In Calabria Vannacci perde pezzi a pochi giorni dal voto. L’addio di D’Aleo, che dice a Open: «Con me altri 70, in FnV troppi estremisti»

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Circa 70 persone avrebbero lasciato Futuro Nazionale in poche settimane a Reggio Calabria, insieme a Francesco D’Aleo, ex presidente di uno dei primi comitati del partito in città. È solo una delle ultime stime sulle defezioni che arrivano dal capoluogo calabrese in questi giorni: altri comitati parlano di 1.200 fuoriusciti, destinati – secondo le loro previsioni – a salire fino a 2.500. L’ex generale Vannacci sarà a Siderno («non a Reggio Calabria», fanno notare sul posto) domani, domenica 13 settembre, per la campagna elettorale di Domenico Giannetta, candidato di Futuro Nazionale alle elezioni suppletive per un seggio alla Camera, che si svolgeranno il 27 e 28 settembre. A poche ore dalla visita, D’Aleo racconta a Open le ragioni della sua uscita dal partito: «Nessuno pensava a una destra così estremista».Una fotografia di Francesco D’Aleo, per sua gentile concessioneFuturo Nazionale, le fuoriuscite continuano: il caso di Reggio CalabriaL’emorragia di uscite da Futuro Nazionale continua, e non darebbe segno di volersi arrestare. Tra i casi più significativi, quello di Reggio Calabria. Una terra sulla quale Vannacci rivendica una forte influenza, anche grazie al suo fedelissimo, seduto in Parlamento: l’ex leghista Domenico Furgiuele. «Reggio sarà la nostra Sassonia», ha promesso l’ex generale in un’intervista al Fatto Quotidiano. Ma è di questi giorni la notizia della fuoriuscita di circa 70 persone dal partito, insieme a Francesco D’Aleo, ex presidente del comitato 297, uno dei primi costituiti nella città calabrese. La disputa sui numeri degli abbandoni e dei nuovi iscrittiD’Aleo garantisce che il suo ex comitato è ormai «spaccato»: «Su 200 persone, 70 hanno seguito la mia scelta e sono uscite con me». Tra queste, aggiunge, «quasi tutti i soci fondatori». Più alti i numeri rivendicati dall’ex dirigente lametino di FnV, Giancarlo Talarico, già presidente del comitato più grande in città, il numero 144: «Almeno 1.200 usciranno dal partito». Anche se previsioni a livello locale parlano di 2.500 persone. Un dato prontamente smentito dall’onorevole Furgiuele, coordinatore regionale del partito, che avrebbe negato i malumori in Calabria, rivendicando la nascita di 30 comitati e l’ingresso di circa 2 mila nuovi iscritti dall’inizio del suo incarico.La polemica contro Giannetta e sulla visita di Vannacci a SidernoPrima fonte di tensione, la gestione territoriale del partito. In particolare, dopo la scelta del candidato alle suppletive nel collegio di Reggio Calabria. Quello rivendicato con orgoglio da Vannacci, Domenico Giannetta, scippato da Forza Italia dove ricopriva il ruolo di capogruppo del partito in Regione, era stato presentato dal leader come un candidato locale, esperto del territorio, contro la «politica rancida e poltronara di Forza Italia che preferisce candidare un romano sconosciuto al territorio usando i voti dei reggini».Ma D’Aleo smentisce: «In realtà non sono riusciti a candidare un reggino, perché Giannetta è di Oppido Mamertina», mentre dà già per favorito il candidato del centrosinistra «Frank Benedetto. Una persona stimata e apprezzata. Un reggino doc». Una questione che, al di là del campanilismo, nasconde una verità ben precisa: «Vuol dire che su Reggio Calabria non c’era una persona degna per FnV», mentre denuncia la raccolta firme per un candidato “alla cieca”, «senza sapere chi fosse» e senza coinvolgimento sulla scelta di Giannetta. Poi l’affondo sulla visita di domani a Siderno del generale: «Nonostante Reggio sia il capoluogo, la città maggiore della Calabria, Vannacci va a Siderno, una piccola cittadina di provincia. Proprio a rendere l’idea che Reggio e i reggini siano solo terra di conquista».L’«accentramento» su Lamezia e le critiche contro FurgiueleD’Aleo sposta poi l’attenzione sull’onorevole Furgiuele: «È stato lui, che è di Lamezia, a scegliere Giannetta e a mettere come responsabile della campagna elettorale suo cognato. Loro poi sarebbe quelli contro i favoritismi familistici», si domanda con ironia. «Un chiaro segnale di accentramento sull’asse Lamezia-Furgiuele», è la denuncia, a cui segue l’interrogativo: «Qualcuno dovrebbe spiegare ai reggini perché su un collegio della provincia di Reggio Calabria, tutto deve essere gestito da Lamezia». Infine, il malcontento diffuso, a suo dire, nell’area lamentina, per il mancato contributo di Furgiuele nella tutela del territorio: «Non si è occupato, da deputato della zona, della Piana di Sant’Eufemia».Il nodo della sanità e i timori sulla terza parte del programmaD’Aleo fa però risalire il disappunto già al giorno all’assemblea costituente di FnV: «Sul palco era salita una nota giornalista (Angela Camuso, ndr) antivaccinista, sostenendo tesi assurde». Idee in conflitto con le convinzioni di D’Aleo, ma anche con la sua stessa professione di microbiologo e con la posizione di dirigente sanitario: «Sono stato uno di quelli che ha lavorato 24 ore al giorno durante la pandemia. È inaccettabile per me». E proprio perché la terza parte del programma sarà dedicata anche alla sanità, sono in molti a temere che possa contenere posizioni no-vax, visti anche i gruppi Whatsapp e Facebook nei quali «c’è una forte base anti-vaccinista, che chiede il ritiro della legge Lorenzin». Nel tempo, racconta D’Aleo, «ho mandato messaggi ed email all’onorevole Sasso, esprimendo la mia preoccupazione», ma «non ho mai ricevuto alcuna risposta».«Non pensavamo a una destra così estremista»Tra le ragioni della sua uscita, D’Aleo indica anche l’evoluzione della linea politica del partito con l’ideologo Gasparini, ex consigliere comunale della Lega a Cecina: «Probabilmente sarà lui la causa per cui Futuro Nazionale crollerà». Gasparini e una «cricca toscana che sta causando un sacco di problemi», prosegue, riferendosi ai fedelissimi di Vannacci. Secondo l’ex responsabile del comitato, nella fase iniziale del progetto politico c’erano aspettative diverse: «Nessuno pensava a una destra così estremista, onestamente». D’Aleo rivendica il suo legame iniziale con Futuro Nazionale a Reggio Calabria: «Il mio comitato è nato subito dopo la nascita del partito. Sono stato tra i primi tesserati a Reggio Calabria», come racconta la sua tessera – ora restituita – numero 003. Poi, la crescita, con 200 iscritti. Infine, però, «un’enorme delusione»: «Tutto quello che si era prefigurato all’inizio, in realtà non s’è avverato», oltre al fatto che nel movimento «non me ne voglia, ma c’è gente con una cultura molto, molto bassa» e «si sta facendo scappare una possibile classe dirigente che un poco di cultura e qualche studio li aveva».Molto contestata, soprattutto la seconda parte programmatica: «Ho una figlia femmina: quando ho letto la seconda parte del programma sono saltato sulla sedia. Non vorrei mai che lei, che ora ha tre anni, vivesse in un mondo come lo immaginano loro». Ma in D’Aleo c’è anche la convinzione che il programma non sia stato proprio scritto “a quattro mani”, con un vero coinvolgimento del leader: «Vannacci è stato un grande generale dell’esercito. Ci sono scritte delle cose sulla cybersicurezza o sicurezza che, per la loro banalità, non può avere scritto lui».«Un partito che si riferisce solamente a una persona»C’è un altro punto che ricorre con frequenza nelle recriminazioni dei fuoriusciti, e lo aveva raccontato anche il “cacciato” Sforzini in una recente intervista a Open. Si tratta della struttura interna di Futuro Nazionale, descritta come fortemente verticistica: «Purtroppo questo è un partito che si riferisce solamente a una persona», racconta D’Aleo. Difficile anche comunicare all’interno dell’organizzazione: «Quando ho chiesto di rimettere la tessera e di venire cancellato dai loro server, ho dovuto mandare quattro o cinque Pec e minacciarli di querela».Per non parlare delle lamentele sull’inclusione di «una serie di personaggi molto chiacchierati» nel partito. È molto cauto nelle definizioni, D’Aleo, laddove invece Talarico, ha parlato più apertamente di «gentaglia». E racconta: «L’onorevole Sasso, all’epoca coordinatore del Sud Italia, mi disse: “Facciamo una lista di tutte queste persone, poi sarà nostro compito cercare di arginarle”. Ma questo non è successo». E poi il mancato coinvolgimento in assemblea costituente: «Dissero a noi delegati di inviare una proposta di discorso che sarebbe stata vagliata. In realtà poi non fecero sapere niente e scelsero loro chi doveva parlare sul palco».Tanti comitati, pochi iscritti: «Nascono come i funghi»D’Aleo contesta anche il proliferare dei comitati territoriali di Futuro Nazionale, molti dei quali, sostiene, composti da poche decine di iscritti: «Si vantano di avere un sacco di comitati, ma vengono fatti con dieci persone». Secondo l’ex esponente, «ognuno di noi poteva fare più comitati» e i gruppi «nascono come i funghi». Da qui l’interrogativo: «Perché farne 100 quando ne bastava uno per ogni comune?».L'articolo In Calabria Vannacci perde pezzi a pochi giorni dal voto. 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