L’estate più calda mai registrata nel Regno Unito è agli sgoccioli, ma l’emergenza si sposta ora nel sottosuolo. Secondo quanto analizzato da Enrico Franceschini per Repubblica le piogge scarse non bastano a rimediare al prosciugamento del terreno, che sta letteralmente mettendo a rischio la stabilità delle abitazioni. Il problema è particolarmente acuto a Londra e nel Sud-Est dell’Inghilterra, territori edificati prevalentemente su strati di argilla: con il calore estremo il suolo si contrae, provocando micidiali cedimenti strutturali.Inizia tutto con una crepaGli effetti sono già ben visibili nelle case dei londinesi, con crepe a zig-zag sui muri, porte bloccate e finestre deformate. Ma le conseguenze sono pesanti anche sui bilanci del settore assicurativo. Le compagnie hanno già pagato 97 milioni di sterline di risarcimenti (in media 27 mila sterline a reclamo). Nell’anno precedente la spesa complessiva aveva toccato il record di 415 milioni di sterline, in aumento del 10% sul 2024. Gli esperti del settore prevedono un ulteriore peggioramento a causa delle continue ondate di calore.Quali case rischiano di crollareLa vulnerabilità riguarda soprattutto il patrimonio immobiliare storico — oltre la metà degli edifici di Londra è stato costruito prima del 1945 — ma gli smottamenti minacciano ormai l’intero Paese. Gli studi della Cardiff University suggeriscono di contenere l’estensione delle radici degli alberi per frenare il prosciugamento in profondità, ma il tempo stringe. Se il trend climatico non dovesse invertirsi, gli esperti stimano che entro il 2070 un quinto delle abitazioni di Londra sarà a rischio collasso.L'articolo Londra affonda nell’argilla: dopo il caldo record, l’allarme smottamenti minaccia le case britanniche proviene da Open.