Ucraina, Lavrov accusa l’Europa all’Onu: «Fa tutto il possibile per far fallire i colloqui di pace»

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NEW YORK — Nel giorno in cui Washington propone gli Emirati Arabi Uniti come sede del primo tavolo a tre con Kiev e Mosca, e il Cremlino dice che quel tavolo «potrebbe avvenire presto», il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov sale al podio dell’Assemblea generale dell’Onu e indica chi, secondo lui, blocca la pace: l’Europa. «L’Europa sta facendo tutto il possibile per far fallire i colloqui di pace ai quali l’amministrazione Trump è interessata», ha detto sabato 26 settembre. Poche frasi dopo: «Gli obiettivi dell’operazione militare speciale saranno raggiunti. Questo avverrà qualunque siano le circostanze».La Russia disponibile a trattare e la Russia che promette di vincere comunque hanno parlato con la stessa voce, nello stesso quarto d’ora. Sul terreno, intanto, la giornata ha lasciato 10 morti tra Ucraina e Russia, secondo il conteggio di Associated Press. Il destinatario del discorso non sedeva però tra i banchi europei: Mosca parla a Washington, e le offre di scaricare sugli alleati il conto di un negoziato che non parte.La proposta americana l’aveva resa pubblica venerdì Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, in un briefing con i giornalisti via WhatsApp riferito da Reuters: «La parte americana ha proposto un incontro a livello tecnico in formato a tre. Attendiamo una proposta sulla data, e gli Stati Uniti hanno suggerito gli Emirati come possibile sede». Che cosa vuol dire «a livello tecnico»? Che al tavolo non siederebbero i leader ma i negoziatori, per preparare un incontro politico che dopo quattro anni e mezzo di guerra su vasta scala non c’è ancora stato. Gli inviati di Trump Steve Witkoff e Jared Kushner il 24 settembre hanno visto l’inviato russo Kirill Dmitriev; il giorno prima il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov diceva che non c’erano i presupposti per un «binario di pace» e che Zelensky poteva venire a Mosca. Venerdì lo stesso Peskov parlava di un trilaterale «presto». Senza dettagli.Venti minuti con BerlinoA New York Lavrov ha avuto anche il primo faccia a faccia dall’inizio della guerra con un ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul (l’ultimo precedente: Annalena Baerbock, gennaio 2022, un mese prima dell’invasione). Secondo un diplomatico tedesco, Wadephul ha chiesto a Mosca «di abbandonare la sua pericolosa via di escalation nei confronti di Germania, Europa e Nato» e ha avvertito che «episodi come il recente tentato attacco a Lipsia o ulteriori attacchi ibridi non scalfiranno la determinazione tedesca a sostenere l’Ucraina»: Berlino accusa la Russia di aver orchestrato un tentato attacco con droni all’aeroporto di Lipsia, e i due Paesi si sono ordinati a vicenda la chiusura di un consolato. Ogni mese, ha aggiunto il ministro, «decine di migliaia di soldati russi muoiono in una guerra di posizione senza speranza». Da parte russa ha parlato solo la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, citata dall’agenzia di Stato Tass: incontro chiesto da Berlino, circa 20 minuti, porte chiuse. Sulle accuse tedesche, nulla.Il bilancio delle 24 ore spiega la freddezza. In Ucraina 4 morti: due donne a Zaporizhzhia, sepolte dalle macerie della loro casa, e due persone a Sumy. Su Kiev droni russi hanno colpito più quartieri, 4 feriti; altri 2 nel distretto di Boryspil, dove ha preso fuoco un magazzino. Il ministero della Difesa russo ha sostenuto di aver danneggiato un data center che serve l’internet mobile e le comunicazioni satellitari Starlink. In Russia, droni ucraini hanno ucciso 3 persone nella regione di Krasnodar e incendiato due siti industriali — media russi parlano di una raffineria — secondo il governatore Veniamin Kondratyev; altri 3 morti nella parte occupata della regione di Zaporizhzhia, secondo l’amministrazione insediata da Mosca. All’Onu Lavrov ha accusato l’Occidente di «pompare» armi in Ucraina e di aiutare Kiev a colpire civili.Zelensky, dal canto suo, ha rilanciato sulle sanzioni. «La Russia fa escalation ogni singolo giorno. Se i russi hanno scelto di rendere i loro attacchi ancora più brutali, il mondo deve scegliere risposte più forti», ha scritto sui social. Ha chiesto a Trump di applicare la legge promossa dal senatore repubblicano Lindsey Graham «riguardo alla Russia e a chiunque ne finanzi la guerra», e ai presidenti del Consiglio europeo António Costa e della Commissione Ursula von der Leyen «ulteriori sanzioni europee». Poi una stoccata a Bruxelles, che ha appena tolto dalle sue liste due oligarchi, Mikhail Fridman e Alisher Usmanov: «Chiediamo a tutti i leader di non rimuovere gli oligarchi russi dalle liste esistenti». Né Trump né i vertici Ue hanno risposto pubblicamente.Il tavolo degli Emirati resta senza data. Come finirà, Lavrov lo ha già detto dal podio: «qualunque siano le circostanze».