Che fine hanno fatto gli ex percettori del reddito di cittadinanza? 188mila sono scomparsi dai radar dell’Inps

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Quando il governo Meloni, nel 2023, ha mandato in soffitta una volta per tutte il reddito di cittadinanza, il centrodestra prometteva di eliminare definitivamente quella che considerava una «paghetta di Stato». Mentre il Movimento 5 stelle, primo e principale promotore della misura, ventilava il rischio che scoppiasse una «bomba sociale». Ma a distanza di tre anni dalla fine del sussidio, che fine hanno fatto gli ex percettori del reddito di cittadinanza? Una risposta, almeno parziale, arriva dall’ultimo rapporto annuale dell’Inps: una parte consistente ha trovato un lavoro, altri sono passati alle nuove misure introdotte dal governo Meloni (l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro). Ma c’è anche un’altra parte, un esercito di circa 188mila persone, che sfugge completamente alle statistiche.L’esercito dei 188mila scomparsi dai radar dell’InpsPrima di tutto, qualche numero. Nel corso del 2023, erano circa 2,9 milioni le persone che avevano ricevuto almeno una mensilità del reddito di cittadinanza. Di loro, circa 2,3 milioni avevano caratteristiche compatibili con l’Assegno di inclusione (Adi), una misura di contrasto alla povertà destinata soprattutto ad anziani, minorenni e invalidi. Altri 582mila avevano invece caratteristiche compatibili con il Supporto per la formazione e il lavoro (Sfl), l’altro strumento che insieme all’Adi ha sostituito il reddito di cittadinanza e che offre 350 euro al mese per gli occupabili con Isee non superiore a 6mila euro. È proprio questo secondo gruppo a raccontare meglio la situazione.Di quei 582 mila ex percettori del reddito di cittadinanza, soltanto 90 mila (il 15%) hanno ricevuto il nuovo sussidio, 48 mila sono risultati beneficiari dell’Adi, 206 mila hanno trovato un’occupazione e 49 mila hanno avuto una domanda non accolta. Poi ce ne sono 188 mila, ossia uno su tre, che sono scomparsi dai radar amministrativi. Se si restringe il campo solamente a chi ha percepito tutte e 7 le ultime mensilità del reddito di cittadinanza tra gennaio e luglio del 2023, il dato dei “dispersi” scende a 61mila, ma riguarda comunque un terzo del totale. Tra le possibili spiegazioni avanzate dall’Inps per spiegare questo “buco” nei dati c’è la durata limitata del Sfl, il vincolo della partecipazione a percorsi di formazione o l’importo del sussidio (350 euro al mese) decisamente meno generoso del reddito di cittadinanza. Ma tra le ipotesi viene citata anche «l’incidenza di attività lavorative non dichiarate», ossia il lavoro nero.Tridico: «Dal governo una riforma crudele». E lancia una proposta ai leader del campo largoANSA/Fabio Frustaci | Pasquale Tridico, eurodeputato del M5s ed ex presidente dell’InpsPer Pasquale Tridico, ex presidente dell’Inps e “padre” del reddito di cittadinanza, quelle 188mila persone scomparse dai radar dell’Inps rappresentano un campanello d’allarme. «Sono i più poveri tra i poveri, gente che vive nella marginalità e che è stata cancellata in modo crudele dalla riforma del governo», osserva l’attuale capodelegazione del M5s al Parlamento europeo. Secondo Tridico, potrebbe trattarsi di persone che non hanno più accesso a nessuno strumento di sostegno e che sopravvivono attraverso lavoretti occasionali o non dichiarati. «La grande crudeltà è che se oggi prendi 300 euro al mese con un lavoretto, non c’è la possibilità di ricevere un aiuto per integrare il reddito. Con il reddito di cittadinanza, invece, avevamo fissato la soglia di 780 euro al mese, anche per chi un lavoro ce l’aveva», spiega l’ex presidente Inps.Un altro problema su cui Tridico insiste è la trasparenza. Durante il suo mandato alla guida dell’Inps, l’istituto aveva istituito un monitoraggio sistematico dei flussi di spesa e dei beneficiari delle misure di contrasto alla povertà, mentre oggi i flussi relativi all’Assegno di inclusione sono inclusi solo nel rapporto annuale dell’Inps. Ma ci sono due dati che, secondo l’esponente del M5s, spiegano più di ogni altro il fallimento della riforma del governo Meloni: la crescita del lavoro nero e il fatto che, secondo l’Istat, ci sono quasi 6 milioni di italiani in condizioni di povertà assoluta. Una situazione di cui Tridico invita il fronte progressista a farsi carico. «Se il reddito di cittadinanza andrebbe inserito nel programma del campo largo? Assolutamente sì. Dobbiamo pensare a lavoratori poveri e occupabili che sono rimasti senza strumento di sostegno», insiste l’eurodeputato del M5s.I consulenti del lavoro: «La “bomba sociale” non è scoppiata. Bene il superamento del reddito di cittadinanza»Secondo Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro e marito della ministra Marina Calderone, quei 188mila scomparsi dai radar rappresentano «un dato che merita attenzione, perché fa emergere l’esistenza di una fascia di persone che resta fuori sia dall’Assegno di inclusione sia dal Supporto per la formazione e il lavoro». A differenza di Tridico, però, l’esperto promuove il superamento del reddito di cittadinanza: «La “bomba sociale” annunciata non è scoppiata. Non abbiamo assistito a una frattura sociale determinata dalla fine della misura e il mercato del lavoro, nel frattempo, ha continuato a mostrare segnali positivi». La prova, secondo De Luca, viene dal record di occupati raggiunto in questi anni, che riguarda per lo più contratti a tempo indeterminato e che a suo dire «conferma che quella scelta», ossia il superamento del reddito di cittadinanza, «ha prodotto effetti concreti».Anche la lettura sul lavoro nero va in una direzione opposta rispetto a quella di Tridico. Secondo De Luca, se il reddito di cittadinanza non fosse stato accantonato, «una quota di lavoro sommerso avrebbe probabilmente continuato a restare nascosta più a lungo». Con il nuovo sistema, invece, «chi è occupabile viene maggiormente indirizzato verso percorsi di inserimento lavorativo, mentre i sostegni vengono concentrati sulle situazioni di effettiva fragilità. Questo – conclude il presidente dei consulenti del lavoro – ha contribuito a ridurre quell’area di sovrapposizione tra sussidio e attività irregolare che rappresentava una delle principali criticità del vecchio impianto.ANSA/Riccardo Antimiani | Rosario De Luca, presidente della Fondazione Studi Consulenti del LavoroFoto copertina: ANSA/Angelo Carconi | Giuseppe Conte e Luigi Di Maio durante la presentazione della card del reddito di cittadinanza, nel febbraio 2019L'articolo Che fine hanno fatto gli ex percettori del reddito di cittadinanza? 188mila sono scomparsi dai radar dell’Inps proviene da Open.