Vittorio Sgarbi assolto dalla Corte dei Conti sulle conferenze pagate. Le accuse e le dimissioni dal governo: perché non deve risarcire il ministero

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Nuova assoluzione per Vittorio Sgarbi con la Corte dei Conti che ha respinto la richiesta della Procura contabile, che pretendeva dal critico d’arte il risarcimento di oltre 200mila euro al ministero della Cultura per le 121 prestazioni professionali svolte quando era sottosegretario. Un caso che lo travolse con polemiche ferocissime, al punto da spingerlo a rassegnare le dimissioni.Cosa dicono i giudici sulle conferenze contestate a SgarbiNel merito, i giudici contabili spiegano che negli interventi finiti sotto la lente Sgarbi parlava soprattutto di storia antica, un tema che di fatto usciva dal perimetro delle deleghe assegnategli al ministero. E soprattutto, si legge nella sentenza citata da entrambe le testate, il professore avrebbe semplicemente «esercitato diritti e libertà fondamentali protette dalla Costituzione o dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo». Sulla base di questo ragionamento, la Corte ha escluso qualsiasi danno erariale e ha addirittura disposto che sia il ministero a versare a Sgarbi 3.500 euro per coprire le spese legali sostenute nel giudizio.Perché l’accusa della Procura contabile non ha retto in aulaL’inchiesta era partita dal presunto conflitto tra il ruolo istituzionale di Sgarbi e le numerose attività retribuite che portava avanti in parallelo, tutte documentate da fatture e contratti stipulati da società a lui legate con enti pubblici e privati. La Procura sosteneva che quegli impegni fossero incompatibili con la carica di governo e ne minassero l’imparzialità. Ma, come ricostruisce Il Giornale, questa tesi non ha retto: la sentenza chiarisce che non è mai stato provato un comportamento illecito «produttivo di danno erariale», né che Sgarbi fosse consapevole di ostacolare i propri compiti istituzionali. Anzi, i giudici evidenziano che nello stesso periodo l’ex sottosegretario aveva svolto «un numero rilevantissimo di attività pubbliche connesse alla carica», un dato che la stessa accusa non ha mai smentito.Le conseguenze politiche per Sgarbi dopo le dimissioni del 2024Proprio questa storia, tra le polemiche sulle attività extra-istituzionali e sui compensi incassati durante il mandato, aveva spinto Sgarbi a lasciare l’incarico nel febbraio 2024. Finché non è arrivata quest’ultima sentenza a ribaltare uno scenario che aveva di fatto anticipato la sua uscita di scena e l’aggravamento delle sue condizioni di salute. «Sono felice che la verità si sia affermata – ha commentato Sgarbi citato dal Giornale – Da qualche parte c’è un giudice che vede le cose come sono».L'articolo Vittorio Sgarbi assolto dalla Corte dei Conti sulle conferenze pagate. Le accuse e le dimissioni dal governo: perché non deve risarcire il ministero proviene da Open.