ATENE — Prima lei, all’alba. Poi lui, verso le 11 (le 10 in Italia). I soccorritori hanno estratto sabato dalle macerie di via Lysikratous, nel cuore di Plaka, i corpi di una coppia di turisti americani: dormivano nell’appartamento affittato per le vacanze al piano sopra la strada, nella palazzina saltata in aria venerdì mattina ai piedi dell’Acropoli. Con loro il bilancio dell’esplosione sale a quattro morti e due dispersi, riferisce l’Afp. I nomi non sono stati resi pubblici.Sotto il cemento, secondo i vigili del fuoco, restano un anziano britannico e una donna greca che dividevano l’appartamento al secondo piano. Trenta uomini, tre cani e sei mezzi — due dei quali della 1ª Emak, il reparto speciale greco per le catastrofi — lavorano con le cesoie per il cemento dalle 7:30 di venerdì (le 6:30 italiane), quando l’edificio è crollato su se stesso innescando un incendio che ha danneggiato case, negozi e auto della via, a due passi dall’Arco di Adriano e di fronte alle colonne del Tempio di Zeus Olimpio. Le operazioni procedono a strappi: il rischio di nuovi crolli impone soste continue, e a intervalli il sindaco Haris Doukas ha chiesto il silenzio assoluto per ascoltare eventuali voci sotto le macerie.«Stiamo parlando di un disastro incredibile», ha detto Doukas. «Sono ore difficili, ore di angoscia». Il sindaco ha ordinato ispezioni sui due edifici adiacenti «per stabilire se possano restare in piedi o se debbano essere demoliti anche loro». Un passante è stato colpito dalle schegge; due donne sono state tirate fuori da un palazzo vicino e portate in ospedale per precauzione. La direttrice di un albergo a pochi metri ha raccontato che i clienti, al boato, hanno pensato a una bomba.Nell’appartamento al primo piano, un affitto breve come i tanti che hanno cambiato il volto del quartiere, i vigili del fuoco contano quattro cittadini statunitensi, due uomini e due donne. Dovevano imbarcarsi venerdì pomeriggio per gli Stati Uniti e non si sono presentati al volo, scrivono i media greci; tra le macerie sono stati trovati due passaporti americani, ma le autorità non hanno confermato alcuna identità. I primi due corpi erano stati recuperati già venerdì, quando il conto provvisorio era di due morti e quattro dispersi.La lettera di un anno faPerché è esploso? A 36 ore dal fatto nessuno lo ha detto ufficialmente. I residenti hanno riferito di aver sentito odore di gas prima dello scoppio, e Doukas ha parlato fin da venerdì di un guasto alle infrastrutture del gas — «Qualcosa è andato terribilmente storto», ha detto a Reuters — e poi di «una perdita estesa, molto grande». Ma né la società di distribuzione né i vigili del fuoco si sono pronunciati, e non è nemmeno chiaro se le case di via Lysikratous fossero allacciate alla rete. Panagiotis Karydis, professore di costruzioni antisismiche, ha ipotizzato alla televisione pubblica che nell’appartamento della coppia anziana ci fossero bombole di propano, con una fuga durante la notte e l’innesco al mattino. Sul caso lavora anche il reparto incendi dolosi.Un anno fa l’associazione dei residenti di Plaka aveva scritto al Comune e alle società di servizi per avvertire del rischio di fughe di gas e cortocircuiti nel dedalo di vicoli del quartiere, chiedendo un’esercitazione antincendio per collaudare i piani di emergenza: la lettera l’ha pubblicata il quotidiano greco Kathimerini. Ed è su quella lettera, più che sulle macerie, che si gioca ora la partita delle responsabilità tra Comune e società di servizi.Plaka è il quartiere più affollato della Grecia: alberghi, taverne e case vacanza sotto la rocca dell’Acropoli, che l’anno scorso ha registrato 4,6 milioni di visitatori. Né l’ambasciata degli Stati Uniti né il Foreign Office britannico né il premier greco Kyriakos Mitsotakis hanno finora commentato. In via Lysikratous, intanto, si continua a scavare. «Tutte le squadre del Comune, i vigili del fuoco e l’Emak sono lì», ha detto il sindaco.