Bosnia, speleologa italiana precipita nella Grotta dell’Abisso: soccorsa dopo una notte

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Una speleologa italiana è precipitata per 5 metri nella Grotta dell’Abisso, la Pecina Provalija, in Bosnia-Erzegovina, durante una arrampicata esplorativa, riportando una sospetta frattura scomposta della caviglia. Le operazioni di soccorso alle quali ha partecipato anche il Soccorso alpino e speleologico nazionale italiano si sono concluse intorno alle 16 di questo pomeriggio, con un intervento in una delle più estese cavità della Bosnia ed Erzegovina con oltre 4.100 metri di sviluppo esplorato, situata nei pressi di Nevesinje. L’incidente è avvenuto nella serata del 9 settembre durante un campo esplorativo organizzato dal Gruppo Speleologico Bolognese, al quale partecipavano speleologi provenienti da diverse regioni italiane. Il punto dell’infortunio si trovava a circa un’ora e mezza di progressione dall’ingresso della grotta, lungo un tratto a sviluppo prevalentemente suborizzontale. Tra i partecipanti alla spedizione erano presenti sei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (Cnsas), provenienti dalle delegazioni di Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto.I soccorritori hanno immediatamente raggiunto la donna, provvedendo alla sua messa in sicurezza, alla somministrazione di antidolorifici e generi di conforto e al consulto telefonico con una dottoressa appartenente al CNSAS piemontese – specializzata in interventi di soccorso medicalizzato in ambiente impervio – che ha fornito le prime indicazioni sanitarie per la gestione dell’infortunio. Valutata la complessità dello scenario e le difficoltà morfologiche del recupero, i tecnici hanno allertato il Delegato della XII Delegazione Speleologica Emilia-Romagna e il Responsabile nazionale del Soccorso Speleologico. Il Cnsas ha quindi attivato, attraverso la European Cave Rescue Association, la Gorska Sluzba Spasavanja Bosne i Hercegovine, il Servizio di Soccorso Alpino della Bosnia ed Erzegovina, che ha assunto la direzione delle operazioni di soccorso intervenendo sul posto con 15 tecnici specializzati.Nel corso delle prime 18 ore dall’incidente, i tecnici italiani presenti nella spedizione hanno completato l’attrezzamento dei principali punti critici del percorso di evacuazione, realizzando in particolare le teleferiche necessarie per il trasporto della barella nei tratti più impegnativi e collaborando con le squadre bosniache durante tutte le fasi del recupero. L’evacuazione è iniziata alle 6.30 del 10 settembre. L’infortunata è rimasta sempre cosciente e collaborativa e, alle ore 12, con l’ingresso della prima squadra del soccorso speleologico bosniaco, era già stata completata circa la metà del percorso verso l’uscita. Una successiva valutazione del tratto finale della grotta, particolarmente stretto e impegnativo, ha consentito di escludere la necessità delle complesse operazioni di disostruzione inizialmente ipotizzate. È stato comunque necessario procedere al disgaggio di alcune rocce che avrebbero impedito il passaggio della barella. All’esterno della cavità la ferita è stata affidata al personale sanitario del servizio di soccorso bosniaco e trasferita in ambulanza all’ospedale. Le operazioni si sono concluse alle ore 16:00 del 10 settembre. Il Cnsas desidera esprimere un sincero ringraziamento alla Gorska Sluzba Spasavanja Bosne i Hercegovine per la professionalità, la disponibilità e l’eccellente collaborazione dimostrate. L’intervento conferma il valore della rete di cooperazione tra i servizi di soccorso speleologico europei e l’importanza dei rapporti costruiti attraverso la European Cave Rescue Association, fondamentali per garantire un rapido ed efficace supporto reciproco negli interventi internazionali.Questo articolo Bosnia, speleologa italiana precipita nella Grotta dell’Abisso: soccorsa dopo una notte proviene da LaPresse