Il tetto del 30% di alunni stranieri per classe esiste già, almeno sulla carta. Lo fissò la circolare n. 2 dell’8 gennaio 2010, firmata dalla ministra Mariastella Gelmini, ma soprattutto nelle scuole di paesi e quartieri abitati prevalentemente da cittadini stranieri è rimasta in gran parte inapplicata, tra deroghe e mancanza di coordinamento tra i presidi. Ora il governo Meloni vuole trasformarla in un obbligo di legge, come è ancora tutto da capire. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ci lavorebbe da più di un mese e, riferisce il Corriere, ha incassato la «benedizione» della premier Giorgia Meloni, che ieri alla festa di Gioventù nazionale ha fatto l’annuncio sul tetto agli studenti stranieri e il divieto di niqab in classe. Il provvedimento potrebbe approdare in Consiglio dei ministri entro venerdì, al più tardi entro una settimana. Scriverlo per quanto complesso potrebbe essere però la parte semplice. Come applicarlo laddove i non italiani sono già maggioranza residenziale è la parte che lascia perplessi per primi i dirigenti scolastici.A quali alunni stranieri si applica il limiteLa regola non riguarderà tutti gli studenti con «background migratorio», circa 950 mila su otto milioni di alunni. Restano fuori i cittadini dell’Unione europea, il 44,4%, perché le norme comunitarie li equiparano agli italiani, e non rientrano nemmeno i nati in Italia che hanno già frequentato qualche classe e parlano la lingua. Il tetto, spiega Repubblica, varrebbe quindi per chi ha cittadinanza non europea e conosce poco o niente l’italiano. Valditara, un mese fa, l’aveva messa così: chi «non sa dire buongiorno e buonasera». Nella lettura di Repubblica, sono quelli che ottengono punteggi bassi nei test Invalsi e non superano le prove di livello nelle scuole. Resta però da chiarire come accertare queste competenze. L’idea di fondo, scrive Gianna Fregonara sul Corriere, è intervenire dove l’ostacolo è la scarsa conoscenza dell’italiano, più che il passaporto.Quanti sono gli studenti stranieri nelle scuole italianeGli ultimi dati sono quelli della Fondazione Ismu, diffusi a inizio settembre e relativi all’anno scolastico 2024/25: 931.323 alunni con background straniero, l’11,6% del totale. La quota più alta è alla primaria (13,7%), poi infanzia (12,7%), medie (12,6%) e superiori (8,6%, concentrati soprattutto negli istituti tecnici). Due terzi sono di seconda generazione: Repubblica parla di 607 mila nati in Italia e 323 mila all’estero, mentre dieci anni fa i nati in Italia erano solo il 51,7%. Negli ultimi cinque anni gli alunni sono aumentati di 84 mila unità. Poco meno della metà arriva da Paesi Ue, con la Romania in testa, e romeni, albanesi, marocchini ed egiziani insieme superano il 40% degli alunni non italiani. Numeri, nota il Corriere, non tali da configurare un’emergenza, anche perché nel tempo sono state attivate politiche di accoglienza e di rafforzamento dell’italiano. Le classi con oltre il 20% di studenti di prima generazione sono circa mille su più di 300 mila, 750 delle quali alle elementari.Dove si concentrano gli alunni stranieriIl 65% degli studenti non italiani vive al Nord. La Lombardia ospita un quarto degli oltre 900 mila ragazzi, seguita da Emilia-Romagna (12,2%) e Veneto (10,8%), mentre in molte regioni del Sud la quota non arriva al 5%. Milano ha il maggior numero di alunni stranieri, poco meno di 80 mila, e a Roma sono 63 mila. Per lo più vivono nelle periferie delle grandi città e, alle superiori, negli istituti tecnici e professionali. Repubblica cita quartieri come l’Esquilino e Tor Pignattara, dove la percentuale è più alta che altrove. I casi limite elencati dal Corriere partono dalla Giulio Cesare di Mestre gli stranieri in prima elementare superano il 90%, all’Iqbal Masih di Pioltello dove lo scorso anno erano il 43%, a Monfalcone ci sono scuole con più della metà. Come si dividono gli alunni e perché i presidi hanno dubbiIl decreto prevederà che gli studenti vengano prima di tutto distribuiti tra le classi della stessa scuola, secondo il Corriere. Se non basta, e un quarto delle elementari italiane fatica ad avere più di una sezione, la questione passa all’Ufficio scolastico regionale, che dovrà «smistare» gli studenti in altri istituti. Valditara ha assicurato che dovrà trattarsi di scuole vicine: «non manderò certo uno studente a venti chilometri di distanza», anche perché altrimenti verrebbe leso il diritto all’istruzione previsto dalla Costituzione. Repubblica pone la domanda pratica: che cosa succede nelle scuole frequentate quasi solo da figli di migranti? I presidi escludono di poter allontanare i ragazzi: «Non possiamo certo mandarli via», risponde Antonello Giannelli, presidente dell’Anp. Il governo parla di un maggiore coordinamento tra provveditorati e Uffici scolastici per individuare «scuole di prossimità». Il costituzionalista Salvatore Curreri, dell’università di Enna, avverte: «Se il provvedimento fosse così restrittivo da comportare lo sradicamento dei minori e delle loro famiglie dai territori, rischierebbe pure di ledere un diritto riconosciuto dalla Carta».Corsi di italiano per i genitori e altre misurePer rafforzare l’insegnamento della lingua, scrive il Corriere, arriveranno altri fondi e l’obbligo di studiare l’italiano per i genitori che non lo parlano, norma già introdotta in Germania. Repubblica ricorda che l’abbandono scolastico è del 26,2% tra chi non ha la cittadinanza italiana contro il 6,7% degli italiani, e la dispersione implicita del 22,5% contro l’11,6%. I sindacati chiedono un piano straordinario di assunzioni di docenti specializzati in italiano per stranieri, e Valditara rivendica di averne già assunti mille. L’Eurispes denuncia la carenza di mediatori culturali. «L’integrazione non si fa con le imposizioni, ci vogliono risorse», obiettano i sindacati. Il pericolo del ritiro da scuola per chi non vuol far togliere il burqa alle figlieC’è poi il capitolo velo integrale: c’è chi teme la fuga dalle classi delle poche ragazze che lo portano. Il governo vuole riscrivere la norma sul divieto di mascheramento della legge Reale del 1975, eliminando i «giustificati motivi» religiosi e culturali, mentre la Lega ragiona sulla possibilità di revocare il permesso di soggiorno a chi non mandasse le figlie a scuola.L'articolo Il tetto agli stranieri in classe c’è, ma non funziona. Quanti ci sono già nelle scuole e quali classi cambiano: a cosa puntano Meloni e Valditara proviene da Open.