Centrosinistra, Conte: “Troveremo soluzioni unitarie sull’Ucraina”. Riformisti Pd: “Sostegno non negoziabile”

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La guerra in Ucraina continua a essere un nodo da sciogliere per il centrosinistra. Se i riformisti dem tengono il punto sul sostegno a Kiev, il presidente del M5S, Giuseppe Conte, risponde così a una domanda su questo tema: “Noi abbiamo finito il nostro percorso, lasciamo che ciascuna forza faccia il suo percorso. Ma è certo che dobbiamo vederci e confrontarci e confido che troveremo assolutamente delle soluzioni unitarie, coraggiose e all’altezza delle sfide dei nostri tempi”.I riformisti Pd: “Il sostegno all’Ucraina non è trattabile”I riformisti del Pd, nel corso dell’assemblea nazionale organizzata a Prato, fanno quadrato. Il sostegno pieno e militare all’Ucraina “è un punto irrinunciabile per noi, è un punto, tra l’altro, su cui il Partito democratico da quattro anni è impegnato, ha sempre sostenuto tutti gli aiuti militari all’Ucraina. Per noi è fondamentale, perché non sostenere l’Ucraina significa non arrivare a una pace, ma significa arrivare alla resa alle pretese di Putin”, è la sottolineatura del deputato dem e presidente del Copasir, Lorenzo Guerini.A fargli eco è l’europarlamentare dem Giorgio Gori, secondo cui “alcune delle proposte del Movimento 5 Stelle sono del tutto inaccettabili” e “poco importa se Conte le ha presentate come non negoziabili, il Pd non può permettersi di subire l’egemonia di un partito che ha la metà dei suoi voti”, il sostegno all’Ucraina “non è trattabile”. Insomma, secondo Gori, “l’unità va bene ma non a ogni costo, non se il prezzo è la rinuncia dei valori del Pd”. Di “tema non negoziabile” parlano anche, tra gli altri, Lia Quartapelle e Piero Fassino.Angelo Bonelli (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)Angelo Bonelli, co-leader di Avs, la vede diversamente: “Per quanto riguarda l’Ucraina, chi pensa che l’uso delle armi sia l’elemento risolutivo di quella guerra, dopo quattro anni che hanno provocato un milione di vittime tra morti e feriti, si sbaglia. Di fronte a chi dice o armi o morte, io dico viva la vita”. Bonelli poi aggiunge: “Per quanto riguarda Avs ci sono dei punti fondamentali, uno di questi è il 5% del Pil di investimenti in armi che significheranno 498 miliardi di euro aggiuntivi. Per noi questa decisione che ha assunto Giorgia Meloni non potrà essere ratificata e dovrà essere stracciata, perché vogliamo destinare quelle risorse alla sanità, all’aumento degli stipendi e alla lotta alla crisi climatica”.Il dibattito nel Pd sul ddl AntisemitismoIntanto, fra i dem è acceso il dibattito sul ddl Antisemitismo. Dall’assemblea dei riformisti di Prato, Emanuele Fiano, ex parlamentare dem e presidente di Sinistra per Israele, sbotta: “Il Pd ha deciso di votare contro il ddl sull’antisemitismo. Se questa decisione sarà confermata, per me rappresenterà un confine invalicabile. Vorrei chiedere a Elly Schlein cosa è cambiato dalla sua richiesta nel 2017 di applicare la definizione Ihra sull’antisemitismo. Se un partito cambia una scelta senza che cambino le condizioni vuol dire che sta cambiando l’identità. È una contraddizione che non riesco più a sopportare, il rischio del Pd è perdere se stesso”. Emanuele Fiano (Foto Claudio Furlan/LaPresse)Se per Gori “Lele Fiano ha tracciato una linea, il Pd è ancora in tempo per non valicarla”, Guerini tende la mano all’ex parlamentare dem: “Chiedo a Lele Fiano di stare con noi, di combattere con noi, i suoi valori non vadano dispersi”.Questo articolo Centrosinistra, Conte: “Troveremo soluzioni unitarie sull’Ucraina”. Riformisti Pd: “Sostegno non negoziabile” proviene da LaPresse