Il presidente francese Emmanuel Macron ritiene credibile l’ipotesi che la Russia possa procedere a una nuova mobilitazione di circa 300mila uomini per proseguire la guerra in Ucraina e tentare di conquistare l’intero Donbass. Mosca nega però che una nuova mobilitazione sia in preparazione e sostiene che il reclutamento volontario sia sufficiente a soddisfare le esigenze delle forze armate.Macron ne ha parlato nella serata ieri, durante un’intervista trasmessa da TF1 e France 2. «Oggi lo scenario più credibile, del quale si parla frequentemente, è quello di circa 300mila uomini», ha affermato il presidente francese, aggiungendo che vi sarebbero «diversi indizi» secondo i quali la Russia si starebbe organizzando in questa direzione.Macron ha precisato che le valutazioni francesi si baserebbero su informazioni provenienti dai servizi europei e statunitensi e dall’Ucraina. Il presidente non ha tuttavia reso pubblici gli elementi di intelligence sui quali si fonda la previsione e resta quindi impossibile verificarli indipendentemente.Secondo Macron, il segnale proveniente da Mosca sarebbe quello della disponibilità a sostenere ulteriori costi umani pur di conquistare la parte del Donbass ancora controllata dall’Ucraina. Il presidente francese ha sostenuto che, mantenendo l’attuale ritmo delle operazioni, alla Russia potrebbero servire ancora «un anno e mezzo, due anni» per raggiungere questo obiettivo. Si tratta di una valutazione formulata dal presidente francese e non di una previsione verificabile sull’andamento futuro del conflitto.Macron ha collegato l’eventuale nuova mobilitazione anche alle recenti elezioni russe per la Duma. Secondo il presidente francese, Mosca avrebbe atteso la conclusione del voto prima di valutare un nuovo aumento degli effettivi. Non è inoltre certo, ha aggiunto, che un eventuale reclutamento supplementare venga annunciato pubblicamente come una nuova mobilitazione.Il Cremlino sostiene una versione opposta. Il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov aveva già smentito il 18 settembre le indiscrezioni secondo cui Mosca si preparerebbe a mobilitare altri 300mila uomini entro la fine dell’anno. «No. Non esistono piani del genere», aveva dichiarato rispondendo alle notizie circolate sulla stampa internazionale.Anche Vladimir Putin aveva affrontato la questione all’inizio di settembre, affermando che al momento non esisterebbe uno scenario nel quale sia necessaria una nuova mobilitazione. Secondo la posizione ufficiale del Cremlino, le necessità delle forze armate vengono soddisfatte attraverso il reclutamento volontario e i contratti di servizio. La stessa linea è stata sostenuta dal vicepresidente del Consiglio di sicurezza Dmitrij Medvedev, secondo il quale il ritmo degli arruolamenti sarebbe sufficiente alle esigenze militari russe.Le due posizioni sono quindi nettamente contrapposte. Parigi afferma di vedere segnali che rendono credibile una mobilitazione di circa 300mila uomini; Mosca sostiene che non esista alcun piano in tal senso. Al momento non sono stati resi pubblici elementi sufficienti per stabilire indipendentemente se una nuova mobilitazione sia effettivamente in preparazione.Le dichiarazioni di Macron si inseriscono inoltre in una valutazione più ampia della minaccia russa. Il presidente francese ha affermato che nelle ultime settimane sarebbero aumentate le «azioni ostili» contro l’Europa, citando operazioni informative, attacchi informatici e possibili sabotaggi. Secondo Macron, Mosca considererebbe l’Europa una retrovia strategica dell’Ucraina proprio perché i Paesi europei sostengono militarmente ed economicamente Kiev.Nella stessa intervista Macron ha però smentito un’altra informazione circolata negli ultimi giorni: quella secondo cui la Cia avrebbe avvertito Francia, Italia e Spagna di un imminente attacco russo condotto con droni lanciati da navi mercantili. Il presidente ha precisato che i servizi francesi non hanno ricevuto dalla Cia un simile avvertimento.Macron distingue quindi tra l’assenza di conferme su uno specifico piano di attacco e una valutazione generale secondo cui la pressione russa sull’Europa starebbe aumentando. È all’interno di questa seconda valutazione che Parigi colloca anche l’ipotesi dei 300mila nuovi militari.Sul punto decisivo, tuttavia, rimangono per ora due affermazioni inconciliabili: l’Eliseo sostiene di disporre di indicazioni che rendono credibile una nuova mobilitazione, mentre il Cremlino afferma che una simile decisione non è prevista.