Germania, l’estrema destra vince nel Meclemburgo e il partito del cancelliere Merz scende al 5%: «Un disastro»

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BERLINO — Nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, il Land dell’ex Germania Est affacciato sul Baltico, l’AfD è per la prima volta il primo partito: attorno al 38% secondo exit poll e proiezioni dell’ARD, la tv pubblica tedesca, contro il 36,5% dei socialdemocratici della Spd, che governano la regione ininterrottamente dal 1998. Ma il numero che ha scosso la capitale è un altro. La Cdu del cancelliere Friedrich Merz si ferma al 4,9%, sotto la soglia di sbarramento del parlamento regionale: è il risultato più basso mai ottenuto dal partito in un Land dal secondo dopoguerra.Merz, 70 anni, da 16 mesi alla cancelleria, si è presentato ieri sera alla Konrad-Adenauer-Haus, la sede federale del partito a Berlino, e non ha cercato attenuanti: «Non possiamo indorare il risultato in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. È un disastro. La Cdu ha combattuto duramente, ma alla fine è stata schiacciata nella polarizzazione fra Spd e AfD». Poi la linea: «Quel che va fatto ora richiede spina dorsale, fermezza e pazienza»; le riforme, ha detto, saranno «l’antidoto al veleno dell’autoritarismo, che penetra sempre più a fondo nella nostra società». Di dimissioni, nemmeno un accenno. Il voto era per un parlamento regionale, ma il conto è arrivato a Berlino.La replica dell’AfD è andata in onda in diretta sulla ZDF, la seconda rete pubblica. «La dichiarazione del cancelliere è stata davvero più che fiacca — ha detto Tino Chrupalla, co-presidente federale del partito —: ha annunciato che andrà avanti come prima, invece di trarre finalmente le conseguenze e dimettersi». Dalla presidente uscente del Land, la socialdemocratica Manuela Schwesig, non risultano invece dichiarazioni nella notte.Perché un 5% in una regione di provincia pesa tanto sul cancelliere? Perché non è il primo colpo. Due settimane fa, il 6 settembre, in Sassonia-Anhalt — altro Land orientale — l’AfD aveva sfiorato il 44%, fermandosi a pochi seggi dalla maggioranza assoluta in un parlamento dove Cdu, Spd, Verdi e Linke escludono ogni intesa con l’estrema destra e un governo non è ancora nato. Da allora, riferisce l’Associated Press, dentro la Cdu circolano richieste di sostituire Merz, anche se nessun dirigente di vertice le ha fatte proprie in pubblico. La promessa su cui il cancelliere aveva costruito la vittoria del 2025, rimettere in moto un’economia ferma da anni, non è stata mantenuta. E la campagna nel Nord-Est ne ha risentito: il deputato Cdu Philipp Amthor, eletto proprio nel Meclemburgo e oggi coordinatore dei rapporti con i Länder alla cancelleria, ha attribuito la sconfitta alle «difficili discussioni sulle persone» delle ultime settimane. Una voce interna al partito, rimasta anonima, è andata oltre: Merz è «fortemente danneggiato» e la Cdu «non può continuare con un cancelliere debole».Berlino, gli affitti e il votoAnche nella capitale, dove si votava lo stesso giorno per il parlamento cittadino, l’AfD cresce: quarta, intorno al 16% nelle proiezioni dell’ARD, dal 9,1% del 2023. Ma qui la partita vera è stata un testa a testa fra la Cdu del sindaco governatore uscente Kai Wegner e la Linke, la sinistra radicale che ha candidato Elif Eralp, con un tema dominante: gli affitti, in crescita da un decennio. Alla Karl-Liebknecht-Haus, quartier generale della Linke, ieri sera si festeggiava; da Wegner, nella notte, nessuna dichiarazione pubblica.Nel Meclemburgo l’estrema destra ha fatto campagna sulle «deportazioni di massa» in una regione anziana, a corto di manodopera qualificata, che conta circa 50.000 lavoratori di origine straniera, secondo Reuters. Ha vinto dove, nei primi anni dopo la riunificazione e fino al 1998, era la Cdu a guidare il governo regionale (poi mai più tornata al potere a Schwerin, la capitale del Land).La Cdu è nata insieme alla Repubblica federale. Nel 1949 il suo primo cancelliere, Konrad Adenauer, apriva la storia della Germania democratica del dopoguerra; da allora, in nessuna elezione regionale il partito era mai sceso sotto il 5%. Ieri sera, nella casa che porta il nome di Adenauer, Merz ha dovuto trovare la parola per quel primato: «disastro».