L'archivio speciale che racconta l'ascesa di Bin Laden

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AGI - Non colleziona francobolli, monete o figurine di baseball. La raccolta di Peter Bergen è molto più insolita e, soprattutto, più inquietante: decenni di documenti, fotografie, registrazioni e materiali che raccontano la nascita e l'ascesa di al-Qaeda e ricostruiscono il percorso che avrebbe portato agli attentati dell'11 settembre 2001. Bergen, 63 anni, giornalista e analista della sicurezza nazionale per Cnn, ha seguito per oltre trent'anni il terrorismo internazionale e la guerra americana al terrorismo. Nel '97 partecipò alla prima intervista televisiva mai concessa da Osama bin Laden, realizzata insieme al leggendario corrispondente Peter Arnett.Adesso, alla vigilia del 25esimo anniversario degli attacchi terroristici dell'11 settembre, Bergen ha deciso di consegnare quella straordinaria raccolta alla Georgetown University. L'archivio, racconta il Washington Post, comprende circa 150mila pagine di documenti cartacei e digitali, accumulati durante una vita professionale trascorsa a seguire Medio Oriente e gruppi jihadisti. "Credo che la storia sia utile perché permette alle persone di cercare di capire", ha spiegato Bergen. "Non che la storia si ripeta, ma ha una o due rime", ha aggiunto. Tra i materiali più preziosi c'è una rara copia cartacea di una fatwa di Omar Abdel-Rahman, il cosiddetto "sceicco cieco", che Bergen ha definito la "guida spirituale" dell'11 settembre.La fatwa dello "sceicco cieco"Abdel-Rahman aveva emanato la fatwa mentre era detenuto negli Stati Uniti e l'aveva fatta trasmettere attraverso il suo avvocato. Il documento venne poi distribuito ai partecipanti a quella che Bergen considera "l'unica e sola conferenza stampa di al-Qaeda", organizzata in Afghanistan nel '98. Il messaggio contenuto nella fatwa era esplicito: "Uccideteli in mare, sulla terra e nell'aria".Bergen non partecipò alla conferenza stampa, ma riuscì a procurarsi il documento da uno dei presenti. A suo giudizio, quella fatwa fornì ai membri di al-Qaeda una legittimazione religiosa per uccidere gli americani e contribuì a creare il clima ideologico nel quale sarebbero maturati gli attentati.Le riviste nell'archivio di BergenUn altro elemento centrale dell'archivio è la collezione completa della rivista al-Jihad, nata nell'84, prima ancora della fondazione di al-Qaeda. La rivista veniva distribuita in diversi Paesi e arrivò persino a Brooklyn. Con il passare degli anni, secondo Bergen, si trasformò nella "rivista di bordo di al-Qaeda".Bruce Hoffman, uno dei più importanti studiosi di terrorismo e professore alla School of Foreign Service di Georgetown, paragona la pubblicazione a una rivista di costume americana. "Quando ne parlo durante le mie lezioni, dico che è come la Vanity Fair delle pubblicazioni terroristiche", ha detto Hoffman. "Era patinata, colorata, aveva una prosa accattivante e fotografie spettacolari". Hoffman ha contribuito a mettere Bergen in contatto con i bibliotecari di Georgetown e considera l'archivio importante per gli studenti che non hanno vissuto direttamente l'11 settembre. "In sostanza, fa rivivere la storia", ha spiegato. "Quando puoi guardare questi materiali d'archivio e seguire questo percorso, puoi capire quanto quell'evento sia stato sconvolgente".Il viaggio in Medio Oriente e Bin LAdenNell'83, quando aveva appena 20 anni ed era studente a Oxford, Bergen era andato in Pakistan insieme a due amici per realizzare un documentario sui rifugiati afghani. Fu il suo primo viaggio in Medio Oriente. Dopo aver lavorato per Abc News, nel '90 entrò alla Cnn. L'attentato del '93 contro il World Trade Center rappresentò per lui un punto di svolta. Bergen si rivolse ai capi e propose di indagare su quanto stava accadendo in Afghanistan, dove si erano addestrati alcuni attentatori. Il nome di Osama bin Laden, però, comparve soltanto nel '96. "Cercava di mantenere un profilo basso", ha ricordato Bergen. "Era un co-cospiratore non incriminato negli attentati al World Trade Center del '93, che è un modo per dire: 'Non sappiamo cosa abbia fatto questo tizio'. Era nell'aria. Era un nome che veniva fuori". Quello stesso anno, un'analisi del dipartimento di Stato americano identificò bin Laden come finanziatore di gruppi islamisti radicali. Un anno dopo arrivò l'intervista destinata a entrare nella storia del giornalismo.L'intervista storica  Nel '97 Bergen e Peter Arnett, insieme alla loro troupe, riuscirono a ottenere un incontro con bin Laden in Afghanistan. Per raggiungerlo furono prelevati dall'albergo di Jalalabad bendati. Viaggiarono di notte, passando da un veicolo all'altro e senza sapere quale fosse la loro destinazione. Alla fine incontrarono il leader di al-Qaeda. Bergen sostiene di non aver avuto paura. Era troppo concentrato sul lavoro e sull'intervista per pensare al pericolo. Le fotografie, gli appunti e le registrazioni realizzate quel giorno sono oggi tra i materiali che entreranno a far parte dell'archivio di Georgetown.