730, parte il conto alla rovescia per gli invii

Wait 5 sec.

La lunga stagione del 730 si avvia alla conclusione. Per chi non ha ancora presentato la dichiarazione dei redditi, il primo appuntamento da segnare sul calendario è quello del 30 settembre 2026, ultimo giorno utile per accettare, modificare e trasmettere il 730 precompilato direttamente attraverso l’applicazione web dell’Agenzia delle Entrate.La campagna è partita il 30 aprile con la possibilità di visualizzare la dichiarazione predisposta dal Fisco e dal 14 maggio è diventata possibile anche l’accettazione, la modifica e l’invio del modello. Una procedura che può essere gestita direttamente dal contribuente oppure affidata a Caf e professionisti abilitati.Il 30 settembre è la prima scadenza da ricordareIl termine riguarda in particolare i contribuenti che possono utilizzare il modello 730 e che scelgono di presentarlo direttamente online. La platea resta molto ampia: il 730 è pensato soprattutto per lavoratori dipendenti e pensionati e permette di gestire in maniera relativamente semplice rimborsi e conguagli fiscali.È proprio questa una delle ragioni per cui il modello continua a essere molto utilizzato. Quando dalla dichiarazione emerge un credito, il rimborso può essere riconosciuto attraverso il sostituto d’imposta, quindi direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione, secondo le modalità previste. Per chi invece deve versare somme, il 730 consente di gestire il conguaglio attraverso le trattenute previste.Il sistema della precompilata ha inoltre ampliato progressivamente il numero delle informazioni disponibili, riducendo per il contribuente la necessità di inserire manualmente molti dati. Nell’area riservata è possibile controllare anche le fonti delle informazioni utilizzate dall’Agenzia e verificare, tra l’altro, il dettaglio delle spese sanitarie.Prima dell’invio meglio controllare le speseLa comodità del modello precompilato non significa però che il contribuente debba limitarsi a premere il tasto di invio senza effettuare alcuna verifica. Il modello contiene infatti le informazioni disponibili nelle banche dati dell’amministrazione finanziaria, ma possono comunque esserci dati mancanti, incompleti o non aggiornati.Particolare attenzione va riservata alle spese che danno diritto a detrazioni o deduzioni. Tra le voci che possono incidere maggiormente sul risultato finale ci sono spese mediche, interessi sul mutuo, premi assicurativi, spese universitarie e scolastiche, oltre alle diverse agevolazioni legate alla casa.Nella precompilata è possibile consultare il dettaglio delle spese sanitarie e verificare le informazioni utilizzate dall’Agenzia. Se una voce non è presente oppure l’importo non è corretto, il contribuente può intervenire, ma deve naturalmente essere in grado di dimostrare la correttezza della modifica effettuata.C’è poi una differenza importante sul fronte dei controlli: l’accettazione della precompilata senza modifiche comporta specifiche semplificazioni nei controlli documentali sulle spese comunicate all’Agenzia da soggetti terzi. Modificare il modello non significa invece automaticamente entrare in un controllo generalizzato: l’attenzione si concentra sulle informazioni oggetto di modifica, secondo le regole previste.Se il 730 è già stato inviato, l’errore non è irreparabileLa scadenza del 30 settembre non chiude tutte le possibilità per chi si accorge successivamente di avere commesso un errore. Il punto fondamentale è capire che effetto produce la correzione.Se la modifica determina un maggiore credito, un minor debito oppure lascia invariata l’imposta, si può ricorrere al 730 integrativo. Per il 2026 la scadenza è fissata al 26 ottobre, perché il 25 ottobre cade di domenica. In questo caso, però, non è possibile procedere autonomamente online: il modello integrativo deve essere trasmesso attraverso un Caf o un professionista abilitato.È una distinzione da tenere bene a mente, perché il contribuente che scopre un errore dopo l’invio non deve necessariamente rifare da capo la dichiarazione, ma deve utilizzare lo strumento corretto in funzione dell’effetto fiscale della rettifica.Il Redditi correttivoIl discorso cambia quando la correzione comporta un maggior debito, cioè quando emerge che le imposte dovute sono superiori a quelle risultanti dal 730 originariamente presentato. Può accadere, per esempio, se sono stati indicati redditi inferiori a quelli effettivi oppure oneri in misura superiore a quella spettante.In questo caso la strada è il modello Redditi correttivo del 730, che può essere presentato entro il 2 novembre 2026. Anche in questo caso la data è legata al calendario: il 31 ottobre cade infatti di sabato. L’Agenzia conferma espressamente il 2 novembre come termine per il Redditi correttivo del 730. La stessa scadenza del 2 novembre riguarda anche la presentazione del modello Redditi precompilato e alcune ipotesi di Redditi aggiuntivo collegato al 730.E chi si accorge dell’errore più tardi?Il 2 novembre non rappresenta comunque l’ultimo momento utile in assoluto per rimediare a un errore. Dopo quella data è infatti possibile utilizzare, ricorrendone i presupposti, il modello Redditi integrativo.L’Agenzia delle Entrate precisa che, dopo il termine per il Redditi correttivo, è possibile presentare un Redditi integrativo entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione da correggere. Per il 730/2026 si arriva quindi, in questa prospettiva, al 31 dicembre 2031.Naturalmente cambiano procedure, effetti e modalità a seconda del tipo di errore. Per questo la possibilità di correggere una dichiarazione non deve essere interpretata come un invito a rimandare i controlli: la soluzione più semplice resta verificare attentamente il modello prima dell’invio.Il calendario fiscaleLa chiusura della stagione del 730 è quindi meno netta di quanto potrebbe sembrare. Il 30 settembre resta la data centrale per chi deve ancora inviare il 730 precompilato, ma dopo quella giornata rimangono diverse finestre per correggere o integrare quanto già trasmesso. Tra le altre date da ricordare c’è il 12 ottobre, termine entro il quale comunicare al sostituto d’imposta la volontà di non effettuare, oppure di effettuare in misura inferiore, il secondo o unico acconto Irpef. Il 26 ottobre arriva poi la scadenza del 730 integrativo, mentre il 2 novembre rappresenta il termine per il Redditi correttivo del 730.Per chi deve ancora completare la dichiarazione, dunque, la regola più semplice è non aspettare l’ultimo giorno. La precompilata ha reso il procedimento più accessibile e ha trasferito una parte consistente del lavoro direttamente nell’area riservata del contribuente, ma resta indispensabile verificare i dati prima dell’invio. E, soprattutto, sapere già che cosa fare se ci si accorge di un errore può evitare di trasformare una semplice correzione in un problema fiscale.Enrico Foscarini, 21 settembre 2026L'articolo 730, parte il conto alla rovescia per gli invii proviene da Nicolaporro.it.