KIEV — Il tavolo a tre si può fare. Lo dice Kiev, lo conferma Mosca, lo prepara Washington: colloqui tecnici tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, sede ipotizzata gli Emirati Arabi Uniti. Venerdì, per la prima volta, le due capitali in guerra lo hanno detto lo stesso giorno.Ma la giornata in cui arriva la conferma pesa. Dalle 7:58 del mattino (le 6:58 in Italia) alle prime ore del pomeriggio i droni russi a reazione hanno colpito la capitale ucraina in tre ondate: cinque morti, tra cui un ragazzo di 14 anni, e una ventina di feriti. E il tavolo, per ora, è una data che nessuno ha ancora scritto: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky attende dagli americani giorno e luogo, il Cremlino ha confermato senza dare dettagli.La sequenza degli attacchi la ricostruisce Reuters, un cui giornalista ha sentito la prima esplosione vicino al centro. Pochi minuti dopo l’allarme un drone ha centrato un palazzo di 16 piani a Pechersk, il quartiere dei ministeri, tra il settimo e il decimo piano: la polizia ha annunciato la morte di un quattordicenne e almeno sette feriti. Verso le 9:30 una seconda esplosione ha danneggiato un edificio commerciale nel distretto di Podilskyi; alle 10:50 l’amministrazione militare cittadina contava 14 feriti, tra cui un bambino di 9 anni. Nel pomeriggio il colpo più grave, su un palazzo di uffici a Solomianskyi, a ovest del centro. «Quattro persone sono state uccise in seguito all’impatto di un drone su un edificio per uffici nel distretto di Solomianskyi. Uno dei sette feriti è un bambino», ha scritto su Telegram il sindaco Vitali Klitschko. I corpi sono stati trovati nel parcheggio, dove i soccorritori hanno spento le auto in fiamme.A Odessa, sul Mar Nero, il governatore regionale ha riferito un morto e un ferito in attacchi «massicci» su una zona residenziale e sui depositi di un operatore postale. Giovedì erano stati almeno otto i civili uccisi in Ucraina, sei dei quali braccianti agricoli nella regione di Kharkiv, secondo il ministro dell’Interno. I numeri di lungo periodo li tiene la Procura generale: 744 bambini uccisi e 2.903 feriti dall’inizio dell’invasione su vasta scala, al 24 settembre.Il tavolo negli EmiratiPer capire bisogna tornare indietro di tre giorni. Martedì 22 Zelensky ha incontrato Donald Trump a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’Onu. Mercoledì il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov diceva: «Per ora non ci sono i presupposti per passare a un binario negoziale di pace, benché noi, parte russa, restiamo aperti ai colloqui». Venerdì la stessa voce ha detto che un trilaterale può essere vicino. Che cosa è cambiato in 48 ore? Nel mezzo c’è l’incontro del 24 settembre negli Stati Uniti tra l’inviato del Cremlino Kirill Dmitriev e gli emissari di Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner — a inizio mese a Mosca e a Kiev —, che per Peskov ha riguardato la cooperazione economica. «La parte americana ha proposto un incontro a livello tecnico in formato a tre», ha detto Zelensky ai cronisti. «Attendiamo dagli Stati Uniti una proposta sulla data e gli Usa hanno suggerito gli Emirati come possibile sede».Da New York Zelensky ha portato a casa anche la promessa, riferita da lui stesso, di una licenza per produrre in Ucraina missili Patriot avanzati: ci vorrebbe comunque più di un anno per metterli in servizio. Su X ha scritto: «La Russia non farà che scalare con l’avvicinarsi dell’inverno se non c’è pressione. Perché la diplomazia funzioni, le sanzioni Usa vanno applicate e quelle europee rafforzate». Intanto, secondo il Financial Times, domenica Trump gli aveva chiesto di fermare i raid sulle raffinerie russe, che fanno salire il prezzo del diesel. Kiev non si è fermata: dopo Mosca e Jaroslavl, nelle ultime 24 ore ha colpito impianti in Baschiria e nella regione di Samara, e venerdì la raffineria di Novoshakhtinsk, nel Rostov, ha sospeso l’attività mentre Mosca dichiarava una cinquantina di droni abbattuti. Il tavolo, se si aprirà, si apre così: ciascuno ci arriva con il colpo più recente ancora in mano.Mosca non ha commentato le vittime civili di venerdì. Giovedì il ministero della Difesa russo aveva rivendicato colpi su impianti di produzione di droni a Kiev, su due centri di telecomunicazioni «al servizio dei militari ucraini» e sulla logistica del porto di Odessa. Il formato a tre, anche se prenderà data, non tocca per ora né il cessate il fuoco energetico né il Mar Nero, i due dossier su cui Washington insiste. E non tocca l’inverno: Zelensky ha già avvertito di una carenza di droni e di un buco di bilancio da 27 miliardi di dollari, quasi tutto in armi. La data non c’è. L’inverno sì.