Svelati per la prima volta il Grande Mosaico e 'La città dipinta' alle Terme di Traiano

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AGI - L'Antica Roma non smettere di regalare tesori. Due di essi, unici al mondo, saranno visibili per la prima volta al pubblico da questo fine settimana. Si tratta di due opere gigantisce, un "unicum" come ha detto il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: 'La città dipinta', un affresco di 10 metri quadrati di età neroniana-flavia e il gigantesco Grande Mosaico della 'Musa e del Filosofo', che è stato restaurato, ma ancora non è stato rivelato del tutto."Da questo fine settimana sarà possibile vedere il più grande affresco e il più grande mosaico mai rinvenuti di epoca romana, parzialmente integri di questo tipo, nel Museo delle Terme di Traiano", ha detto Roberto Gualtieri ha presentato a Colle Oppio il restauro della galleria sotterranea e dell'esedra delle Terme di Traiano. Due restauri eccezionali, fruibili per il pubblico per la prima volta da questo fine settimana. Inizialmente gli ingressi saranno contingentati, successivamente ci sarà un regolare sbigliettamento. Il nuovo museo si trova a via del Monte Oppio (angolo via delle Terme di Tito).Il nuovo Museo di Roma"Oggi siamo particolarmente felici di presentare il nuovo Museo di Roma, frutto di un lavoro straordinario e anche di alcuni ritrovamenti straordinari che sono stati recuperati dalla sua intendenza capitolina nel quadro del PNRR, del programma 'Caput mundi' - ha detto il sindaco Gualtieri alla presenza di Claudio Parisi Presicce, sovrintendente capitolino ai Beni Culturali - e che ci consente per la prima volta di scoprire alcune vere meraviglie della nostra città che hanno delle caratteristiche uniche al mondo. Abbiamo deciso di chiamare questo il Museo delle Terme di Traiano, perché ovviamente innanzitutto è il Museo delle Terme di Traiano e si potrà vedere un pezzo delle Terme di Traiano, inaugurate a Traiano nel 109 d.C., un complesso enorme di 60.000 metri quadrati con alcune caratteristiche inedite, non visibili in quelle che già esistevano, nelle Terme di Claudio, di Nerone, di Agrippa". Le attrazioni principali del museoDue sono le attrazioni principali di questo museo che costituiscono, spiega il sindaco, "veramente un unicum mondiale, sia dal punto di vista della bellezza artistica, sia dal punto di vista dell'importanza storica e documentaria. C'è 'La città dipinta', con uno straordinario affresco di 10 metri quadrati, di età neroniana flavia, una delle pochissime, forse la più grande, rappresentazione esistente con affresco murario di una veduta di una città, con le insule, con una serie di aspetti, di grandissima bellezza, ma anche di grande importanza. E poi c'è il gigantesco, enorme mosaico della 'Musa e del Filosofo', che è stato restaurato, ma del quale è stata scoperta scavando un'altra parte".Il mosaico e la veduta del porto romano"E quindi, oltre al restauro della parte che si sapeva c'era - prosegue - ma che non è mai stata accessibile al pubblico, adesso è stato scoperto un nuovo pezzo di questo mosaico, bellissimo. È gigantesco, ma nella parte nuova c'è la veduta di un porto romano, che non si sa se è vera o è un porto teorico, forse è il porto di Claudio, dove è molto dettagliata la veduta di queste ville marittime sul porto, e poi sopra ci sono appunto queste figure: il filosofo e altre figure di straordinaria qualità artistica descritte e rappresentate in questo mosaico. Questi sono i due pezzi forti, veramente unici, che si potranno vedere e contemporaneamente di cui si scaveranno i contorni, perché la Sovrintendenza proseguirà il lavoro di ricerca - dice ancora Gualtieri - ma si è deciso che erano cose di una portata tale che non si poteva semplicemente tenerle chiuse perché si continuavano a scavare. Quindi - conclude - si fa un museo, perché vedete, non voglio essere esagerato, ma mi dicono che lo posso essere, è il più grande affresco e il più grande mosaico mai rinvenuti di epoca romana, parzialmente integri di questo tipo, e quindi non potevano non essere resi fruiti dal pubblico".Apertura al pubblico e visite guidateL'apertura al pubblico inizierà in via sperimentale, solo per alcune giornate e in piccoli gruppi, per poter monitorare e valutare l'impatto della presenza antropica sulla conservazione delle delicate opere. Per il mese di settembre, a partire da sabato 12 e domenica 13, la galleria sotterranea e l'esedra saranno aperte al pubblico nel fine settimana con visite guidate gratuite, in lingua italiana e su prenotazione. Poi, a partire dal 2 ottobre, le visite si svolgeranno dal venerdì alla domenica. Per ciascuna giornata sono previsti sei turni, alle ore 10.00, 11.00, 12.00, 13.00, 14.00 e 15.00 per un massimo di 15 partecipanti per fascia oraria. Prenotazione consigliata allo 060608.Interventi per il complesso archeologicoAlla valorizzazione delle decorazioni e all'ampliamento degli scavi si affiancano gli interventi pensati per accompagnare il pubblico nella visita e rendere più accogliente l'intero complesso, dalla galleria alla sovrastante esedra. L'ambiente adiacente all'ingresso della galleria ospita un punto di accoglienza e un bookshop. È stata inoltre realizzata una passerella di collegamento tra le due parti della galleria, al di sopra del vano del Grande Mosaico, mentre un ampio ambiente triangolare custodisce le fistulae (tubature) in piombo appartenenti all'antica rete di approvvigionamento idrico delle Terme.Sicurezza e nuovi percorsiNell'area dell'esedra sono state condotte indagini sulla vulnerabilità sismica e strutturale, anche attraverso prove di carico sulla volta della galleria sottostante. Sono stati inoltre realizzati nuovi percorsi pedonali e aree di sosta panoramiche, risistemati gli spazi verdi e installato un nuovo impianto di illuminazione, destinato sia agli spazi per il pubblico sia alla valorizzazione delle strutture archeologiche. La valorizzazione dell'area comprende anche un nuovo sistema di sedute a cavea, ideato per accogliere concerti, conferenze ed eventi, un collegamento verticale meccanizzato tra il livello superiore e quello inferiore e nuovi allestimenti didattici per arricchire l'esperienza dei visitatori.La città dipinta e il Grande MosaicoTra gli esiti più suggestivi dell'intervento di restauro e valorizzazione della grande esedra e della galleria sotterranea delle Terme di Traiano a Colle Oppio c'è il recupero dell'affresco della 'Città dipinta' e del Grande Mosaico: due straordinarie opere del mondo antico che, per qualità stilistica e superficie conservata, rappresentano un unicum nel panorama archeologico romano, che il pubblico potrà adesso ammirare da vicino. Il restauro ne ha migliorato la leggibilità e la conservazione grazie a un trattamento biocida preventivo, alla rimozione dei depositi superficiali, al consolidamento e alle necessarie stuccature.GUARDA LA GALLERIA FOTOGRAFICA 'La città dipinta' è un affresco di circa dieci metri quadrati che raffigura, in una suggestiva veduta a volo d'uccello, una città cinta da mura e torri, con edifici rappresentati in prospettiva. La decorazione appartiene a un edificio precedente alla costruzione delle Terme di Traiano ed è databile al I secolo d.C.. Il Grande Mosaico, detto anche della Musa e del Filosofo, è un'imponente decorazione parietale appartenente a un'ampia sala sulla quale si affaccia un ninfeo. Sulle pareti, messe in luce per circa cinque metri di altezza, il mosaico disegna una raffinata struttura architettonica identificata come una scaenae frons teatrale, articolata in due registri nei quali compaiono statue e personaggi reali.Le indagini archeologicheLe indagini archeologiche e l'approfondimento dello scavo, condotti nell'ambito del progetto PNRR, hanno consentito di acquisire elementi inediti sulla complessa stratificazione dell'area e di riportare alla luce un'ulteriore fascia decorata a mosaico, con una veduta di città portuale formata da una serie di edifici probabilmente affacciati sul mare e riconducibili al motivo delle cosiddette 'ville marittime'. Più in profondità, al di sotto della decorazione musiva, sono stati inoltre individuati i resti di un rivestimento a grandi lastre marmoree e, al centro della parete, una nicchia, anch'essa decorata in marmo e alta circa 2,20 metri. Questi rinvenimenti permettono di ricostruire con maggiore precisione le imponenti dimensioni dell'ambiente, le cui pareti, riccamente decorate, dovevano raggiungere circa dodici metri di altezza. Anche questo complesso è databile alla seconda metà del I secolo d.C..