Il problema non è Ranucci. Il problema non è neanche che Ranucci è Ranucci. Il problema non è nemmeno che Ranucci, essendo Ranucci, si crede il più grande giornalista per giunta investigativo dell’universo monno alla guida del più grande programma della storia della televisione d’Italia e fuori d’Italia (e fuori di testa). Il problema non è neppure che un segugio di questa portata quando gli mettono un petardo sotto al culo è sicuro sia stato il Mossad con dentro le sorelle Meloni e poi quando si scopre che era stato il suo amico carissimo per farlo esplodere mediaticamente e anche per proteggerlo da altri petardi, lui insiste: sono una vittima, sono un martire, sono come Falcone e Borsellino e Moro e Gesù Cristo messi insieme, l’attentato è finto, il petardo è di carta, però resto vittima e vittima delle Meloni nella pancia del Mossad.Il problema, volendo, non è neanche che questo mangiatore di cozze non sa o non vuole spiegare i buchi nelle chat con quello che gli ha messo il petardo. Il problema non è nemmanco che considera tutti indegni della sua ombra e riesce a piazzare al suo posto una che gli è “molto fedele”. Il problema, a dirla tutta, non sta neanche nel fatto che il rubacuori, copyright Milena Gabanelli, ha o aveva un sacco di amiche che adesso si riprendono il cuore, e sarebbe bello capire come mai glielo avevano appaltato. Il problema non è poi che il più grande reporter del mondo si consideri, lo racconta Luciano Capone sul Foglio, al centro di un complotto globale totale, come Felice Caccamo (sempre di frittura di pesce si tratta), ordito dal maledetto Peter Thiel che fa girare il mondo, come il Crodino “analcolico biondo”, ha contribuito al genocidio a Gaza e stritolato 8 miliardi di persone nel controllo assoluto (detto da uno che si vanta di custodire ottantamila chat da usare a scopo di rappresaglia), ha permesso di far fuori Osama Bin Laden, povero, un martire, quasi come Sigrido, il Nibecorto, poi è salito di livello e gli ha chiesto la tessera sanitaria siccome doveva ricomprarsi la macchina mandata per aria dal suo amico, mentore, ospite, ristoratore.Il problema, in definitiva, non è che il Ranucci di Vitruvio, al centro dell’universo umanistico e dietrologico, incastonato nell’ombelico del mondo, cioè il suo, ignori che in America fin dai tempi del far west ti chiedono la tessera sanitaria anche per mangiare un hamburger e, nella diffusione della tecnologia globale, lo stesso ormai avviene ovunque, da un polo all’altro passando per il deserto del Sahara, e per qualsiasi cosa, anche comperarti la macchina, la carta igienica o i suoi libri erotico-distopici. Il problema sono due. Anzi tre, quattro, cinque. Il primo è che Ranucciolo il segugiolo ha tuttora “una busta paga da dipendente Rai”, cioè a spese di tutti noi. Il secondo è che scrive libri hardcore su piani eversivi, inclinati, sovrapposti, ripiani, mensole, ordini mondiali, caste, fili neri, ultradestra, insomma il cazzeggiaio Report nero su bianco, anzi rosso su nero. Il quarto è che va alle festicciole del comunismo senile di AVS e dintorni a vaneggiare. Il quinto è che c’è ancora gente che gli dà retta. Poca, ma c’è.Max Del Papa, 12 settembre 2026L'articolo “Vogliono la mia tessera sanitaria”. E Ranucci vede complotti dal concessionario proviene da Nicolaporro.it.