Ha preso il via ufficialmente l’edizione numero 18 del summit dei Paesi Brics, che compongono il blocco alternativo e antagonista al G7. E stavolta la bandiera battente sul vertice è quella indiana, visto che a Nuova Delhi spetta la presidenza di turno. Il piatto forte, nemmeno a dirlo, la sintonia non sempre a prova di bomba tra Xi Jinping e Vladimir Putin, freschi di stretta di mano, un po’ fugace, a un altro importante consesso, quello della Shangai cooperation organization, due settimane fa.Putin è arrivato ieri mattina a Nuova Delhi. Il presidente russo, accolto all’aeroporto di Palam dal ministro degli Esteri indiano Kirti Vardhan Singh, resterà in India per tre giorni. La visita, peraltro comprende il vertice dei leader e una serie di colloqui bilaterali con il primo ministro Narendra Modi. Il leader cinese Xi Jinping, invece, è arrivato ventiquattr’ore dopo nella capitale indiana. Guardando alle agende, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che, durante il vertice, il leader cinese discuterà della situazione internazionale e del rafforzamento della cooperazione con i leader degli Stati membri del blocco. Anche se, va detto, secondo quanto trapelato in precedenza dal consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, non è previsto alcun incontro ufficiale tra il presidente russo e il suo omologo cinese a margine del vertice, sebbene i leader potrebbero avere brevi colloqui.Ora, come è naturale che sia, il primo ministro indiano Modi fa gli onori di casa. Il Brasile sarà rappresentato dal ministro degli Esteri Mauro Vieira, data la vicinanza alle prossime elezioni. Per quanto riguarda i Paesi membri che si sono aggiunti egli ultimi anni, invece, ci sarà Abdel Fattah el-Sisi, presidente dell’Egitto, Abiy Ahmed, primo ministro dell’Etiopia, Masoud Pezeshkian, presidente dell’Iran, Khaled bin Mohamed Al Nahyan, per gli Emirati Arabi Uniti, e infine il presidente dell’Indonesia, Prabowo Subianto. L’Arabia Saudita viene elencata e trattata dai Brics e dall’India come membro, ma Riyadh non ha mai confermato pubblicamente l’adesione formale.Ci sono poi i leader dei Paesi partner strategici invitati speciali per i dialoghi di tipo Outreach. In questo caso saranno presenti Bielorussia, Bolivia, Cuba e ancora Kazakistan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Uganda, Vietnam e Uzbekistan. Quanto ai temi del vertice, che arriva come detto a due settimane dopo il summit Sco a Bishkek, in Kyrgyzstan, e sarà l’ultimo grande appuntamento internazionale prima del G20 di metà dicembre a Miami, si parlerà certamente delle conseguenze globali dei conflitti in Medio Oriente e Ucraina, che saranno il cuore degli incontri. Si parlerà tanto dei rapporti con gli Usa, mentre tra i temi previsti figurano poi commercio e finanza, de-dollarizzazione dei pagamenti, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali, resilienza climatica, sicurezza energetica, sicurezza alimentare e resilienza delle catene di approvvigionamento. Dovrebbero essere discusse iniziative specifiche, tra cui investimenti e progetti di cooperazione tecnologica, misure per ridurre i costi del commercio.Senza dimenticare mai che la presidenza indiana dei Brics si ispira al tema del costruire per la resilienza, l’innovazione, la cooperazione e la sostenibilità, riflettendo un approccio incentrato sulle persone e sull’umanità, come già affermato dal padrone di casa, il primo ministro Modi al precedente vertice di Rio del 2025. Non a caso lo scorso gennaio il governo indiano ha lanciato il logo ufficiale per la presidenza Brics 2026, che ha l’obiettivo di fondere tradizione e modernità. Al centro si trova il loto, simbolo di purezza, resilienza e progresso, mentre i suoi petali irradiano i colori vivaci di tutti i Paesi membri dei Brics, a testimonianza della forza e dell’unità collettiva. Al centro, il gesto del Namaste che cattura lo spirito dell’India, fatto di calore, rispetto e collaborazione armoniosa.