AGI - "È orrendo quello che sto subendo, un'ingiustizia impressionante. Devono ridarmi i miei figli. Li amo da morire". A parlare è Alessandro Costanza, il padre delle due sorelline di San Cataldo (Caltanissetta) sparite la sera di venerdì 18 settembre e ritrovate l'indomani pomeriggio all'interno di un negozio che vende articoli cinesi, in corso Vittorio Emanuele, poco distante dalla loro abitazione.In lui c'è tanta rabbia e disperazione dopo che i suoi sei figlioletti, tre maschi e tre femmine di età compresa tra i 5 e i 13 anni, sono stati portati in una comunità a Serradifalco. La vicenda è al vaglio del Tribunale per i minorenni di Caltanissetta.La challenge sui socialLe indagini della Procura di Caltanissetta hanno chiarito che si è trattato di una challenge sui social e adesso il caso va verso l'archiviazione. "Su di me - dice Costanza - è stato buttato tanto fango, ma io li adoro. Li amo con tutto me stesso e li rivoglio a casa. Li ho cresciuti in maniera sana e pulita e mi sono sempre comportato bene. Dopo la separazione dalla mia ex moglie, recentemente ho ottenuto l'affidamento esclusivo grazie anche ai servizi sociali, gli stessi che ora hanno deciso per l'allontanamento. Ho dimostrato che anche da solo e con l'aiuto delle baby-sitter, riesco a crescerli e a prendermi cura di loro".Il papà delle sorelline: "Continuerò a lottare per riavere i miei figli"Costanza spiega anche di non averli ancora visti: "Li incontrerò oggi pomeriggio (venerdì 25 settembre, ndr), ma solo per un'ora. Li hanno strappati a me, ai loro affetti, alla loro casa, ai loro amici. Quello che sta succedendo è uno scempio. Mi atterrò alle leggi, ma non è giusto quello che sta succedendo". Il papà delle due sorelline spiega anche perché non è andato subito in caserma a denunciare la scomparsa delle figlie: "Ero terrorizzato quella sera. Non volevo creare allarmismo. Le ho cercate per tutta la notte. Dovrebbero comprendere il mio stato d'animo. Per via di una bravata non possono togliermi tutti i miei figlioletti. Li controllo sempre, sono un padre affettuoso e premuroso. Solo i tre figli più grandi hanno il cellulare. Sapevo quali video guardavano, sono video che guardano tutti gli adolescenti. Non ho nulla da nascondere e continuerò nella mia battaglia affinché i miei figli possano ritornare al più presto da me".