Perché è giusto usare l’Esercito per garantire sicurezza

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Nelle ultime settimane si è aperto, all’interno del centrodestra e dello stesso Governo, un dibattito sulla possibilità di ampliare l’impiego delle Forze armate nelle attività di prevenzione e contrasto della criminalità. Le soluzioni prospettate sono diverse, ma tutte accomunate dalla consapevolezza che l’impiego delle Forze armate nella sicurezza interna non possa esaurirsi nella presenza statica o simbolica davanti a stazioni o ambasciate, ma debba essere inserito in una strategia più ampia di controllo del territorio.Questa improvvisa impennata del dibattito non può non richiamare quanto accadde il 4 marzo scorso, quando Roberto Vannacci presentò a Roma il pacchetto sicurezza denominato “Tolleranza zero”. Fra le proposte illustrate vi era anche quella di impiegare reparti delle Forze armate come presidio stabile dello Stato nelle aree urbane maggiormente compromesse. La proposta suscitò reazioni particolarmente accese e fu rappresentata da alcuni commentatori come un progetto di militarizzazione delle città, quando non addirittura come un’iniziativa incompatibile con i principi costituzionali.Una polemica analoga si è ripetuta in agosto quando Vannacci, presentando il generale dei Carabinieri Carmelo Burgio quale candidato di Futuro Nazionale alla carica di sindaco di Milano, affermò che avrebbe saputo come “rastrellare Rogoredo”. A distanza di pochi mesi, temi molto simili vengono affrontati, con modalità e sfumature differenti, dai partiti della maggioranza. Qui non si tratta di rivendicare una primogenitura politica, ma di rilevare come una proposta inizialmente liquidata come estrema sia oggi divenuta oggetto di un confronto istituzionale serio.L’idea di Futuro Nazionale non è mai stata quella di sostituire le Forze di polizia con l’Esercito. Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di finanza devono continuare a svolgere le attività investigative, le operazioni di polizia giudiziaria e gli interventi propri delle rispettive competenze. Il problema nasce dopo che tali operazioni si sono concluse.In alcune zone delle nostre città, infatti, lo Stato riesce a intervenire con efficacia, effettuando arresti, sequestrando armi e sostanze stupefacenti e disarticolando le organizzazioni criminali. Quando, però, i reparti impiegati lasciano il territorio, la criminalità si riappropria subito degli stessi spazi. L’impiego stabile di unità militari potrebbe servire proprio a consolidare i risultati delle operazioni di polizia, mantenendo il controllo delle aree riconquistate e impedendo la ricostituzione delle piazze di spaccio e delle altre forme di occupazione criminale del territorio.Riteniamo, inoltre, che ad alcune unità delle Forze armate, selezionate e specificamente formate, possano essere attribuite circoscritte funzioni di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Pensiamo a un’abilitazione funzionale e limitata al servizio svolto, che consenta di bonificare territori infestati dalla criminalità, eseguire provvedimenti giudiziari, intervenire in caso di flagranza, compiere gli atti urgenti e indifferibili, preservare le fonti di prova ed effettuare, quando necessario, gli immediati sequestri, con la successiva consegna delle persone e degli atti alla Forza di polizia competente. Una simile disciplina richiederebbe naturalmente una legge chiara, una rigorosa delimitazione dei poteri, un’adeguata formazione e il coordinamento con l’autorità di pubblica sicurezza e con l’autorità giudiziaria. Non vi è, tuttavia, alcun ostacolo costituzionale insuperabile.Il confronto in corso offre anche l’occasione per una riflessione politica più ampia. Sono tra coloro che auspicano che il centrodestra e Futuro Nazionale arrivino, prima o poi, a un accordo o comunque a una stabile comunione d’intenti. Le differenze esistono e non possono essere nascoste. Futuro Nazionale ha posto alcune precise linee politiche, la più importante delle quali riguarda la prosecuzione del finanziamento e del sostegno militare all’Ucraina. Un’alleanza, tuttavia, non richiede la piena coincidenza su ogni questione, ma la capacità di individuare obiettivi comuni e di costruire su di essi un rapporto leale.Per questa ragione, il fatto che il centrodestra sia oggi giunto sulla sicurezza a conclusioni vicine a quelle già prospettate da Futuro Nazionale non costituisce per noi un motivo di vanto fine a se stesso né l’occasione per rivendicare di avere avuto ragione per primi. Piuttosto, dimostra come idee inizialmente differenti possano progressivamente avvicinarsi e fondersi quando sono sorrette dalla condivisione degli stessi obiettivi. Nel caso specifico, l’obiettivo comune è restituire allo Stato il pieno controllo del territorio e garantire maggiore sicurezza ai cittadini.Le coalizioni politiche più solide non nascono dall’assenza di differenze, ma dalla capacità di comporle all’interno di una visione comune, riconoscendo ciò che unisce senza pretendere di cancellare le rispettive identità. Se sul tema della sicurezza un simile percorso si sta già realizzando, significa che anche su altre questioni potrà essere cercata una sintesi seria e leale.Il fatto che oggi anche nel centrodestra si discuta di un impiego più efficace delle Forze armate nella sicurezza interna costituisce, a mio giudizio, un segnale positivo e dimostra che la proposta di Futuro Nazionale non era né irragionevole né estranea alla cultura politica del centrodestra. Anzi, aveva anticipato una riflessione che, di fronte alla crescente domanda di sicurezza proveniente dai cittadini, è ormai diventata inevitabile e che può contribuire ad avvicinare forze politiche diverse, ma animate dalla volontà di perseguire obiettivi comuni.Giorgio Carta, 24 settembre 2026L'articolo Perché è giusto usare l’Esercito per garantire sicurezza proviene da Nicolaporro.it.