Un fronte comune delle principali leghe europee per chiedere una riforma strutturale della FIFA. Premier League, Bundesliga, LaLiga e Lega Serie A hanno pubblicato una dichiarazione congiunta nella quale contestano l’attuale modello di governance dell’organismo mondiale e chiedono un maggiore coinvolgimento degli stakeholder nelle decisioni che incidono direttamente sul calcio per club.Il documento è firmato da Richard Masters, chief executive della Premier League, Marc Lenz, CEO della Bundesliga, Javier Tebas, presidente de LaLiga, e Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A. Al centro del comunicato ci sono soprattutto la concentrazione dei poteri all’interno della FIFA, il rapporto tra la funzione di regolatore e quella di organizzatore commerciale di competizioni e il ruolo delle leghe nelle decisioni relative al calendario internazionale.Le quattro leghe richiamano inoltre il caso FIFA Forward Enterprise, progetto successivamente ritirato, e il ricorso presentato alla Commissione europea nell’ottobre 2024 sul calendario internazionale. La richiesta è quella di introdurre un nuovo modello basato su tre principi: un ruolo effettivo degli stakeholder nelle decisioni, processi fondati su analisi indipendenti e una maggiore separazione tra attività regolatoria e commerciale.Di seguito, il comunicato integrale pubblicato questa mattina:«Per unire il calcio, la FIFA deve riformarsi»La Coppa del Mondo può rappresentare il vertice del nostro sport, ma le fondamenta del calcio vengono sostenute settimana dopo settimana, negli stadi pieni e nelle comunità locali, da giocatori, tifosi, club e leghe che vi si dedicano in tutto il mondo.Negli ultimi anni, le storiche fondamenta del calcio sono state minacciate da un problema di governance fondamentale, in base al quale il presidente della FIFA ha promosso attivamente idee di sfruttamento anziché proteggere il sistema da esse. E sebbene gli stakeholder del calcio abbiano infine costretto al ritiro del progetto FIFA Forward Enterprise, le condizioni che hanno portato alla nascita di FFE restano immutate.Il presidente della FIFA ha ora riconosciuto la necessità di una riforma, ma non è sufficiente esplorare modifiche superficiali e procedurali all’indomani del caso FFE: è essenziale una riforma profonda della governance per ristabilire chiari confini costituzionali all’interno della FIFA, compresa la garanzia che le singole questioni disciplinari rimangano in modo dimostrabile al riparo da interferenze politiche.Il futuro della FIFA riguarda tutti coloro che hanno a cuore il calcio, perché il nostro sport non può crescere a livello globale se le sue fondamenta vengono indebolite.Il problema di governance della FIFA va ben oltre il ruolo di una singola persona. La questione più ampia è se il presidente della FIFA debba esercitare contemporaneamente un simile potere regolamentare, commerciale e politico senza efficaci sistemi di controllo ed equilibrio, compreso il consenso degli stakeholder interessati. Più di un decennio fa, in seguito a procedimenti penali che coinvolsero alti dirigenti del calcio, lo stesso processo di riforma della FIFA cercò di affrontare questi problemi. Eppure, ancora una volta, il calcio ha subito uno dei più gravi abusi di potere nella storia della FIFA.Prendiamo posizione insieme, in qualità di membri fondatori di European Leagues e della World Leagues Association, perché comprendiamo come l’incessante espansionismo della FIFA abbia conseguenze su tutti. Ognuno di noi è custode di un sistema professionistico che collega la base del nostro sport alle competizioni nazionali e internazionali di vertice. Riunendo milioni di persone, i campionati nazionali di calcio di tutto il mondo hanno un impatto sociale ed economico rilevante: sostengono interi settori economici, creano posti di lavoro e investono nello sviluppo del calcio di base, contribuendo inoltre in maniera significativa al gettito fiscale delle nostre comunità.Circa l’1% dei calciatori professionisti del mondo prende parte alla Coppa del Mondo FIFA, mentre tutti gli altri giocatori e i loro club smettono di competere quando i campionati nazionali vengono interrotti. Eppure, quando la FIFA assume unilateralmente decisioni importanti che ci riguardano direttamente – per esempio ampliando il Calendario Internazionale delle Partite (IMC) e prolungando i periodi nei quali le competizioni nazionali devono fermarsi – gli stakeholder maggiormente colpiti non vengono coinvolti in modo significativo nel processo decisionale. Una governance della FIFA che concentra in un unico ufficio un potere regolamentare, commerciale e politico privo di adeguati contrappesi, relegando al tempo stesso gli stakeholder interessati a un semplice ruolo consultivo, non è adeguata allo scopo.Negli ultimi anni, la giurisprudenza internazionale ha costantemente ribadito lo stesso principio: gli organismi di governo dello sport possono regolamentare il nostro gioco, ma il loro potere non è illimitato. Quando la FIFA intende organizzare competizioni, deve anche neutralizzare un conflitto di interessi intrinseco attraverso regole e criteri che siano trasparenti, oggettivi, non discriminatori e proporzionati, adottati in maniera inclusiva e sottoposti a un’effettiva revisione indipendente.Il ricorso sul calendario internazionale presentato dalle leghe alla Commissione europea nell’ottobre 2024 è una conseguenza di un quadro di governance inadeguato, nel quale la FIFA può utilizzare la propria autorità regolamentare per perseguire i propri obiettivi commerciali senza tenere conto dell’impatto sulla sostenibilità economica e sociale delle competizioni nazionali, che coinvolgono tutti gli stakeholder.Tutto questo deve cambiare ora, per il bene del calcio.Chiediamo quindi congiuntamente una nuova struttura di governance per l’organismo che governa il calcio mondiale, che sia trasparente, oggettiva, proporzionata e inclusiva e che si fondi su tre impegni fondamentali. Chiediamo alla FIFA di:1. Dare agli stakeholder interessati un ruolo reale nel processo decisionaleLa FIFA deve istituire un organismo permanente che rappresenti i principali stakeholder, comprese le federazioni nazionali, le leghe, i club e i calciatori, sia nel calcio maschile sia in quello femminile. Questo nuovo organismo deve essere pienamente informato sulle nuove iniziative e avere un ruolo significativo nel processo decisionale della FIFA. Il consenso dei gruppi di stakeholder direttamente interessati da una decisione deve essere necessario per le decisioni riguardanti, tra le altre questioni, il calendario, l’occupazione, le competizioni e gli asset fondamentali del calcio.2. Garantire decisioni basate su evidenzeOgni proposta importante della FIFA deve partire da una motivazione chiaramente definita, da elementi a supporto e da una valutazione indipendente, pubblicati prima di qualsiasi decisione, che prendano in considerazione giocatori, club, leghe e tifosi e valutino l’impatto su tutti gli stakeholder e sullo sviluppo del calcio. Deve essere esaminata una pluralità di opzioni e le decisioni finali devono essere accompagnate dalla pubblicazione delle relative motivazioni.3. Proteggere il ruolo regolamentare della FIFA dalla sua funzione commercialeIl ruolo della FIFA come organismo regolatore e custode del gioco deve essere protetto dalla sua funzione commerciale di organizzatore globale di competizioni attraverso solide garanzie istituzionali, in modo da preservare fiducia, legittimità e responsabilità. Gli organismi che si occupano di etica, supervisione finanziaria ed elezioni devono disporre di nomine, bilanci e poteri realmente indipendenti dall’amministrazione della FIFA e dalla presidenza. Queste riforme garantiranno che i diritti sulle principali competizioni della FIFA, compresa la Coppa del Mondo, siano custoditi nell’interesse dell’intero mondo del calcio.Guardando avantiIn questo momento cruciale per il nostro sport, incoraggiamo i candidati alla presidenza della FIFA a sostenere questi principi e, entro i primi 100 giorni del prossimo mandato presidenziale, a convocare una Convenzione sulla Governance presieduta da una figura indipendente, con la rappresentanza delle federazioni affiliate e della più ampia comunità calcistica, incaricata di presentare pubblicamente le proprie conclusioni entro sei mesi.Tutti i candidati alla presidenza della FIFA dovrebbero pubblicare il proprio programma di riforme, discuterne i contenuti e rispettare regole elettorali eque. Le risorse finanziarie, legali, di comunicazione e di marketing della FIFA, così come i suoi fondi destinati allo sviluppo del calcio, devono rimanere rigorosamente neutrali e non devono mai creare un vantaggio elettorale per alcun candidato.Invitiamo le confederazioni, le federazioni nazionali, le leghe, i club, i sindacati dei calciatori, le associazioni dei tifosi e le autorità pubbliche di ogni continente a unirsi a questa causa sostenendo questi principi.Questo è il momento di decidere non soltanto chi guiderà la FIFA, ma anche come la FIFA dovrà essere guidata. Le leghe hanno un ruolo cruciale da svolgere in questo processo e vogliamo assicurarci che la voce di ogni lega venga ascoltata.Il calcio ha bisogno che la FIFA sia un’istituzione forte. Ma la forza deve essere accompagnata dalla responsabilità. L’autorità della FIFA può derivare soltanto dalla condivisione delle responsabilità, dall’accettazione dei controlli e dalla capacità di conquistare fiducia.