Ven, 11 Set 2026La Premier punta a far crescere i ricavi commerciali vendendoli in maniera collettiva, ma il progetto ha incontrato l’opposizione delle cosiddette “Big six”.DiChiara CostantiniCondividi l'articolo(Foto: Ryan Pierse/Getty Images)La Premier League punta a fare un salto di qualità anche nei ricavi commerciali, ma il progetto sta causando tensione tra i top club del massimo campionato di calcio inglese. Al centro del confronto c’è la proposta di vendere in modo collettivo una parte maggiore dei diritti commerciali del torneo.Secondo quanto riportato dal quotidiano inglese The Telegraph, la Premier League vuole raggruppare i diritti, tra cui soprattutto quelli legati ai pannelli LED a bordo campo. Lo scopo è quello di venderli collettivamente in modo da assicurare ai 20 club più profitti. La Premier League sostiene che ampliando il numero di asset messi a disposizione degli sponsor, i ricavi possano passare dagli attuali circa 200 milioni di sterline all’anno a 750 milioni.La proposta però non convince le principali squadre inglesi. Le sei società tradizionalmente considerate le “Big Six” – Manchester United, Manchester City, Liverpool, Arsenal, Chelsea e Tottenham -, sarebbero infatti contrarie ad un ampliamento della vendita collettiva. I grandi club preferiscono infatti vendere individualmente i propri diritti commerciali, per avere maggior libertà nel cercare nuovi sponsor e aumentare i ricavi. I ricavi commerciali della Premier LeagueAttualmente la Premier League gestisce già più di 10 accordi commerciali. Nel corso degli anni il campionato ha stretto partnership con marchi come Guinness, Coca-Cola, EA Sports, Microsoft e Puma, oltre ad alcuni accordi legati ai dati e a una parte della pubblicità a bordo campo. Le pubblicità a bordo campo rimangono tuttavia principalmente nelle mani dei club.Il margine di crescita, secondo la lega, sarebbe però ancora molto ampio. Nell’ultima stagione per la quale sono stati pubblicati i dati, la 2024/25, i pagamenti complessivi della Premier League ai club hanno raggiunto circa 2,8 miliardi di sterline (circa 3,26 miliardi di euro, al cambio attuale). Di questa cifra, appena 158 milioni di sterline (184 milioni di euro) provenivano dai ricavi commerciali. La somma è stata poi distribuita in parti uguali tra le 20 società, con circa 7,9 milioni di sterline (9,2 milioni di euro) per club.Per la stagione 2025/26, i ricavi commerciali centralizzati dovrebbero invece salire a circa 200 milioni di sterline (233 milioni di euro).Il problema della distribuzioneIl maggior punto di discussione rimane quindi la distribuzione dei ricavi. I club più ricchi ritengono infatti che un eventuale aumento dovrebbe tener conto anche dalla diversa capacità collettiva commerciale delle singole squadre. Se la Premier League riuscisse a portare i ricavi commerciali a 750 milioni di sterline, le società più importanti chiederebbero infatti una quota maggiore rispetto a quelli con meno potere generatore di entrate rispetto a loro.Tuttavia, nessuna decisione è stata presa a riguardo. La questione era stata già discussa tra i club a febbraio e giugno, ma ci sarà un ulteriore dibattito il 24 settembre in occasione della prossima assemblea degli azionisti.Manchester City e Manchester United, tipicamente rivali, condividono in questo caso la stessa opinione e considerano una maggiore centralizzazione dei diritti commerciali come un possibile limite alla propria capacità di aumentare i ricavi autonomamente. Le due squadre, inoltre, si oppongono alla proposta della Premier League di introdurre il cosiddetto anchoring principle. Il meccanismo limita quanto i club ricchi possono spendere e collega la capacità di spesa ai club più ricchi ai pagamenti ricevuti dalla squadra arrivata ultima in classifica.Anche sul nuovo sistema di controllo dei costi delle rose, il cosiddetto squad cost ratio, sei club avevano votato contro. La proposta era però stata approvata grazie ai voti favorevoli delle altre 14 società. Il nuovo modello prevede un limite alla spesa per i costi sportivi pari all’85% dei ricavi, leggermente superiore al 70% previsto dalla normativa UEFA.Developed by 3x1010