Famiglia nel bosco, il legale dell’assistente sociale Veruska D’Angelo a Open: «Mai sostituita, contro di lei accuse false»

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«La dottoressa D’Angelo, che io difendo, non è stata sostituita. Si tratta di una falsità messa in giro ad arte da chi ne avrebbe un interesse e ne ricaverebbe un vantaggio. Il procedimento disciplinare, invece, lo consideriamo a nostra tutela, una cosa che abbiamo accolto di buon grado». Parte da qui la ferma smentita dell’avvocato Luca Bauccio, legale di Veruska D’Angelo, l’assistente sociale finita al centro del caso della Famiglia nel bosco di Palmoli (la coppia anglo-australiana a cui sono stati allontanati i tre figli). Dopo l’apertura del fascicolo da parte dell’Ordine regionale abruzzese e le voci su un suo presunto allontanamento, il suo legale tenta di fare chiarezza. L’arrivo della collega Giuseppina Tittaferrante e di altre figure professionali, spiega a Open il legale, è semplicemente dovuto al fatto che l’ufficio «si è dotato dell’apporto di psicologi e nuovi assistenti sociali». D’Angelo, tuttavia, resta saldamente «applicata al caso» e, assicura il suo difensore, «lo rimarrà fino alla fine».Il procedimento disciplinareNessun timore per le verifiche del Collegio abruzzese, nate dalle segnalazioni degli ex legali della famiglia e della presidente dell’Ordine Francesca D’Atri. L’avvocato Bauccio tiene a precisare che si tratta per l’appunto di un procedimento e «non di un provvedimento», scattato come atto dovuto vista «la complessità delle questioni sollevate». I legali sono già stati ascoltati e hanno prodotto delle memorie per dimostrare che «ogni singolo atto della mia assistita è stato improntato a correttezza».Proprio perché convinti di non avere «niente da temere», i difensori hanno deciso di rompere gli indugi depositando un’istanza al Consiglio di disciplina per «chiedere un’anticipazione dell’udienza prevista per il mese di settembre». L’obiettivo è ottenere «subito un provvedimento» che metta fine a quella che reputano una «speculazione montata ad arte attorno alla sussistenza del procedimento».L’avvelenamento e i referti mediciTra le accuse più pesanti mosse nell’esposto contro l’assistente sociale, c’era quella di aver inventato di sana pianta la circostanza di un sospetto avvelenamento dei tre bambini. Di fronte a un’affermazione del genere, spiega a Open Bauccio, il Consiglio di disciplina «non poteva archiviare» e «doveva verificare». Una verifica che però, secondo la difesa, blinda la posizione dell’assistente sociale: è stata infatti prodotta la dichiarazione scritta del sindaco in cui si attesta che «è stato lui a comunicare all’assistente sociale che c’era un sospetto di avvelenamento».A supporto ci sono anche i referti medici: quando i bambini «sono stati ricoverati, hanno ricevuto tutti un trattamento specifico contro l’avvelenamento», e la struttura sanitaria «si è rivolta al Centro Antiveleni per avere istruzioni». Fatti documentati che danno la misura della «pretestuosità dell’esposto», bollato dal legale come un atto «propagandistico che finirà nel nulla».Lo scontro con l’avvocato PillonInfine, Bauccio riserva una dura replica all’attuale legale della famiglia, Simone Pillon, che lo scorso 5 settembre aveva denunciato pubblicamente presunti ritardi dei servizi sociali sull’applicazione delle prescrizioni del Tribunale per i minorenni, «ovviamente collegandolo alla volontà di danneggiare la famiglia». Bauccio ricostruisce una tempistica ben diversa: «I servizi sociali hanno ricevuto la notifica del provvedimento del Tribunale il 31 agosto. E Pillon ha lanciato la sua denuncia il 5 settembre». Ovvero, appena quattro giorni dopo. Quanto basta, secondo Bauccio, per definire l’uscita del collega «ancora una volta strumentale». «Non si può gettare fango sulle istituzioni – conclude l’avvocato – e distruggere la reputazione professionale delle persone sulla base di circostanze artefatte, inventate, esagerate. Non è questo il modo neanche di difendere le persone. Lo dico da avvocato: abbiamo degli obblighi deontologici, dovremmo avere un senso della misura quando difendiamo pubblicamente».L'articolo Famiglia nel bosco, il legale dell’assistente sociale Veruska D’Angelo a Open: «Mai sostituita, contro di lei accuse false» proviene da Open.