L'incontro tra governo, sindacati e imprenditori dell'indotto dell'ex ILVA a Palazzo Chigi a Roma, l'8 settembre 2026 (ANSA/Filippo Attili - Uff stampa Palazzo Chigi)Martedì l’Aigi, l’associazione che riunisce le imprese fornitrici e in appalto dell’ex ILVA di Taranto, ha sospeso il licenziamento collettivo di 2.500 lavoratori di 28 aziende associate, che aveva annunciato la scorsa settimana. Lo ha fatto a seguito di un incontro con il governo e i sindacati a Roma, in attesa che la corte di appello di Milano si pronunci mercoledì sulla richiesta di sospendere la chiusura dell’area a caldo dell’ex ILVA, decisa dalla stessa corte a luglio.L’ex ILVA è l’impianto siderurgico più grande d’Italia. Da diverso tempo lo stato italiano la gestisce in amministrazione straordinaria e il governo sta cercando di venderla, ma farlo non è facile. Il licenziamento dei 2.500 lavoratori era stato giustificato dall’Aigi con la chiusura dell’area a caldo dell’azienda, che è la parte più importante di tutto l’impianto, perché è lì che le materie prime vengono fuse negli altiforni e trasformate nell’acciaio che poi viene trasportato e lavorato negli altri stabilimenti.Acciaierie d’Italia (come si chiama adesso la società controllata dallo stato che possiede l’ex ILVA) ha presentato un ricorso alla Corte di Cassazione, e nel frattempo ha chiesto una sospensione della decisione della corte di appello di Milano. Se la richiesta non venisse accettata dal 16 settembre dovrà iniziare a spegnere gli impianti, che sono molto costosi e complessi da riaccendere. I sindacati presenti all’incontro chiedevano invece un blocco dei licenziamenti.– Leggi anche: Siamo sempre più vicini alla chiusura dell’ex ILVATag: ex ilva-licenziamenti-tarantoConsigliatiUn po’ di consigli per pulire casa, dal New York TimesTrucchi mentali per convincersi a lavare i piatti, come gestire il problema capelli in bagno, ogni quanto cambiare le lenzuola, etcLa storia dietro a questo murale a BerlinoÈ uno dei più famosi tra quelli dipinti sui resti del MuroPerché rispetto al Novecento siamo meno creativi?Gli ultimi 25 anni non reggono il confronto se consideriamo le innovazioni nella musica, nei film, nella letteratura e nell'arte: un nuovo libro individua un colpevole