Mancini, otto anni dopo il primo esordio azzurro: cosa è cambiato tra Arabia Saudita e Belgio

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Dal successo del 2018 alla sconfitta contro il Belgio: il ritorno del ct sulla panchina dell’Italia riparte ancora dal 4-3-3, ma con una Nazionale profondamente rinnovataDal 2018 al 2026 è trascorso molto tempo, ma il percorso di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale italiana ha avuto un nuovo punto di partenza. Dopo il ritorno alla guida degli Azzurri, il commissario tecnico ha vissuto una seconda prima volta contro il Belgio in Nations League, iniziando un nuovo ciclo dopo un periodo complicato. 🎧 Ascolta le nostre notizie! Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio. Otto anni prima, però, il primo esordio di Mancini da ct dell’Italia era stato completamente diverso. Il tecnico era arrivato dopo la grande delusione della mancata qualificazione al Mondiale 2018, maturata nello spareggio contro la Svezia, e aveva debuttato il 28 maggio 2018 in amichevole contro l’Arabia Saudita allo Kybunpark di San Gallo, in Svizzera.Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italianoItalia, il primo Mancini iniziò con una vittoria contro l’Arabia SauditaQuella prima partita della gestione Mancini terminò con una vittoria per 2-1. A sbloccare il risultato fu Mario Balotelli, protagonista del primo gol dell’era del nuovo commissario tecnico. L’attaccante trovò la rete nel primo tempo con una conclusione dalla distanza, mentre nella ripresa arrivò il raddoppio firmato da Andrea Belotti.Nel finale l’Arabia Saudita accorciò le distanze con Yahya Al-Shehri, ma gli Azzurri riuscirono comunque a portare a casa il successo.Mancini scelse subito il sistema che avrebbe caratterizzato gran parte del suo percorso: il 4-3-3. In campo c’erano Donnarumma tra i pali, Zappacosta, Bonucci, Romagnoli e Criscito in difesa, Jorginho, Pellegrini e Cristante a centrocampo e il tridente composto da Politano, Balotelli e Insigne.Quella squadra aveva un mix tra giovani emergenti e giocatori già affermati. Il percorso iniziato a San Gallo avrebbe poi portato alla vittoria dell’Europeo 2020, disputato nel 2021, con il trionfo nella finale di Wembley contro l’Inghilterra.Italia-Belgio, il nuovo corso di Mancini riparte dai giovaniIl ritorno del ct contro il Belgio ha invece mostrato una Nazionale molto diversa. Il modulo di riferimento è rimasto lo stesso, il 4-3-3, ma gli interpreti sono cambiati quasi completamente.L’unico vero punto di collegamento tra il debutto del 2018 e la nuova era è ancora Gianluigi Donnarumma, presente in porta in entrambe le occasioni. Tra i convocati di allora e quelli attuali figura anche Rolando Mandragora, nel 2018 al Crotone e oggi al Torino.Contro il Belgio, Mancini ha voluto lanciare un messaggio chiaro: costruire il futuro puntando sui giovani. Dal primo minuto è sceso in campo Alessandro Romano, centrocampista classe 2006 del Cagliari, alla prima presenza da titolare con la Nazionale maggiore.In difesa spazio a Diego Coppola, altro elemento alla ricerca di esperienza internazionale, mentre in attacco il riferimento offensivo è stato Pio Esposito, altro giovane talento chiamato a rappresentare il nuovo corso azzurro.Nella ripresa sono arrivati anche gli esordi assoluti di Doumbia e Mohamed Alì Zoma, a conferma della volontà del commissario tecnico di ampliare il gruppo e dare spazio a nuove generazioni di calciatori.Il risultato contro il Belgio, una sconfitta per 0-2, è stato negativo, ma il confronto con il primo esordio del 2018 racconta soprattutto una differenza di fase: allora Mancini doveva ricostruire una Nazionale ferita, oggi deve far nascere un nuovo ciclo attraverso tanti giovani e nuove certezze.