Circa metà della popolazione del pianeta Terra non era nata (o aveva meno di 5 anni) l’11 settembre 2001. Metà delle persone attualmente in vita nel mondo quindi non ricordano quelle lunghe ore passate con amici, parenti o colleghi in silenzio davanti alla televisione a vedere scene che fino a quel momento avevamo visto solo nei film. 25 anni dopo, quali sono state le conseguenze dei terribili eventi di quel giorno, in cui persero la vita 3 mila persone innocenti ?Ci sono state due lunghe guerre guidate dagli Stati Uniti: una durata 20 anni (in Afghanistan), l’altra circa 9 anni (in Iraq). La prima non ha avuto nessuna conseguenza, se non quella più tragica: la morte di circa 3.500 soldati occidentali (di cui 53 italiani) e di centinaia di migliaia di afgani. Il regime dei talebani, forse il peggiore al mondo, era solido e criminale prima dell’intervento armato, ed è ugualmente solido e ugualmente criminale ora. La seconda ha invece avuto una conseguenza politica: l’Iraq non è più la spietata dittatura di quel pazzo criminale di Saddam Hussein, ma è una (fragile) democrazia, in cui gli iracheni vivono indubbiamente meglio di quanto facessero sotto quel regime di terrore. Ma questo risultato è stato ottenuto non solo al costo delle vite di 4.800 soldati occidentali (di cui 37 italiani) e di centinaia di migliaia di iracheni, ma ad uno altrettanto terribile: aver giustificato quell’intervento armato con una colossale balla, cioè la presenza in quel paese di pericolose armi di distruzione di massa pronte ad essere usate contro l’Occidente. Una bugia – poi persino ammessa dai responsabili – che ha tragicamente ucciso forse per sempre la credibilità degli annunci da parte del mondo occidentale in materia militare (e il cui costo, carissimo, stiamo pagando ancor oggi e pagheremo a lungo in futuro).Il terrorismo islamico sunnita (incarnato prima da Al Qaeda e poi dall’Isis) è stato sconfitto. L’estremismo sunnita però, guidato dai Fratelli Musulmani, ha cambiato forma, e ha capito che rende molto di più condizionare i sistemi occidentali con immigrazione e affari piuttosto che con le bombe. Fa eccezione Hamas, che il 7 ottobre 2023 ha realizzato l’11 settembre mediorientale attaccando Israele e uccidendo 1200 persone. E il mondo libero e democratico ancora attende che anche Hamas sia annientato, così come lo sono stati Al Qaeda e Isis. Negli Stati Uniti la stretta sui controlli e sulle libertà civili non è stata temporanea, ma ha creato – consapevolmente o meno – le basi per le clamorose distorsioni dell’epoca trumpiana, con milizie governative che si accaniscono contro la propria popolazione in modalità che sarebbero state inimmaginabili persino nell’immediatezza degli attentati di quel giorno di 25 anni fa.È un mondo molto diverso, un quarto di secolo dopo. L’11 settembre 2001 chiuse quel decennio fantastico iniziato col crollo dell’Unione Sovietica e che vide l’affermarsi delle liberaldemocrazie, della speranza nel futuro, l’integrazione economica, la governance multilaterale, il primato dei diritti umani e l’innovazione tecnologica. Niente è stato più lo stesso dopo quel giorno. E ora viviamo in un mondo in cui tutte queste conquiste sopra elencate sembrano ormai un ricordo lontano: tutte tranne l’innovazione tecnologica, che però ha tutte le premesse per essere usata nel modo peggiore possibile. Le 3.000 vittime innocenti di quel giorno, anche 25 anni dopo, sono lì a ricordarci tante cose. La più importante delle quali, forse, è che libertà e democrazia non sono caratteristiche scontate, perenni e garantite. Ma vanno difese: dai nemici esterni, e da quelli interni. E hanno sempre un prezzo. A volte terribile e spaventoso: proprio come le immagini di quel pomeriggio di un quarto di secolo fa.Luigi Marattin, 11 settembre 2026L'articolo Dall’11 settembre ai migranti. L’estremismo islamico ha cambiato forma proviene da Nicolaporro.it.