Da mesi in Germania l’allarme politico ha un nome preciso: Afd. L’avanzata della destra viene osservata con crescente preoccupazione, tra ipotesi di cordoni sanitari e discussioni sull’accesso del partito alle informazioni sensibili dello Stato. Ma mentre Berlino guarda con il fiato sospeso a destra, proprio nella capitale tedesca è la sinistra a ritrovarsi alle prese con interrogativi tutt’altro che secondari. Antisemitismo, ambienti islamisti e rapporti controversi dentro il mondo progressista sono finiti al centro del dibattito dopo il successo elettorale della Linke di Elif Eralp.A sollevare il caso non è l’Afd e nemmeno un esponente della Cdu. È Güner Balci, socialdemocratica e delegata all’integrazione di Neukölln, uno dei quartieri più delicati della capitale. In un intervento pubblicato da Die Welt, Balci punta il dito contro quella che considera una pericolosa vicinanza costruita nel tempo tra settori della sinistra berlinese e ambienti palestinesi radicali. Secondo la sua ricostruzione, reti riconducibili ad Hamas e al Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina avrebbero trovato nella capitale tedesca interlocutori politici soprattutto nella Linke e, in alcuni casi, anche in settori di Spd e Verdi.Il terreno principale dello scontro è Neukölln. Qui negli ultimi anni si sono moltiplicate le polemiche intorno al rapporto tra politica, questione palestinese e antisemitismo. Balci richiama anche le indagini delle autorità federali su presunti progetti terroristici e sostiene che gli ambienti estremisti continuino a essere presenti nel quartiere anche dopo lo scioglimento di alcune associazioni finite sotto osservazione. La sua accusa è politica: una parte della sinistra avrebbe sottovalutato il problema, quando non cercato consenso proprio in quegli ambienti.Eralp, diventata il volto della vittoria della Linke alle elezioni berlinesi con il 25,7 per cento dei voti, era già finita al centro delle polemiche durante la campagna elettorale. In agosto, interrogata sui presunti rapporti tra esponenti del suo partito e Hamas, aveva detto di non esserne a conoscenza. Nella stessa occasione aveva però riconosciuto l’esistenza di forme di antisemitismo anche all’interno dell’ambiente della sinistra, ribadendo la propria opposizione al fenomeno. Leggi anche:Democrazia morta: vogliono negare all’Afd l’accesso ai piani segreti di guerraPoi c’è stato il caso del rapper Dahabflex. Durante una manifestazione elettorale della Linke a Neukölln erano stati pronunciati slogan e versi come “Death to the IDF” e “Yalla Yalla Intifada”. Eralp aveva reagito chiedendo chiarimenti e conseguenze, definendo inaccettabili gli appelli alla violenza e rivendicando la tutela della vita ebraica. Un episodio che, tuttavia, aveva nuovamente acceso il confronto interno al partito sull’antisemitismo e sull’ala più radicale del movimento filo-palestinese.Ora Balci alza ulteriormente il livello dello scontro. Secondo l’esponente della Spd, il risultato della Linke andrebbe letto anche alla luce del consenso raccolto in alcuni settori della popolazione migrante. È Balci, non un dato elettorale verificato, a sostenere che Eralp non avrebbe ottenuto un risultato altrettanto forte senza il sostegno di elettori antisemiti di origine migratoria. Un’accusa particolarmente pesante proprio perché arriva dall’interno del campo progressista.Il paradosso politico berlinese sta tutto qui. Mentre partiti e istituzioni tedesche si interrogano sui rischi connessi alla crescita dell’Afd, nella capitale la forza arrivata prima alle urne deve fare i conti con un’altra questione: le frange radicali presenti nella sinistra, il rapporto con gli ambienti islamisti e il problema dell’antisemitismo. Eralp respinge l’idea di collegamenti con Hamas e ha condannato pubblicamente gli episodi più controversi. Ma le denunce di Balci dimostrano che la questione non arriva dall’esterno: attraversa ormai apertamente lo stesso fronte progressista tedesco.E forse è proprio questo il punto che Berlino non può permettersi di ignorare. Guardare con attenzione a ciò che accade nell’Afd non impedisce di chiedersi cosa stia succedendo dall’altra parte dello schieramento politico. Soprattutto quando a porre la domanda è una dirigente della Spd.Massimo Balsamo, 25 settembre 2026L'articolo Tutti contro l’Afd, ma a Berlino scoppia il caso Linke: l’allarme sui rapporti con Hamas proviene da Nicolaporro.it.