Rivoluzione in Brasile: dal 2027 le squadre potranno avere un massimo di otto giocatori stranieri in distinta

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Mar, 22 Set 2026Il provvedimento, votato dalle società delle due leghe professioniste, indica come orizzonte temporale il 2030 quando il numero scenderà ulteriormente fino ad arrivare a cinque calciatori.DiChiara CostantiniCondividi l'articolo(Foto: Dhavid Normando/Getty Images)In Brasile, dal 2027 ci saranno meno giocatori stranieri autorizzati per partita. La decisione è stata presa al termine al termine di una votazione tenutasi a Rio lunedì dove i club brasiliani di prima e seconda divisione hanno deciso che, a partire dalla prossima stagione, verrà ridotto il numero di giocatori stranieri autorizzati per partita. L’obiettivo principale diventa dunque di creare più opportunità per i giovani cresciuti nel paese.Come riportata dal quotidiano francese L’Équipe, questa riforma farà passare l’attuale limite di 9 giocatori stranieri che possono essere iscritti in distinta a 8, per poi arrivare a 5 nel 2030. Questa riduzione avverrà in modo progressivo, per non mettere in difficoltà i club riguardo ad alcuni contratti già firmati.Bahia e Flamengo sono le uniche due società a essersi espresse contro la decisione. È stata inoltre votata una modifica alle regole di iscrizione al campionato per favorire i giovani talenti: sui 50 giocatori iscrivibili in lista, almeno 20 dovranno avere 23 anni o meno. Inoltre, questa soglia minima di giovani aumenterà progressivamente: entro il 2030 dovranno essere almeno 25 (sempre su un totale di 50) i giocatori Under 23 iscritti in lista.E in Italia? Il dibattito sui giocatori italianiAnche in Italia si era aperto un dibattito riguardante la presenza di calciatori di nazionalità italiana in ogni club. La questione era emersa dopo la mancata qualificazione al Mondiale 2026, con l’idea di obbligare ogni club di Serie A a schierare almeno quattro giocatori italiani. L’ipotesi era stata accolta con cautela dal ministro per lo Sport Andrea Abodi, che pur mostrando una certa sintonia sul principio ha sottolineato i vincoli normativi esistenti: «Non possiamo imporre obblighi di questo tipo. È un tema che può essere affrontato anche a livello europeo. Possiamo aprire un confronto e offrire il nostro contributo». In Serie A al momento non esiste quindi un obbligo sulla nazionalità dei giocatori in campo, mentre in Serie B e Serie C sono previsti incentivi economici per chi utilizza giovani calciatori italiani.Per ora però in Italia dunque la situazione è ancora semplicemente un’ipotesi, mentre in Brasile la riforma è stata già approvata e partirà dal 2027.Developed by 3x1010