La Casa Bianca esclude la Cnn dall’Air Force One: al suo posto sale una piccola tv conservatrice

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WASHINGTON — Tredici posti, e nessuno per la Cnn. La cabina stampa dell’Air Force One che oggi porta Donald Trump a Knoxville, in Tennessee, per la partita di football universitario tra Tennessee e Texas (fischio d’inizio a mezzogiorno locale, le 18 in Italia), non avrà a bordo la rete che secondo la rotazione del pool televisivo avrebbe dovuto riprendere il presidente. Lo stabilisce la guidance quotidiana diffusa dalla Casa Bianca venerdì sera: al posto della Cnn figura Real America’s Voice News, piccola emittente conservatrice che non fa parte del pool video delle grandi reti americane, riferisce l’Associated Press. Nella stessa nota compare come rete di riserva anche LindellTV, fondata da Mike Lindell, imprenditore dei cuscini e alleato di Trump.Il pool è il meccanismo con cui una sola troupe, a turno, filma il presidente e condivide le immagini con tutte le altre reti. Toglierne un membro e metterci una tv esterna significa scavalcare quel sistema. L’esclusione arriva due giorni dopo che un giudice federale ha ordinato alla Casa Bianca di restituire i pass a Cnn, MS NOW e Politico, revocati per volontà di Trump il 18 settembre: il braccio di ferro tra amministrazione e stampa, appena chiuso ai cancelli di Pennsylvania Avenue, si riapre sulla scaletta dell’aereo.«La Casa Bianca ora impedisce alla Cnn di svolgere i suoi compiti televisivi», ha detto in diretta venerdì sera la corrispondente della rete dalla Casa Bianca, Alayna Treene: «sappiamo con certezza che stanno prendendo di mira noi». Jacqui Heinrich, conduttrice di Fox News e presidente dell’associazione dei corrispondenti dalla Casa Bianca, ha ricordato che il pool «è il sistema che permette alle reti di condividere il video del presidente con tutto il Paese. Se non ci sono, il pool non può funzionare». La Casa Bianca non ha spiegato il criterio della sostituzione né commentato l’esclusione.Il giudice e i passPerché l’aereo e non la sala stampa? Perché l’ordinanza firmata nella notte tra mercoledì e giovedì dal giudice Timothy Kelly, del tribunale federale del Distretto di Columbia (nominato da Trump nel 2017), riguarda gli hard pass, i tesserini permanenti d’ingresso alla Casa Bianca, e non nomina né il pool né l’Air Force One. Kelly ha ordinato di «restituire, reintegrare e ripristinare immediatamente» i pass, ha giudicato lo standard invocato dall’amministrazione «così vago che a stento basta» e ha scritto che «nulla agli atti precedente alla causa indica che la revoca fosse motivata da ragioni di sicurezza nazionale»: quando ha annunciato il bando, Trump «si è concentrato sulla presunta mancanza di veridicità e sulla negatività dei servizi». L’ordinanza vale 14 giorni; le memorie si depositano tra il 28 settembre e il 5 ottobre, poi l’udienza sull’ingiunzione vera e propria. Ted Boutrous, avvocato delle tre testate, sostiene che la decisione copra anche il pool; venerdì sera non ha risposto alle richieste di commento. L’account Rapid Response 47 dell’amministrazione, a proposito della cena di Stato per Xi Jinping da cui le reti erano state tenute fuori giovedì, aveva già messo in chiaro che il ripristino dei pass non dà «campo libero su ogni parte della Casa Bianca, ogni evento, ogni conference call». La partita, ormai, non si gioca più sui tesserini ma sul terreno dove il presidente ha più margine.Tutto è cominciato il 18 settembre, quando Trump ha annunciato su Truth Social il divieto per le tre testate, accusate di scrivere «costantemente FINZIONI e BUGIE». Il giorno dopo il Secret Service ha fermato al cancello la corrispondente Cnn Betsy Klein e le ha sequestrato il pass. Lunedì 21 la causa federale per violazione del Primo emendamento, la norma costituzionale che tutela la libertà di stampa, e la mossa comune delle cinque grandi reti: Abc, Cbs, Cnn, Fox News e Nbc hanno sospeso insieme il pool televisivo — «non ci sarà alcun pool sostitutivo», ha scritto il capo dell’ufficio di Washington di Fox News, presidente di turno del pool. Giovedì a mezzogiorno i giornalisti sono rientrati, dopo che alcuni erano stati respinti e le testate avevano denunciato al giudice l’inottemperanza.Non è la prima volta. All’inizio del 2025 la Casa Bianca aveva escluso dagli eventi i reporter dell’Associated Press, che non avevano adottato il nome «Golfo d’America». Il giudice Trevor McFadden aveva dato ragione all’agenzia — «se il governo apre le porte ad alcuni giornalisti, non può chiuderle ad altri per il loro punto di vista» — ma un collegio diviso della Corte d’appello del Distretto di Columbia aveva sospeso l’ingiunzione con un’osservazione: lo Studio Ovale e l’Air Force One sono spazi dove la discrezionalità del presidente è maggiore. Quell’appello è ancora pendente. Ed è su quell’aereo, un anno e mezzo dopo, che oggi si decide chi filma il presidente.