Codardi morali. Così Benjamin Netanyahu ha apostrofato i delegati che hanno abbandonato l’aula dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite al suo arrivo. Il premier israeliano ha respinto le accuse di genocidio a Gaza definendole «la più grande bugia del secolo» e ha rivendicato il diritto di Israele a combattere contro l’Iran. Il discorso, pronunciato giovedì 24 settembre, è stato accolto da applausi, contestazioni e da una sala in gran parte svuotata. Netanyahu ha sostenuto che l’azione contro Teheran fosse «una delle decisioni più facili» mai prese e ha affermato che Israele, difendendosi, proteggerebbe anche i Paesi i cui rappresentanti avevano lasciato l’aula. Ha ringraziato il presidente statunitense Donald Trump per il sostegno e previsto la caduta del governo iraniano, senza indicare elementi a sostegno di questa previsione.«Mamdani antisemita»La replica alle accuse internazionali è stata il filo conduttore dell’intervento. Netanyahu ha preso di mira anche il sindaco di New York Zohran Mamdani, che lo aveva definito un criminale di guerra e aveva chiesto che fosse arrestato in base al mandato della Corte penale internazionale. Il premier ha bollato Mamdani come «antisemita» e lo ha accusato di mettere in pericolo gli ebrei della città. Il sindaco ha risposto che il discorso era servito a ripetere «menzogne infondate» per ripulire l’immagine del governo israeliano. Il mandato della Corte penale internazionale riguarda accuse di crimini di guerra e crimini contro l’umanità, non di genocidio. (L’attacco a Francia, Uk e TurchiaNel mirino sono finiti anche Francia e Regno Unito, dopo le critiche rivolte da entrambi i Paesi alla politica israeliana e agli insediamenti. Netanyahu ha contestato l’uso del termine «colonialismo» riferito a Israele, sostenendo che furono proprio le potenze europee a coniarlo. Ha inoltre attaccato Ankara: ha definito il presidente Recep Tayyip Erdoğan un «tiranno» e accusato la Turchia di diffondere menzogne antisemite e di ospitare dirigenti di Hamas. La risposta turca è arrivata il giorno successivo. Burhanettin Duran, responsabile della comunicazione della presidenza, ha definito le accuse «prive di fondamento» e ha affermato che le parole di Netanyahu non cancellano la catastrofe umanitaria a Gaza né i procedimenti avviati nei suoi confronti sul piano internazionale. Ankara ha ribadito il proprio sostegno ai palestinesi. «Cosgiordania: coloni? No,giovani delinquenti»Netanyahu ha liquidato le violenze dei coloni israeliani in Cisgiordania come azioni di un manipolo di delinquenti», accu sando governi stranieri e stampa di ingigantirne la portata. Secondo l’agenzia umanitaria delle Nazioni Unite, nel 2026 sono stati registrati oltre 1.600 attacchi di coloni; il ministero della Sanità palestinese riferisce inoltre di 104 palestinesi uccisi da coloni o soldati israeliani e di quattro israeliani uccisi da palestinesi nello stesso periodo. La guerra a Gaza è iniziata dopo l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, che uccise circa 1.200 persone in Israele e portò al rapimento di 251 ostaggi. Il ministero della Sanità di Gaza, parte dell’amministrazione guidata da Hamas, ha registrato almeno 73.922 palestinesi uccisi nell’offensiva israeliana. Il governo israeliano respinge le accuse di genocidio e di crimini di guerra. Proteste: arrestata l’attrice Susan SarandonLa visita a New York è stata accompagnata da manifestazioni contrapposte. La polizia ha fermato circa cento persone, secondo fonti citate da CBS, ma al momento della pubblicazione non era ancora disponibile un bilancio definitivo delle accuse. Tra le persone portate in custodia figurano le attrici Susan Sarandon e Hannah Einbinder, oltre a esponenti politici locali. Subito via per motivi di sicurezzaIl primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è ripartito per Israele subito dopo il suo discorso, dopo aver incontrato i leader di quattro nazioni sudamericane: Argentina, Paraguay, Panama e Bolivia, esortando i tre Paesi ad approfondire i legami con Israele attraverso gli Accordi di Isacco. I media israeliani hanno ipotizzato che la visita di Bibi a New York sia stata ridotta per motivi di sicurezza.