La scuola è appena iniziata e, come era prevedibile che accadesse, i tre cosiddetti bambini nel bosco hanno manifestato con grande evidenza il loro disagio. Lo conferma che le seguenti parole Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta della disgraziatissima famiglia anglo-australiana: “ I genitori ci hanno segnalato che i bambini hanno emesso comportamenti, che non voglio precisare, chiaramente indicativi di sofferenza. Da mesi abbiamo segnalato che, al di là di apparenti adattamenti, i bambini stanno male”.Che stessero profondamente male sin dai primi momenti del loro distacco dai propri genitori, lo comprenderebbe persino la persona più egoriferita del mondo, ma non evidentemente le autorità preposte al caso. Autorità che hanno più volte ribadito di aver deciso di allontanare i bimbi unicamente per tutelare i loro diritti, compreso quello di crescere a base di patatine e pop corn, seguendo per ore i molto istruttivi cartoni animati. In tal senso, data la loro età – 7 e 9 anni –per lo smartphone d’ordinanza dovranno attendere ancora qualche annetto.Ma oltre ai sempre più preoccupati rilevi del buon Cantelmi, quasi in copia carbone rispetto a quanto più volte sostenuto dai neuropsichiatri della locale Asl, registriamo per l’ennesima volta la durissima presa di posizione di Michela Vittoria Brambilla, presidente della Commissione parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza. Come riporta il quotidiano abruzzese il Centro, la parlamentare forzista,intervenendo a “Corrente alternata”, condotto da Francesco Borgonovo su Giornale Radio, n on ha usato mezze misure. “I bambini della famiglia nel bosco oggi sono dei detenuti. Hanno traumi, ansia e patologie certificate perfino dal consulente del Tribunale. Persino davanti alla salute dei minori questo sistema non ha preso in considerazione la necessità di farli ritornare a casa. Vanno ‘scarcerati’. Ho invitato a relazionare in Parlamento il giudice che ha firmato l’ultimo provvedimento, il tutore, l’assistente sociale, i membri della casa famiglia e gli educatori. Hanno il dovere di venire a riferire al Parlamento e agli italiani quello che stanno facendo. Si sono rifiutati e questo lo trovo gravissimo», ha aggiunto Brambilla.C’è un sistema che non funziona – sottolinea la Brambilla – quello dei servizi sociali. Se ci sono situazioni di violenza diretta sui bambini, è chiaro che i servizi sociali devono intervenire e proteggerli. Ma qui questo non c’è. Questi bambini sono amati incredibilmente e, al di là delle posizioni ideologiche degli uni e degli altri, quei bambini soffrono e vanno scarcerati.” Non credo ci sia molto altro da dire.Claudio Romiti, 21 settembre 2026Leggi anche:A scuola sì, a casa no. Lo strano doppio standard sulla Famiglia nel BoscoFamiglia nel Bosco, l’incontro rinviato e la patetica “scusa” del servizio socialeL'articolo Bambini nel bosco, la scuola ricomincia e la sofferenza esplode: perché ignorano il loro dolore? proviene da Nicolaporro.it.