Alzheimer: il Piano nazionale e il finanziamento per le demenze

Wait 5 sec.

“L’invecchiamento progressivo della popolazione, specialmente in Italia, rende sempre più  urgente dare risposte che non guardino solo all’oggi, ma soprattutto al medio e lungo periodo”. Con queste parole il ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha annunciato a Roma l’aggiornamento del Piano nazionale demenze, in occasione della Giornata mondiale dell’Alzheimer, a 120 anni dalla prima descrizione della malattia. Un tema prioritario, se consideriamo che in Italia – secondo le stime – circa 1 milione e 200mila persone fanno i conti con una demenza (in oltre la metà dei casi si tratta di Alzheimer), mentre circa 900mila sono i pazienti con disturbo neurocognitivo lieve. Non solo. Schillaci ha spiegato che il suo ministero sta lavorando a “una proposta di finanziamento, nell’ambito della prossima legge di Bilancio, per potenziare ulteriormente le attività di prevenzione, diagnosi, trattamento e supporto alle persone con demenza e ai loro caregiver”. Risorse che si aggiungeranno a quelle previste dal Fondo dedicato alle demenze, finanziato con 35 milioni  di euro per il triennio 2024-2026, e a quelle del Fondo sanitario nazionale. Il nuovo Piano per le persone con demenza e AlzheimerQuanto al nuovo Piano, l’iniziativa “si inserisce in una scelta precisa del governo: colmare i ritardi accumulati nel tempo e restituire al Ssn strumenti che ci consentano una programmazione al passo con i tempi. Un Piano non è un documento di principi: serve a orientare le decisioni, collegare il livello nazionale ai territori, produrre risposte concrete e riconoscibili”, ha chiarito Schillaci, illustrando il nuovo Piano nazionale demenze 2027-2031. Il documento dovrà essere portato in Conferenza Unificata ed è stato elaborato dal Tavolo permanente sulle demenze, in collaborazione con l’Osservatorio demenze dell’Istituto Superiore di Sanità, le Regioni e le Province autonome,  le Associazioni dei familiari, le società scientifiche e gli esperti del settore. Che cosa sappiamo?Le 7 aree d’azioneIl Piano nazionale definisce obiettivi chiari, indicatori misurabili e individua sette aree di azione: fare della demenza una priorità di salute pubblica, inserendola in tutte le politiche sociosanitarie nazionali e regionali; promuovere la conoscenza e l’attenzione pubblica, per creare un contesto sociale inclusivo e amichevole; agire sui fattori modificabili per ridurre il rischio; costruire sistemi di supporto sanitario e sociale integrati, capaci di prendersi cura delle persone coinvolte dalla fase della diagnosi al fine vita, sempre rispettando la loro centralità e le loro preferenze.E ancora: fornire ogni adeguato supporto a chi si prende cura della persona con demenza, sia formalmente che informalmente; creare o potenziare i Sistemi Informativi dedicati, per assicurare un monitoraggio e una valutazione costanti, finalizzati al miglioramento della programmazione degli interventi; promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione, e implementarle in linea con le priorità che esse individuano. Monitorare i progressi contro l’AlzheimerPer ciascuna area sono stati definiti obiettivi, azioni e indicatori che consentiranno il monitoraggio e la valutazione dei risultati conseguiti. In totale sono messi nero su bianco 43 obiettivi nazionali, 58 azioni per il loro raggiungimento e 64 indicatori per la valutazione. Il Piano riconosce il ruolo fondamentale dei caregiver e dedica una specifica linea di intervento alla loro formazione e al loro supporto, rafforzando l’impegno nella ricerca su Alzheimer e demenza, dalla prevenzione e dalla diagnosi alle modalità di assistenza, riabilitazione, prevenzione. Un momento della presentazione del nuovo Piano nazionale demenze al ministero della Salute con Orazio SchillaciQuesto articolo Alzheimer: il Piano nazionale e il finanziamento per le demenze proviene da LaPresse