Zelda Williams torna a chiedere che l’immagine e la voce di suo padre Robin Williams non vengano utilizzate per creare video con l’intelligenza artificiale. A scatenare la nuova reazione della regista è stato un filmato circolato online e presentato come un contenuto privato dell’attore. Per Zelda, però, si trattava chiaramente di una ricostruzione artificiale.Non è la prima volta che la figlia dell’attore, morto nel 2014, interviene sull’argomento. Da tempo denuncia la diffusione di contenuti che riproducono digitalmente il padre e questa volta ha scelto parole particolarmente dure, rivolgendosi soprattutto a chi continua a realizzare o condividere quei filmati presentandosi come un suo fan.Zelda Williams contro il video di Robin Williams creato con l’IAL’ultimo intervento è arrivato sui social, dove Zelda ha commentato un video attribuito a Robin Williams che stava circolando come se fosse autentico. Secondo la regista, non soltanto il filmato era stato realizzato attraverso l’intelligenza artificiale, ma anche la voce avrebbe reso evidente la natura artificiale del contenuto. «Chiunque si dichiari un fan e ci abbia creduto ha evidentemente visto i suoi film senza l’audio», ha scritto, definendo la voce utilizzata nel video «robotica e terribile». Il punto del suo sfogo, però, va ben oltre la qualità più o meno convincente delle nuove tecnologie.Zelda si è rivolta direttamente a chi utilizza questi strumenti per far apparire suo padre in contenuti che non ha mai realizzato, chiedendo di lasciarlo «riposare in pace». Poi la frase che sintetizza meglio la sua posizione: «Solo perché è morto non significa che adesso è un burattino nelle vostre mani. Vergognatevi». Dietro quelle parole c’è soprattutto il rifiuto di vedere Robin Williams trasformato in un personaggio digitale al quale possono essere attribuite frasi, gesti e situazioni che non gli sono mai appartenuti. Un problema che per la famiglia dell’attore non riguarda soltanto la tecnologia, ma il modo in cui viene conservata la memoria di una persona che non può più decidere come utilizzare la propria immagine.Foto: instagram @robinwilliamsAmanda Lear accusa Miley Cyrus di plagio: «Pronta al processo»Non è la prima volta che Zelda chiede di fermarsiQuello pubblicato in questi giorni è soltanto l’ultimo di una serie di interventi di Zelda Williams. Già nell’ottobre 2025 aveva chiesto agli utenti di smettere di inviarle video del padre realizzati con l’intelligenza artificiale, spiegando chiaramente di non volerli vedere. «Per favore, smettetela di mandarmi video di mio padre creati dall’Intelligenza Artificiale», aveva scritto su Instagram. Un appello rivolto tanto a chi pensava di farle piacere quanto a chi utilizzava quei contenuti con intenzioni diverse.In quell’occasione Zelda aveva definito queste ricostruzioni «stupide» e una «perdita di tempo e di energia», aggiungendo soprattutto un dettaglio personale: secondo lei, non era ciò che Robin Williams avrebbe voluto. La sua posizione sul tema, del resto, risale ancora più indietro. Nel 2023, durante lo sciopero degli attori di Hollywood, aveva parlato apertamente degli esperimenti realizzati per ricreare artificialmente interpreti che non potevano più concedere il proprio consenso. Tra questi c’era proprio suo padre, la cui voce era già stata riprodotta digitalmente per fargli pronunciare parole mai dette.Foto: instagram @robinwilliamsBenji & Fede cambiano strada: «Ora mostriamo chi siamo davvero»I figli di Robin Williams hanno riattivato il suo InstagramLa battaglia contro l’utilizzo artificiale dell’immagine dell’attore ha coinvolto anche gli altri figli. Ad agosto Zak, Zelda e Cody Williams hanno riattivato il profilo Instagram ufficiale del padre, trasformandolo in uno spazio dedicato a fotografie, filmati e ricordi autentici. La decisione è arrivata dodici anni dopo la morte dell’attore e poche settimane dopo quello che sarebbe stato il suo 75esimo compleanno. L’obiettivo dichiarato dai tre fratelli è offrire ai fan un punto di riferimento affidabile, soprattutto mentre sul web diventano sempre più frequenti contenuti capaci di imitare voce e aspetto di personaggi reali.I figli hanno spiegato di essere felici nel vedere nuove generazioni scoprire il lavoro di Robin Williams e i fan di lunga data continuare a ricordarlo. Proprio per questo hanno scelto di rendere nuovamente attiva la sua pagina, assicurando che i materiali condivisi raccontino la sua eredità «con autenticità, calore e cura». Per Zelda, vedere nuovamente online il profilo del padre può certamente provocare una sensazione particolare, ma avere uno spazio in cui trovare immagini e video autentici rappresenta anche una risposta concreta a quello che lei stessa ha definito il «dilagante abuso» della voce e dell’immagine di Williams attraverso l’intelligenza artificiale.Foto: instagram @robinwilliamsGiulia De Lellis: «In gravidanza 11 chili», poi il post partoRobin Williams, dai film diventati cult all’OscarA più di dodici anni dalla sua scomparsa, Robin Williams resta uno degli attori più riconoscibili e amati del cinema americano. È morto l’11 agosto 2014, a 63 anni. Dopo la sua morte emerse che soffriva di demenza a corpi di Lewy, una malattia neurodegenerativa che non era stata individuata mentre era in vita. Poco prima gli era stato diagnosticato il Parkinson. La sua carriera ha attraversato commedia e dramma con ruoli diventati parte della storia del cinema. È stato il professor John Keating ne L’attimo fuggente, Adrian Cronauer in Good Morning, Vietnam e Sean Maguire in Will Hunting – Genio ribelle, interpretazione che gli valse nel 1998 l’Oscar come miglior attore non protagonista.A questi si aggiungono film rimasti nell’immaginario di più generazioni, da Mrs. Doubtfire a Jumanji, passando per Hook – Capitan Uncino, Patch Adams e la saga di Una notte al museo. Ed è proprio la forza di questo patrimonio cinematografico a rendere ancora più delicata, agli occhi della famiglia, la proliferazione di nuove versioni digitali dell’attore.Il confine tra ricordo e ricostruzione artificialeNegli ultimi anni sono comparsi online diversi contenuti artificiali legati a Robin Williams, comprese ricostruzioni che lo inseriscono in situazioni mai realmente avvenute. Nel materiale circolato sul web vengono citati, tra gli esempi, una falsa pubblicità Apple e un’immaginaria apparizione accanto a Betty White. Per Zelda il problema resta lo stesso: ricordare suo padre attraverso ciò che ha realmente lasciato è molto diverso dal costruire nuove parole o nuove immagini utilizzando artificialmente la sua identità.La regista non chiede quindi di smettere di parlare di Robin Williams. Al contrario, insieme ai fratelli ha contribuito a riaprire uno spazio ufficiale dedicato proprio alla sua memoria. Quello che contesta è la possibilità di trasformarlo digitalmente in qualcuno che possa continuare a parlare, recitare o comparire in situazioni che non ha mai scelto. Il suo ultimo sfogo nasce esattamente da qui. Dietro il «vergognatevi» rivolto a chi realizza questi video c’è una richiesta molto semplice: lasciare che Robin Williams continui a vivere attraverso i film, le immagini, le parole e i ricordi che ha realmente lasciato, senza affidare a un algoritmo il compito di crearne di nuovi.| Da Rumors.it