Radrizzani: «Ho venduto il Leeds troppo presto. Uscire da DAZN? Al momento giusto»

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Mer, 9 Set 2026Tanti i temi toccati dall’imprenditore, tra l’esperienza alla Sampdoria e la piattaforma di sport in streaming, che in Italia detiene i diritti tv della Serie A.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: David Rogers/Getty Images)Dalla cessione del Leeds United alla possibile uscita da DAZN, passando per l’esperienza alla Sampdoria e per una strategia che, almeno nel breve periodo, sembra tenere Andrea Radrizzani lontano da nuovi investimenti diretti nei club di calcio. L’imprenditore italiano ha ripercorso alcune delle principali operazioni degli ultimi anni in un’intervista rilasciata a SportsPro, soffermandosi in particolare sulle lezioni apprese dalla sua esperienza nel calcio inglese e sulle prospettive delle attività controllate attraverso Aser Ventures.Il passaggio più significativo riguarda proprio il Leeds, acquistato nel 2017 per 45 milioni di sterline e riportato in Premier League tre anni più tardi sotto la guida di Marcelo Bielsa. Dopo la retrocessione in Championship, Radrizzani cedette nel 2023 la propria partecipazione di controllo a 49ers Enterprises per circa 170 milioni di sterline, nonostante il gruppo statunitense avesse in precedenza negoziato un’opzione per rilevare il club sulla base di una valutazione ben più elevata.Guardando oggi a quella operazione, Radrizzani non nasconde di considerare sbagliato soprattutto il momento scelto per vendere: «Purtroppo, l’errore è stato vendere troppo presto. Abbiamo venduto nel momento più basso. Normalmente non si vende nel momento più basso», ha spiegato. La retrocessione aveva avuto un peso importante anche sul piano personale: «Ero sopraffatto dalla retrocessione, quindi è stata un’ottima decisione per la mia salute mentale. Dal punto di vista degli affari, invece, non è stata una grande decisione».Radrizzani e DAZN: nessuna fretta per l’exitDiverso il discorso legato a DAZN, società nella quale Radrizzani è entrato come azionista attraverso Aser in seguito all’acquisizione di Eleven Sports nel 2022 da parte della piattaforma di sport in streaming, assumendo anche un ruolo nel consiglio di amministrazione. L’imprenditore ritiene che DAZN sia oggi avviata verso una fase finanziaria più solida: secondo le sue indicazioni, i ricavi starebbero avvicinandosi ai 6 miliardi di dollari e DAZN potrebbe raggiungere il primo utile della propria storia nel corso di quest’anno.Sul tavolo rimane anche il tema di una possibile uscita di Aser dal capitale. In precedenza Radrizzani aveva spiegato a Reuters che il gruppo avrebbe potuto cedere in tutto o in parte la propria partecipazione per finanziare nuovi investimenti. Una prospettiva che resta aperta, ma senza particolari pressioni sui tempi.«Sono sicuro che la società stia andando nella direzione giusta. Questo è ciò che conta. Poi, se l’exit arriverà tra uno, due o tre anni, purché avvenga con successo, per me non cambia molto», ha spiegato. «Al momento sono felice di rimanere nella posizione in cui sono con DAZN e aspettare che continui a crescere». Una futura uscita, attraverso una possibile IPO di DAZN o un’altra operazione, potrebbe inoltre garantire ad Aser nuova liquidità da destinare ad altri investimenti.Dalla Sampdoria a un nuovo club? Radrizzani frenaNel frattempo, dopo l’uscita dal Leeds, Radrizzani ha aperto anche una parentesi nel calcio italiano attraverso la Sampdoria, acquistando e successivamente cedendo quote del club dopo avere contribuito a sostenerne le finanze in una fase particolarmente delicata. L’esperienza, tuttavia, non sembra avere modificato la sua valutazione sui rischi legati alla proprietà diretta di una società calcistica.Alla domanda sulla possibilità di acquistare un altro club, Radrizzani appare infatti prudente. Il calcio viene definito un’«opportunità molto rischiosa», soprattutto per la volatilità dei risultati sportivi e per l’impatto economico che può avere una retrocessione. «Il calcio è difficile, perché fare un turnaround come quello del Leeds è interessante, ma è anche molto pericoloso. La volatilità e il rischio di retrocessione sono molto elevati», ha spiegato. Inoltre, per competere ai vertici della Premier League sono necessari investimenti sempre maggiori: «Quindi penso che nel calcio sia meglio restare in attesa e vedere cosa succede».La strategia di Aser sembra così essersi spostata, almeno per il momento, dalla proprietà delle cosiddette sports IP verso le società che operano a loro servizio. Nel portafoglio di Radrizzani figurano realtà come OneFootball, Sports Data Labs e Neo Studios, mentre nel calcio resta attivo anche attraverso l’agenzia Kai Football, che secondo l’imprenditore genera già circa 50 milioni di euro di ricavi e punta a superare quota 100 milioni entro 18 mesi.«Al momento stiamo investendo nei servizi, costruendo un ecosistema di aziende e agenzie al servizio dei brand e delle partnership commerciali», ha concluso Radrizzani, indicando nelle operazioni di integrazione e M&A una delle principali opportunità per la prossima fase di sviluppo di Aser.Developed by 3x1010