Africa, presentata a New York la Carta Ecam: nove principi per trasformare gli investiment...

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AGI - Trasformare gli investimenti, le risorse e le competenze internazionali in maggiore capacità produttiva, occupazione, innovazione e sviluppo sostenibile in Africa. È questo l’obiettivo della "Ecam Charter on Africa", la carta di principi presentata oggi a New York in occasione dell’ottava edizione dell’Ecam Council, fondato e presieduto da Kamel Ghribi, presidente di Gksd Investment Holding e vicepresidente del Gruppo San Donato.La Charter non è un nuovo organismo né un programma di finanziamento, ma un quadro di principi attraverso cui Ecam intende orientare le proprie iniziative e le partnership con governi, imprese, investitori e istituzioni internazionali. L’obiettivo è promuovere un modello di collaborazione nel quale una quota maggiore del valore generato dalle risorse africane venga prodotta e trattenuta nel continente, contribuendo alla crescita delle economie locali.La presentazione è avvenuta a New York nel quadro della settimana dell’81esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. L’Ecam Council ha riunito presidenti, primi ministri e ministri di Paesi africani, europei e del Golfo, tra cui, per l’Italia, il ministro degli Esteri e della Cooperazione internazionale Antonio Tajani, per l’Albania il primo ministro Edi Rama, per il Kenya il presidente William Ruto e per la Repubblica del Congo il primo ministro Judith Suminwa Tuluka. Ai lavori hanno partecipato anche Luigi Di Maio, rappresentante speciale dell’Unione europea per i Paesi del Golfo, e Tedros Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms.Africa sempre più centrale nella geopolitica mondialeLa Carta nasce dalla considerazione che l’Africa sia sempre più centrale nelle trasformazioni economiche, tecnologiche e geopolitiche globali e che il suo sviluppo sia strettamente legato all’evoluzione dell’economia mondiale. Energia, infrastrutture, nuove tecnologie, catene globali del valore, sicurezza e stabilità sono tra i principali ambiti nei quali Ecam individua la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale."Non dobbiamo più guardare all’Africa soltanto per le risorse che possiede, ma per il valore che può e deve creare. La Charter on Africa nasce da un principio semplice: una partnership è efficace quando trasforma capitali, tecnologia e competenze in capacità produttiva, lavoro, innovazione e opportunità nei Paesi africani. L’Africa deve essere protagonista delle proprie scelte e del proprio sviluppo. Europa, Stati Uniti e Paesi del Golfo possono mettere a disposizione competenze, tecnologia, capacità industriale e investimenti, ma il risultato deve essere costruito insieme ai partner africani e produrre valore duraturo su questo continente. Perché dalla creazione di valore nasce la prosperità, dalla prosperità la stabilità e dalla stabilità possiamo costruire una pace autentica e duratura", ha dichiarato Kamel Ghribi, presidente e fondatore dell’Ecam Council.La Ecam Charter on AfricaLa Ecam Charter on Africa si articola in nove principi che dovrebbero guidare l’azione dell’organizzazione nel quadro degli obiettivi di sviluppo promossi dalle Nazioni Unite. Il primo riguarda la creazione di valore locale: non limitarsi all’estrazione e all’esportazione delle risorse africane, ma favorire la loro trasformazione sul posto, sviluppando filiere produttive, industria e competenze.Partnership pubblico-private tra governi, imprese, investitoriIn questo modo, una quota maggiore del valore economico generato dalle risorse dovrebbe rimanere nei Paesi africani e tradursi in occupazione e capacità produttiva. Tra gli altri principi figurano la promozione di partnership pubblico-private tra governi, imprese, investitori, istituzioni finanziarie, centri di ricerca e organizzazioni internazionali; la realizzazione di progetti concreti e misurabili; e la sostenibilità economica, sociale e ambientale degli interventi.Ruolo centrale alla leadership africanaLa Carta attribuisce inoltre un ruolo centrale alla leadership africana: la definizione delle priorità e la guida dei processi di sviluppo dovrebbero rimanere nelle mani dei partner africani, mentre gli interlocutori internazionali possono contribuire mettendo a disposizione capitali, tecnologia, competenze e capacità industriale.Gli altri principi riguardano la trasparenza e la misurazione dei risultati, l’innovazione e il trasferimento di competenze, l’integrazione regionale attraverso infrastrutture e filiere transfrontaliere e la costruzione di partnership di lungo periodo basate sulla fiducia, sulla continuità e sulla responsabilità condivisa.Con la presentazione della Charter, Ecam punta quindi a passare dai principi alle iniziative concrete, individuando i progetti insieme ai partner africani e coinvolgendo istituzioni, imprese, investitori e organizzazioni internazionali. L’obiettivo è mobilitare capitale, tecnologia e competenze per rafforzare le basi produttive, tecnologiche e industriali del continente e sostenere crescita, occupazione, innovazione, salute e resilienza economica.La visione delineata dalla Carta lega inoltre lo sviluppo economico alla stabilità e alla pace. Secondo l’impostazione di Ecam, la crescita non dovrebbe limitarsi all’esportazione delle materie prime, ma puntare alla creazione di capacità produttive locali.Una maggiore capacità di generare valore dovrebbe quindi favorire la prosperità, rafforzare la stabilità e creare condizioni più favorevoli alla pace. "Lo sviluppo non può limitarsi all’esportazione delle risorse, ma deve creare la capacità di trasformarle localmente; la prosperità diventa condizione di stabilità e resilienza; e la pace non coincide soltanto con l’assenza di conflitto, ma con la possibilità per persone e comunità di costruire un futuro di dignità, opportunità e speranza.Dalle risorse al valore, dal valore alla prosperità, dalla prosperità alla stabilità, dalla stabilità alla pace", ha concluso il presidente Ghribi.