Parola d’ordine “rinnovarci nella continuità”. Bruno Vespa presenta così la nuova stagione di ‘Porta a Porta’ e ‘Cinque minuti’, semplicemente la storia del talk politico televisivo. “Quando abbiamo cominciato – ricorda – c’eravamo solo Costanzo e noi. Oggi non si contano più i programmi. Essere sopravvissuti in modo più che dignitoso è motivo di orgoglio”. Due format per diverse fasce orarie di riferimento: dal serale di ‘Porta a Porta’, in partenza dall’8 settembre, all’access di ‘Cinque minuti’, che tornerà su Rai1 il 21 settembre. “Anche quest’anno ci sacrificheremo alle esigenze dei palinsesti”, sottolinea Vespa a proposito dello slittamento di ‘Cinque minuti’, che bissa quello dello scorso anno, quando il conduttore e giornalista seppe fare squadra con la Rai per favorire l’operazione rimonta di ‘Affari tuoi’ sulla ‘La Ruota della fortuna’. “L’anno scorso – rivendica poi – ‘Porta a porta’ ha chiuso con uno share medio del 9,4%” in crescita sull’anno precedente, mentre ‘Cinque minuti’ “del 21%, in calo di due punti”. Ma, rimarca, “abbiamo fatto due punti in meno” avendo in parte a che fare con un programma (‘La Ruota’) “che normalmente ne fa 10 in più”. E infatti, prosegue Vespa “l’ad di Rai Pubblicità mi ha fatto i complimenti, non si aspettava una tenuta pubblicitaria così”. La stagione politica accompagnerà gli italiani verso le elezioni politiche: “Sarà effervescente”, assicura il giornalista, “anche se non avremo idea di quando si voterà ci avvicineremo col consueto pluralismo”. E a tal proposito fa notare: “L’anno scorso a ‘Porta a Porta’ FdI e il Pd hanno avuto 43 presenze, con due defezioni da parte del Pd. Il governo ha avuto nove presenze. L’opposizione 108, la maggioranza 102. Quindi la maggioranza è minoritaria”. Tra i primi temi che verranno affrontati, annuncia, il traguardo dei quattro anni raggiunti dal governo Meloni, il vertice del campo largo e la vittoria dell’Afd in Sassonia. Proprio sul successo della formazione dell’estrema destra tedesca afferma: “Va studiata con attenzione, perché quella è la parte più povera della Germania”. Dalla Germania all’Italia dove, secondo Vespa, “non credo esista una persona ragionevole che rimpianga il fascismo”. E aggiunge un aneddoto: “Qualche tempo fa intervistai uno dei ‘compagni di strada’ di Giorgia Meloni che mi disse: ‘Io e Giorgia non siamo mai stati fascisti’. Parliamo di una generazione che il fascismo lo ha ignorato e io credo che la maggior parte delle persone che vota FdI non abbia alcun rimpianto per il fascismo”. Poi la Rai e il recente caso Ranucci. Parlando delle sue cene con Lavitola l’ex conduttore di ‘Report’ ha chiarito che se gli fosse stato possibile, per il suo lavoro, avrebbe cenato anche con Totò Riina. “Che un giornalista, in particolare uno investigativo, per capire possa andare a cena anche col diavolo ci sta”, commenta Vespa. Che poi ricorda la sua intervista a Saddam Hussein: “Quando c’è un dittatore che influenza così il mondo credo sia giusto intervistarlo”. Ma anche la puntata durante la quale ospitò proprio il figlio di Riina. “Grazie a quella testimonianza riuscimmo a capire perché c’era stata quella felice latitanza del padre. Capimmo quant’era devastante e sterminata la quantità di complicità che aveva”, dice. In oltre 30 anni ‘Porta a Porta’ ha raccontato la storia del Paese: tra i momenti più significativi c’è stata la telefonata di Giovanni Paolo II, ma anche – osserva Vespa – “quando ho sorvolato L’Aquila, la mia città, distrutta dal terremoto”. Ma c’è un protagonista della politica internazionale che gli piacerebbe intervistare? “Trump risponde a tutti – scherza – quindi non sarebbe un’esclusiva. Tutti quelli che sono in prima linea sarebbero degli ospiti perfetti, ma dobbiamo anche essere realisti”.Questo articolo Da Porta a Porta a 5 minuti: Bruno Vespa pronto per ‘stagione politica effervescente’ proviene da LaPresse