Magic Diary: il diario con l’AI che riscrive le vostre giornate come un racconto restando privato e sicuro nel vostro iPhoneMagic Diary: AI StoriesGianluca ZompaGratisEsistono molte app diario in App Store ma solitamente sono tutte uguali, con variazioni nei colori e nella grafica ma fondamentalmente con le stesse funzioni. Magic Diary prova a spostare la questione altrove: quello che scrivete non resta com’è, ma viene trasformato come se fosse “visto da fuori”, sotto forma di racconto in terza persona. I fatti non si toccano, cambia la distanza da cui li guardate. Ed è una promessa che l’app mantiene senza mandare una sola parola su internet, perché tutta l’intelligenza artificiale gira sul dispositivo.Dell’app, firmata dallo sviluppatore Gianluca Zompa, avevamo già parlato quando era arrivata sull’App Store. Nel frattempo si è aggiornata tante volte, fino ad arrivare alla versione 3.0 dove è stata completamente riprogettata, cambiando la schermata principale, riorganizzando gli strumenti di Apple Intelligence sotto un unico pulsante e rimettendo al centro le pagine scritte invece dei racconti generati.Il mare: la schermata principale è un registratore dell’umoreAprendo l’app non si trova un elenco né un pulsante «Nuova pagina». Si trova un mare notturno, con la luna in alto a sinistra: l’unica voce visibile è Diario, che porta al diario vero e proprio, e in alto a destra c’è l’ingranaggio delle impostazioni. Tutto il resto dello schermo è acqua, e non è decorazione: quel mare è il mood tracker.Per usarlo si appoggia il dito sull’acqua e si trascina a destra o a sinistra. L’onda si alza e si abbassa, e mentre si muove compare l’etichetta di come ci si sente: l’altezza dice quanto è intensa la sensazione, la direzione quanto è piacevole. Quando si lascia la presa, l’app chiede di dare un nome a ciò che si prova, aprendo un elenco di emozioni (calma, ansia, preoccupazione, paura, tensione, stress, fastidio, irritazione e così via) fra cui se ne possono spuntare più di una. Subito dopo si passa alle cause che le hanno mosse (salute, sonno, tempo per sè, famiglia etc). Salvato tutto, il mare risponde: l’acqua si schiarisce e la marea si porta dentro quello che avete appena detto.Toccando il mare in qualsiasi momento si apre lo storico delle registrazioni, che di default è protetto e chiede Face ID prima di mostrare qualcosa. Vale la pena saperlo subito, perché è la parte dell’app che si finisce per usare più spesso: registrare l’umore richiede tre secondi, scrivere una pagina no. Ed il mare è gratuito per sempre, anche senza acquistare nulla.L’archivio: le pagine con le emozioni già in evidenzaDietro la voce Diario c’è l’archivio. Ogni giornata ha la sua intestazione con giorno della settimana e data, e sotto si trovano le pagine scritte: titolo, le prime righe del testo, l’orario e, in piccolo, le emozioni che l’app ha riconosciuto leggendo quella pagina. Nella schermata di esempio la pagina intitolata «Still unpacking», quella di un trasloco con gli scatoloni ancora chiusi, porta le etichette ansia, solitudine e senso di colpa; quella sul sugo della domenica, nata da una telefonata alla madre per farsi dare la ricetta, porta gioia e gratitudine. Scorrendo indietro di qualche settimana, è un colpo d’occhio che racconta parecchio da solo.In alto la data funziona da filtro per periodo, con un menu che si apre e mostra anche quale filtro è attivo in quel momento, mentre il pulsante per creare una pagina nuova sta in basso a destra, dove il pollice lo raggiunge senza acrobazie. Le pagine bloccate restano nell’elenco ma con il contenuto sfocato e illeggibile finché non vi autenticate, e quando ce n’è almeno una compare in alto un lucchetto che le sblocca tutte in una volta.La pagina: testo, foto, memo vocali e lucchettoLa pagina vera e propria è spartana nel senso buono del termine. In cima ci sono data ed ora esatte, il menu dei tre puntini ed il pulsante di Apple Intelligence; sotto, un contatore di caratteri, il titolo in un serif grande e poi il testo. Non ci sono barre di strumenti sempre accese: le scorciatoie di formattazione (grassetto, corsivo, colori, caratteri) compaiono sopra la tastiera su iPhone e nella barra superiore su iPad e Mac, quindi non serve aprire un menu per ogni ritocco.Dal menu dei tre puntini passa tutto il resto: il lucchetto per chiudere a chiave la pagina con Face ID, la modifica, l’aggiunta di una foto, i memo vocali con accanto il numero di quelli già registrati, la voce per rileggere il racconto generato da quella pagina e la lettura ad alta voce del testo. È lo stesso menu da cui il blocco si toglie del tutto, sempre previa autenticazione.Un solo pulsante per cinque strumenti, tutti sul dispositivoIl pulsante di Apple Intelligence, in alto a destra nella pagina, apre il menu che raccoglie tutto quello che l’AI può fare con ciò che avete scritto. Sono quattro voci, e nessuna parte da sola: siete voi a decidere quando aprirle. La quinta funzione, l’analisi emotiva, è l’unica automatica e scatta quando una pagina viene creata o modificata: è quella che alimenta le etichette viste nell’archivio, e si disattiva dalle impostazioni dell’app se non la volete.Il reframing narrativo: la giornata che diventa un raccontoÈ la funzione che dà il senso all’app ed è anche quella che si prova per prima. Si sceglie un genere fra fantasy, romance, avventura, sci-fi e diversi altri, ognuno con il suo mondo e le sue regole, e la pagina viene riscritta in terza persona dentro quell’ambientazione. Nell’esempio, il trasloco in una città nuova, gli scatoloni mai aperti ed il pranzo consumato da soli diventano la storia di una ragazza di nome Willow in un villaggio dentro una foresta incantata: gli stessi fatti, la stessa sensazione di essere estranei in un posto che dovrebbe essere casa, raccontati da fuori.Mentre il testo scorre, in alto compare un indicatore con la velocità di generazione, 242 caratteri al secondo nella schermata che vedete, ed un pulsante quadrato per interrompere tutto. È un dettaglio piccolo ma dice due cose: che il modello sta lavorando lì, sul telefono, e che è abbastanza veloce da non farvi aspettare davanti a una schermata vuota.Sul risultato lo sviluppatore è onesto, e mette le mani avanti già nella descrizione dell’app: “ogni generazione è diversa: se un racconto non vi convince, rigeneratelo, soprattutto all’inizio”, indicando Fantasy e Natale come i due generi più riusciti. Il racconto, in ogni caso, è costruito per rispettare il tono di quello che avete scritto e per chiudere tendendo verso la luce, senza cancellare né minimizzare nulla di ciò che c’era dentro.C’è anche un dettaglio che conta più di quanto sembri: quando un racconto vi piace ed avete voglia di condividerlo, viene condiviso soltanto il racconto. La pagina originale, quella con i nomi veri e le cose private che sono state scritte restano al sicuro e private.Riflessioni, Soluzioni e Decisioni: le altre tre lettureLe altre tre voci del menu leggono la stessa pagina cercandoci dentro cose diverse.Riflessioni individua i punti su cui vale la pena fermarsi e li trasforma in domande. Il risultato arriva in una scheda che sale dal basso: prima la frase esatta che ha fatto scattare la riflessione, citata dalla vostra pagina, poi la domanda. Nell’esempio la frase è quella sul pranzo consumato da soli con la scusa di voler finire prima, e la domanda chiede quali siano le ragioni di fondo di quella preferenza per la solitudine e come si possano reintrodurre momenti sociali nella routine in un modo che risulti autentico. Le schede si sfogliano in orizzontale, una per ogni punto individuato.Soluzioni lavora invece sul concreto: cerca i problemi pratici raccontati nella pagina e per ciascuno propone una via d’uscita percorribile.Decisioni si occupa dei bivi: se nel testo c’è una scelta da fare, mette in fila pro e contro di ogni strada e chiude con un consiglio finale.Nessun account, nessuna connessioneQui sta il punto che giustifica da solo l’esistenza di quest’app. Un diario è il posto dove finisce quello che non dite a nessuno, e la maggior parte dei diari con AI in circolazione spedisce proprio quelle parole a un server per farle elaborare. Magic Diary no: ogni funzione passa dal framework Foundation Models di Apple, cioè dai modelli che Apple Intelligence esegue in locale. Le pagine non vengono caricate da nessuna parte, non addestrano alcun modello e non lasciano il dispositivo.Non c’è un account Magic Diary da creare, non ci sono framework di terze parti, non ci sono analytics né pubblicità. La sincronizzazione, se decidete di attivarla, passa dal vostro spazio iCloud privato, quello a cui accedete soltanto voi con il vostro account, e porta il diario su iPhone, iPad, Mac ed Apple Vision Pro: si comincia una pagina sul divano e la si finisce alla scrivania.Come funziona davvero l’AI locale di Apple, e perché un modello che gira sul telefono ha vantaggi e limiti diversi da uno che sta su un server, lo abbiamo spiegato nel dettaglio in un approfondimento a parte.Leggi ancheI nuovi Apple Foundation Models spiegati in modo semplice: Ecco cosa usa e come funziona l'AI di Apple nei dettagli12 Giu 20260 CommentiQuanto costa, cosa serve e quanto pesaMagic Diary si scarica gratis. Il mare, cioè il registratore dell’umore, è illimitato per sempre anche se non spendete un centesimo: non è una prova a tempo. Del diario invece sono gratuite le prime cinque pagine, con tutte le funzioni incluse, AI compresa. Da lì in poi un acquisto unico da 2,99€, che sull’App Store si chiama «Pagine Illimitate», toglie tutti i limiti così: niente abbonamenti, niente pubblicità, niente account.Sul fronte dei requisiti c’è però un paletto preciso: serve Apple Intelligence, quindi un dispositivo compatibile, ed almeno iOS 26, iPadOS 26, visionOS 26 oppure macOS 26 su un Mac con chip Apple silicon (dall’M1 in su). Senza Apple Intelligence attiva, gli strumenti che fanno la differenza non hanno nulla su cui girare.Un dato che vale la pena notare: il download pesa poco più di 5 MB. È la conferma pratica di tutto il discorso sulla privacy, perché il modello linguistico non sta dentro l’app: è quello di sistema, e l’app si limita a chiamarlo. L’interfaccia è tradotta in italiano insieme ad altre cinque lingue, anche se gli screenshot ufficiali sull’App Store sono ancora in inglese.Cosa convince e cosa lascia qualche dubbioQuello che riesce meglio è l’impianto. Il mare è un modo di registrare l’umore che non sembra un modulo da compilare, e la scelta di tenere le pagine scritte in primo piano, con i racconti relegati dietro una voce di menu, è quella giusta: un diario deve restare un diario, non diventare una macchina da storielle. Anche la protezione per singola pagina, con il contenuto sfocato nell’elenco finché non vi autenticate, è pensata da chi un diario lo usa davvero e non da chi ha letto cosa ci si aspetta da un’app del genere.Il punto delicato è la qualità dei racconti, e l’app stessa non lo nasconde. Un modello che gira in locale non ha la fluidità di quelli enormi che stanno sui server, ed il suggerimento di rigenerare due o tre volte è insieme un buon consiglio ed una dichiarazione di limite. Chi si aspetta un romanziere resterà deluso; chi cerca uno specchio che gli restituisca la giornata da un’altra angolazione troverà quello che cerca, soprattutto restando sui generi che lo sviluppatore indica come i più riusciti.Resta un’ultima cosa, scritta nero su bianco dallo sviluppatore stesso: Magic Diary è un diario, non un dispositivo medico. Può farvi compagnia e può aiutarvi a mettere in fila i pensieri, ma non sostituisce il supporto di un professionista.