi del mondo. Le sfide sono globali e l’Europa, per la vicinanza dei suoi sistemi e la forte interdipendenza tra economie, lavoro e protezione sociale, è lo spazio naturale nel quale cominciare a costruire risposte condivise».I dati restituiscono la dimensione del cambiamento. L’età media della popolazione europea ha raggiunto 44,9 anni. Le prestazioni per vecchiaia e sanità assorbono il 68% dell’intera spesa di protezione sociale dell’Unione europea, mentre la spesa complessiva per il welfare si attesta intorno al 27,8% del PIL dell’UE. Nello stesso tempo, la quota di bambini e ragazzi sotto i 14 anni è scesa al 14,9% della popolazione, rispetto al 16,5% di un decennio fa, mentre la fascia tra i 15 e i 29 anni rappresenta circa il 16,2%.Su questa base, l’agenda iniziale dell’osservatorio dovrebbe concentrarsi su tre grandi direttrici:la prima riguarda longevità e sostenibilità delle carriere;la seconda interessa il rinnovamento demografico e l’equilibrio tra le generazioni;la terza investe il rapporto tra intelligenza artificiale, lavoro e sicurezza sociale.A queste si affianca la mobilità, considerata una dimensione trasversale perché incide sull’accesso alle prestazioni, sulla continuità delle tutele e sulla loro portabilità.La proposta punta così a trasformare il confronto tra istituzioni in una capacità permanente di analisi e cooperazione, in grado di anticipare i cambiamenti anziché limitarsi a gestirne gli effetti. Una prospettiva nella quale il welfare europeo possa rafforzare la propria funzione di protezione, ma anche accompagnare persone, lavoro e imprese nelle grandi transizioni dei prossimi anni.