Abbronzatura addio? Evitare le squame e prolungare la tintarella in 3 tappe

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Settimane di creme, detergenti delicati sotto la doccia e ‘bagni di sole’ col cronometro per regalarci una tintarella perfetta sono destinati  a svanire in poco tempo al ritorno dalle vacanze? La verità è che in questo periodo scatta la corsa per salvare l’abbronzatura, spesso ricorrendo alle lampade solari o rimedi ‘fai da te’. “Il colorito dorato non è un semplice velo da fissare artificialmente, ma il risultato di complessi processi fisiologici che non possono essere congelati”, ricorda a LaSalute di LaPresse la farmacista cosmetologa Myriam Mazza, suggerendo le strategie per evitare squame, chiazze e salvare l‘abbronzatura di fine estate.La biologia dell‘abbronzatura“Quando la pelle è esposta ai raggi ultravioletti, i melanociti sintetizzano la melanina e la trasferiscono ai cheratinociti. Questo pigmento agisce come uno scudo biologico volto a proteggere il Dna cellulare dalle radiazioni nocive. I raggi UVA scuriscono rapidamente la melanina già presente, mentre gli UVB stimolano la sintesi di nuovo pigmento (la cosiddetta abbronzatura ritardata). Tuttavia, l’efficacia protettiva di questa barriera è minima, del tutto insufficiente a schermarci nel tempo”, spiega la cosmetologa. “La melanina visibile risiede dunque nei cheratinociti. Queste cellule nascono negli strati profondi dell’epidermide, migrano progressivamente verso lo strato corneo superficiale e infine si staccano fisiologicamente. Il ciclo completo di turnover epidermico richiede circa 4-5 settimane, variando in base a età, fototipo e zona del corpo. Di conseguenza – dice – nessun cosmetico può bloccare la melanina o arrestare questa naturale rigenerazione biologica”.Le cause della ‘pelle di serpente’ e gli errori da evitareLa sgradevole sensazione di “pelle di serpente“, la desquamazione o la comparsa di pellicine “svelano un disequilibrio idrico della barriera cutanea. L’esposizione prolungata al sole e alcune abitudini scorrette, come docce troppo calde o l’uso di detergenti molto schiumogeni, impoveriscono il film idrolipidico che riveste la cute. Una pelle disidratata e priva di lipidi di coesione accelera il suo rinnovamento cellulare fisiologico, desquamando precocemente in modo disomogeneo e perdendo lucentezza e colore molto più in fretta”, chiarisce Mazza. Tintarella anche a fine estate? Si puòPer preservare un colorito uniforme e compatto evitando la desquamazione accelerata, è necessario “agire seguendo tre precise regole biologiche”, raccomanda la cosmetologa. Eccole:Idratazione integrata: “Per ripristinare la barriera epidermica servono sia sostanze umettanti (acido ialuronico, glicerina, urea), che legano l’acqua trattenendola nella cute, sia emollienti (burro di karité, ceramidi, oli vegetali), che ricostituiscono i lipidi intercellulari e limitano la perdita d’acqua. L’idratazione parte anche dall’interno: bere almeno 1,5-2 litri di acqua al giorno mantiene i tessuti elastici, mentre una dieta ricca di antiossidanti e carotenoidi protegge le cellule dallo stress ossidativo post-esposizione”, assicura.Detersione eudermica: “L’acqua della doccia non lava via l’abbronzatura, poiché il pigmento non risiede sulla superficie. Ma le temperature elevate e i tensioattivi aggressivi sciolgono il film lipidico naturale. È raccomandabile fare docce brevi con acqua tiepida o fresca e detergenti oleosi o cremosi (come oli doccia emollienti), tamponando poi la pelle delicatamente senza sfregarla con asciugamani o spugne ruvide”, precisa Myriam Mazza.Esfoliazione controllata: “Uno scrub delicato a base di microgranuli fini, eseguito una volta alla settimana, non rimuove l’abbronzatura, ma elimina selettivamente i cheratinociti morti e opachi che spengono il colorito, restituendo luminosità e favorendo l’assorbimento delle creme idratanti”, continua. Vanno invece evitati peeling chimici intensi come l’acido glicolico ad alte concentrazioni in estate, che incrementano la fotosensibilità. Lampade salva abbronzatura? No graziePer “fissare” l’abbronzatura “non bisogna assolutamente cedere all’errore di esporsi ulteriormente o usare lampade solari: il danno cumulativo al Dna accelererebbe solo il fotoinvecchiamento e innescherebbe una desquamazione immediata dovuta a nuove scottature. La via scientificamente corretta consiste nell’accettare il riciclo cellulare, trattando la pelle con estrema delicatezza”, conclude l’esperta. Ci ringrazierà con un aspetto sano.Photo by: Stephanie Pilick/picture-alliance/dpa/AP ImagesQuesto articolo Abbronzatura addio? Evitare le squame e prolungare la tintarella in 3 tappe proviene da LaPresse