Quattordici gol segnati, appena tre subiti in campionato e tredici punti conquistati sui quindici disponibili. Cercare un difetto nella Roma di Gian Piero Gasperini non è semplice. Eppure un piccolo campanello d’allarme esiste, si ripete ormai con una certa frequenza e riguarda soprattutto un momento preciso delle partite: l’inizio del secondo tempo.Tra Serie A e Champions League, tre dei quattro gol incassati finora dai giallorossi sono arrivati proprio dopo l’intervallo. Era successo contro l’Atalanta con Ederson, si è ripetuto a Istanbul con Archie Brown e sabato è toccato a Lautaro Martinez, capace di riaprire Roma-Inter praticamente subito dopo il rientro dagli spogliatoi. Tre episodi differenti ma con un filo comune: la Roma esce spesso dall’intervallo con meno ferocia rispetto a quella mostrata nei primi quarantacinque minuti. Ed è un paradosso, perché proprio i primi tempi stanno diventando uno dei marchi di fabbrica della squadra di Gasperini.Contro l’Inter si è visto probabilmente l’esempio più evidente. Per quarantacinque minuti la Roma ha aggredito, corso, creato e messo in difficoltà la squadra campione d’Italia, andando al riposo sul 2-0 e dando persino la sensazione di poter segnare ancora. Poi, alla prima vera fiammata nerazzurra della ripresa, è arrivato il gol che ha completamente riaperto la partita.Gasperini nel post gara ha utilizzato una parola significativa: “presunzione”. Non necessariamente volontaria, ma forse figlia proprio di primi tempi giocati con una tale superiorità da indurre la squadra ad abbassare inconsciamente l’attenzione. Non si tratta soltanto di errori individuali. In tutte e tre le situazioni Mancini è stato coinvolto nell’azione che ha portato al gol avversario, ma ridurre tutto al singolo sarebbe troppo semplice. È l’intera squadra che, dopo l’intervallo, tende a perdere qualche metro, qualche duello e soprattutto quella ferocia con cui solitamente soffoca l’avversario.C’è anche una componente atletica. Il calcio di Gasperini richiede un dispendio enorme e dominare per novanta minuti con la stessa intensità è quasi impossibile. Il problema non è quindi pretendere una Roma sempre al massimo, ma imparare a gestire i momenti di calo senza concedere immediatamente all’avversario la possibilità di rientrare nella partita. La buona notizia è che il difetto emerge dentro una squadra che sta comunque viaggiando a ritmi altissimi. E Gasperini avrà ora tre settimane per lavorarci durante la sosta.La Roma ha eliminato molti dei problemi della scorsa stagione. Adesso deve curare quello che sembra essere diventato il primo vero vizio della nuova: non lasciare negli spogliatoi, all’intervallo, la fame con cui comincia le partite.FONTE: Il TempoL'articolo FOCUS | Roma, il buio dopo l’intervallo: Gasp ha trovato il primo vero difetto proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.