Caso Garlasco: gli 'assi' di Alberto Stasi e la data segnata in rosso

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AGI - Nel caso Garlasco c'è una data segnata in rosso sul calendario della difesa di Alberto Stasi. Oltre a una serie di 'assi' che gli avvocati dell'unico condannato in via definitiva per l'omicidio di Chiara Poggi sono pronti a calareper dare corpo all'istanza di revisione del processo.  Ma intanto si profila un autunno caldo segnato da una 'guerra' di consulenze, di atti di accusa ma pure di indagini difensive su cui le varie parti in campo nella vicenda di Garlasco (pm e pool di legali di Stasi e di Sempio) sono impegnate da mesi. Caso Garlasco, le 'carte' della difesa di Stasi “Abbiamo lavorato tutta l’estate e ancora stiamo lavorando per la difesa di Alberto Stasi anche per portare avanti il tema della revisione. Non posso entrare nel dettaglio ma stiamo studiando su diversi fronti in ambito genetico”.Il genetista Ugo Ricci, consulente dei legali del condannato a 16 anni di carcere per il delitto di Garlasco, spiega all’AGI a che punto è il lavoro suo e quello del collega Pasquale Linarello restituendo l’idea di un tentativo di ‘rilettura’ febbrile dell’omicidio di Chiara Poggi ancora in pieno corso dopo la riapertura del caso che risale all’inizio del 2024.Quello che si può ipotizzare è che gli esperti che affiancano gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis stiano andando nella direzione di sottoporre alla magistratura bresciana, competente a valutare l’istanza di revisione, elementi che escludano la presenza di Stasi sulla scena del delitto ma che non riguardino Sempio.In questo senso, si può pensare alla rivalutazione dei residui alimentari nello stomaco di Chiara Poggi per definire la finestra temporale dell’omicidio, spostandola in avanti, ed escludere che l’autore possa essere stato Stasi impegnato in quei frangenti nella scrittura della tesi di laurea.Un tema affrontato dal medico legale Cristina Cattaneo nel suo recente studio. E su questa scia un altro argomento ritenuto rilevante per scagionare Stasi riguarderebbe la non riconducibilità a lui del sangue trovato sui pedali della bicicletta.Il 28 settembre cala il sipario sull'inchiesta bis Il 28 settembre è in teoria il giorno clou da fissare sul calendario ma nei fatti potrebbe non esserlo. E’ il giorno in cui dovrebbe calare il sipario quella che viene chiamata l’inchiesta-bis che vede Andrea Sempio come unico indagato. In questa data gli inquirenti dovrebbero depositare gli esiti del lavoro investigativo. Le ultime due consulenze disposte alla fine di agosto dalla Procura sono state affidate all’anatomopatologa Cristina Cattaneo sulla misura del piede di Andrea Sempio e la compatibilità con l’impronta trovata nella villetta, lasciata da una scarpa a pallini, e al genetista Carlo Previderé che dovrà dare risposte sul dna di Sempio trovato sulle unghie di Chiara Poggi. E' poi in svolgimento la consulenza dello psichiatra Roberto Catanesi sulla capacità di intendere e di volere e sulla pericolosità sociale dell’indagato.Gli avvocati di Sempio: "Stiamo approfondendo diversi temi" E’ intensa anche l’attività degli esperti della difesa di Andrea Sempio. “Stiamo svolgendo diversi approfondimenti su vari temi - dice all’AGI l’avvocata Angela Taccia che assieme a Liborio Cataliotti assiste l’indagato - ma depositeremo solo le consulenze strettamente connesse ai temi sollevati dalla Procura”.Sempio, su suggerimento della difesa, ha rifiutato di sottoporsi all’invito del professor Catanesi a sottoporsi alle visite psichiatriche per determinare il suo profilo personologico che verrà quindi stilato dai pm sulla base di quanto emerso dalle indagini. La famiglia di Chiara Poggi: "Pronti a intervenire se necessario" Quanto alla parte civile, la famiglia Poggi, l’avvocato Gian Luigi Tizzoni chiarisce che “al momento non stiamo facendo nulla, siamo pronti a intervenire per ‘rispondere’ alle altre parti quando il materiale sarà depositato e qualora ce ne fosse bisogno. Quello che è certo che noi avremmo voluto che venisse svolta una consulenza sull'impronta 33 ma non ci è stata concessa. Siamo convinti che dimostrerebbe che quell'impronta non è riconducibile a Sempio”.La proroga dell'inchiesta bis è una possibilità Il 28 settembre la Procura potrà chiedere un’ulteriore proroga di altri sei mesi o presentare gli esiti delle consulenze e notificare la chiusura delle indagini a Sempio in vista della richiesta di processarlo che dovrà essere valutata da un giudice. La difesa di Sempio in questa seconda opzione avrà 20 giorni per presentare altre consulenze o chiedere che l’indagato venga interrogato. Ecco perché è improbabile che il 28 settembre si arrivi a una svolta.L'istanza di revisione del processo per Stasi E’ probabile invece che i legali di Stasi presentino la loro istanza di revisione solo dopo che la Procura di Pavia avrà formalizzato il 415 bis o la richiesta di rinvio a giudizio, a carte ormai tutte ‘scoperte’.L'attesa della Procura generale di Milano Intanto la Procura Generale di Milano, con le magistrate Francesca Nanni e Lucilla Tontodonati, sta studiando l'istanza presentata del procuratore Fabio Napoleone sulla revisione per decidere se inoltrarla a Brescia. Anche qui è verosimile che le toghe milanesi attenderanno la chiusura dell’inchiesta per avere in quadro preciso delle accuse e poi esprimeranno il loro parere positivo o negativo.Resta sullo sfondo ma potrebbe avere un peso notevole l’indagine della Procura di Brescia sulla presunta corruzione dell’allora Procuratore di Pavia Mario Venditti da parte di Giuseppe Sempio, padre di Andrea, quando l’attuale indagato venne ritenuto innocente nel 2017 su richiesta dell'accusa accolta dal gip.L’orientamento sembrerebbe essere quello di un’archiviazione almeno per Venditti mentre più incerta è la posizione di altri indagati.