Caos Irlanda verso la sfida con Israele: voto nello spogliatoio, caso Bazunu e rischio sanzioni UEFATensione altissima e caos totale nel ritiro dell’Irlanda. Da diversi mesi la selezione verde è travolta dalle proteste della piazza e dei propri tifosi, che chiedono a gran voce il boicottaggio della sfida di Nations League contro Israele, valida per la seconda giornata del gruppo 2 di League B e programmata sul campo neutro di Debrecen, in Ungheria. Manifestazioni di solidarietà verso il popolo palestinese e dure prese di posizione umane hanno accompagnato la squadra fin dal raduno di Dublino.Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giornoLa condanna della politica e lo spettro delle sanzioni UEFALa spinta popolare si intreccia con una posizione istituzionale netta. Il premier irlandese Micheál Martin ha condannato con fermezza le operazioni militari di Israele nella Striscia di Gaza. Sebbene la FAI (la federcalcio irlandese) avesse inizialmente valutato l’ipotesi di non scendere in campo, la situazione si è complicata dopo la sconfitta subita all’esordio contro il Kosovo.Una sconfitta a tavolino condannerebbe l’Irlanda a un passo dalla retrocessione in League C, oltre a esporre il movimento a pesanti squalifiche da parte della UEFA. Uno scenario drammatico, specialmente per un paese chiamato a co-ospitare Euro 2028 insieme a Inghilterra, Scozia e Galles.Spogliatoio spaccato: il verdetto della votazione e il caso BazunuPer gestire l’impasse, il Commissario Tecnico dell’Irlanda Heimir Hallgrímsson — esperto allenatore islandese noto per il suo pragmatismo e per aver guidato la sua nazionale ai quarti di Euro 2016 — ha deciso di affidare la scelta direttamente ai suoi giocatori con una votazione interna.La maggioranza della rosa ha espresso la volontà di giocare per tutelare il percorso sportivo. Tuttavia, non manca una frangia di “ribelli”. Tra i più fermi c’è Gavin Bazunu, promettente e reattivo portiere di proprietà del Southampton, che si è rifiutato di allenarsi rimanendo in hotel per chiedere spiegazioni alla federazione e allo staff tecnico. Una frattura interna profonda che rischia di avere strascichi imprevedibili.